Interviste

Intervista: Streusa Maybe

Buongiorno e benvenuta fra noi.

Grazie, Babette. Tre gatti e un cane? Che folla…!

Sì, lo so, e non è detto che la famiglia a quattro zampe non sia destinata a crescere. Magari con qualche peloso un po’ acciaccato, uno di quelli che nessuno vuole.

Streusa Maybe esce il 10 dicembre con il suo primo romanzo, “Un’altra metà”.

Crescere è un viaggio in cui bisogna superare le proprie debolezze. Lo sa bene Filippo, che fatica ad affrontare l’età adulta. Per caso gli capita di conoscere una ragazza diversa dalle solite, dura, sfuggente; si odiano, eppure si avvicinano. Ma quando Gabriella sparisce improvvisamente dalla sua vita, non riesce a darsi una spiegazione. Solo anni dopo la rincontrerà e potrà scoprire il suo segreto, che metterà in discussione la sua scala di valori. Fare pace con se stessi non sarà un’impresa facile…

1.    Ci presenti il tuo romanzo?

Nel presentare questo libro il rischio “spoiler” è altissimo, quindi cercherò di essere vaga ma non troppo. Posso dire che da un lato questo è un New Adult sulle difficoltà nell’affrontare l’età adulta, ma soprattutto è un romance che parla di come l’amore possa attraversare fasi opposte fra loro, di insofferenza, avvicinamento, addirittura odio, ma se il sentimento è profondo perdura nel tempo e riesce a oltrepassare scogli in apparenza invalicabili.

Ho voluto trasmettere un messaggio d’amore in senso lato, che vada al di là delle differenze sociali, culturali, anche sessuali. E ho preso di mira molti stereotipi di genere, cercando di superarli.

L’ispirazione è nata come al solito dalla curiosità, dal volermi mettere nei panni di persone con un vissuto molto diverso dal mio. Nel caso di Gabriella, la protagonista femminile, più diverso di così non si può; proprio per questo spero che i lettori le vorranno bene. Per quanto riguarda Filippo, il vero protagonista del romanzo, banalmente non avevo mai raccontato una storia con gli occhi di un uomo; anzi, è una cosa che ho sempre evitato perché non volevo suonare finta. “Un ragazzo penserebbe e agirebbe così, o lo suppongo io?” è la domanda che mi sono fatta di continuo mentre scrivevo, perché tengo molto alla verosimiglianza.

Quest’inversione di ruoli mi ha insegnato tanto, in primis a mettere in discussione ogni cosa e ad abbracciare sensibilità e prospettive “scomode”. Tuttavia, riconoscendo di non potermi davvero identificare né con Filippo né con Gabriella, ho preferito narrare in terza persona, trasferendo in loro inquietudini che comunque mi appartengono. In ogni caso mi sono dovuta documentare, anche se credevo di avere una conoscenza base degli argomenti trattati; e invece non è mai abbastanza. Per fortuna al giorno d’oggi si possono reperire informazioni ovunque, nello specifico sul web – e non c’è da storcere il naso: internet in certi casi è la fonte migliore, dà l’opportunità di seguire il percorso di persone che forse non si incontreranno mai, ma che per tanti motivi si sentono vicine.

Ho scelto l’autopubblicazione perché a livello scrittorio sono ancora esordiente (se escludiamo delle segnalazioni a concorsi minori), devo ancora farmi le ossa e credo che il self-publishing metta più a nudo, pure di fronte ai giudizi negativi che servono a crescere. D’altro canto, gestirmi da sola è stata una lama a doppio taglio perché sono pessima con le scadenze, infatti avevo annunciato l’uscita del romanzo all’inizio dell’anno… Era già pronto, ma continuavo a modificare qua e là e probabilmente lo farei ancora. Mi sono imposta di fermarmi, spero di aver fatto bene!


2.    Hai partecipato a qualche manifestazione legata alla scrittura, nel 2018? Quali impressioni ne hai ricevuto?

Nel 2018, gli unici eventi a cui ho partecipato che avessero a che fare con la letteratura sono stati gli appuntamenti del circolo di lettura Queers. Quest’associazione, di cui faccio parte ormai da un anno, promuove l’inclusione e la diversità sessuale e affettiva, e lo fa anche tramite lo studio di testi con tematiche LGBT+. Ascoltare voci fuori dal coro è sempre un’esperienza che arricchisce, specialmente se vissuta nella totale libertà di esprimersi.

3.    Progetti per il futuro?

A parte trovare un lavoro fisso (seriamente, mi propongo di cambiare nome alla mia pagina Facebook “Essendo Disoccupata” non appena ciò avverrà), il mio proposito per il futuro è continuare a dare vita alle mie storie. Che io le disegni in forma di fumetto o le metta per iscritto nei romanzi, voglio che vedano la luce. Per troppo tempo le ho tenute dentro, cocciutamente, senza permettere che fossero apprezzate da nessuno… E così ho tarpato loro le ali. Adesso è il momento di realizzarle, e pian piano le vedrete: tenete d’occhio i miei canali, tra fumetti e scrittura ci sarà sempre qualcosa che bolle in pentola.

Grazie, arrivederci.

Grazie a te. Alla prossima.

Streusa è un’ex-laureata in lingue e letterature straniere, “ex” non perché le lauree siano solite volatilizzarsi nell’etere, ma perché è afflitta dalla consapevolezza di aver dimenticato la maggior parte delle conoscenze acquisite durante gli anni universitari. Attualmente disoccupata, ogni tanto lavoricchia. Disegna a livello amatoriale nei suoi blog su Webcomics.it e nella pagina Facebook Essendo Disoccupata (appunto), dove pubblica strisce umoristiche su espressioni idiomatiche e un crime drama a fumetti (Ladro – Come rubare una vita).

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. 7 Dicembre 2018 at 12:47 — Rispondi

    Ringrazio di cuore per lo spazio concessomi!
    Spero di avervi intrigato un po’, ma saranno Filippo e Gabriella a raccontarvi la loro storia 😉

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