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L’Artiglio Rosa: Mistràl, Giorgi, Heath

Mia Mistràl, In cima al cuore

Serie In cima al cuore, Volume II

Self Publishing

A Pasqua è assai improbabile che un agnellino sia svanito nel nulla perché se n’è andato a fare una passeggiata per i boschi e presto tornerà; o, perlomeno, di questo sono convinti Furio e Leandro, quando una comunità di donne che vive a contatto con la natura denuncia la scomparsa di Dolcezza. Chiara però si ostina a voler cercare l’animaletto e rimane intrappolata in una caverna con Leandro. Tranello o destino? I soccorsi ritardano, la faccenda è complicata e, per quanto la strada sia interrotta, sembra che Chiara sia di fronte a un bivio…

Un volume di passaggio * * *
Da fan di Furio (chiedo scusa alle partigiane di Leandro) avevo già capito che l’autrice mi avrebbe delusa. Dipende anche dal genere scelto, che non è il romance, ma la soap, dove i personaggi si evolvono nel corso della vicenda in modi, a volte, anche molto sorprendenti.
Inoltre, come sanno quelli che mi conoscono, sono anche un po’ moralista. Certo una moralista del duemila, non del XX secolo. E quindi trovo sempre un po’ incomprensibile la resistenza ad impegnarsi in un rapporto d’amore. Non parliamo poi del fatto che, prima di fare sesso con un altro, io ci penserei su non due volte, ma dieci.
E tuttavia nel romanzo è apprezzabile un certo realismo. La vita è diversa dai romanzi: non sempre si capisce subito chi è l’amore della tua vita; a volte, come in questo caso, ci sono addirittura due alternative. E non sappiamo ancora cosa sceglierà alla fine Chiara. Meno male che manca solo un altro volume.

Viviana Giorgi, Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina

Collana Love

Emma Books

Ma quanta sicumera in quella graziosa testolina è un’antologia di “romanzi in miniatura”, rigorosamente in stile Viviana Giorgi, già a partire dal titolo. In queste pagine sono racchiuse le atmosfere, le epoche e le ambientazioni che più amiamo nei suoi romanzi: dall’Inghilterra del periodo Regency agli Stati Uniti dei nostri giorni, passando per una Milano decisamente… gotica.

Nostalgia * * * *
Si tratta di una raccolta di racconti brevi e brevissimi, già pubblicati in blog o volumi collettivi. Il più caro al mio cuore è Mademoiselle Dorée, la mia prima lettura della Giorgi, mi pare; molto interessanti il pezzo sulla notte della luna oppure il sulfureo Sympathy, un filino deludente Sir Gregory, che richiede forse troppa immaginazione da parte della lettrice, mentre mi è sembrata perfettamente soddisfacente Una storia di Natale.
Spero che presto l’autrice ritrovi la sua vena romanzesca e aspetto con pazienza.

Lorraine Heath,  Un erede per il visconte

Gli sfrontati di Havisham, Volume III

HarperCollins Italia

Inghilterra, 1882.
Portia Gadstone non può più sopportare la cattiveria del padre e decide di seguire Beaumont, il nobile di cui si è invaghita, fino a Londra. Quando scopre che l’uomo la sta solo ingannando sceglie di fuggire anche da lui, custodendo un segreto molto importante.
La situazione per lei non è facile, finché non legge per caso un’inserzione che può aiutarla: il Marchese di Marsden, un anziano vedovo, cerca una donna per avere un erede dato che il suo unico figlio, il Visconte Locksley, non intende sposarsi. Portia accetta e non può certo immaginare che l’uomo con cui sarà costretta a convolare a nozze non sarà il marchese, ma l’affascinante Locksley. I due sembrano pensarla allo stesso modo: tra loro c’è solo un contratto, niente di più, tuttavia l’attrazione che li lega si fa sempre più intensa.
Ma il passato di Portia viene a galla e rischia di mettere a repentaglio la loro unione a meno che Locksley non decida di…

Bello * * * *
Per quasi tutto il romanzo ho lottato contro il mio moralismo e il mio amore per la verità che mi impediscono di accettare con leggerezza certi inganni. E ammetto che alla fine la Heath ha tirato fuori abbastanza attenuanti per farci accettare il comportamento di Portia.
Apprezzabile, poi, lo sforzo per approfondire la psicologia dei protagonisti, spiegando così come un grande amore possa nascere da una grande passione.
Molto piacevole.

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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

2 Commenti

  1. Viviana Giorgi
    6 agosto 2018 at 18:30 — Rispondi

    Grazie Matesi per aver letto anche i racconti e per il tuo giudizio da mostrare a tutti con ‘sicumera’. Tornerò al romanzo presto, ma scrivere racconti ha sempre il suo fascino.
    Un abbraccio
    Viviana

    • Teresa Siciliano
      6 agosto 2018 at 20:06 — Rispondi

      Tutte noi tue ammiratrici ti aspetteremo quanto occorrerà.

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