Fernanda Romani consiglia LE MAGNIFICHE, di Daniela Musini.

Copertina del libro LE MAGNIFICHE, di Daniela Musini. Donna discinta su una chaise longue.

Chi fu davvero la papessa e come tenne in scacco il papato? Quali segreti si celano dietro alle crudeli congiure ai tempi dei romani? Chi è la prima donna laureata della storia? Da dove nasce l’odio ancestrale tra Isabella d’Este e Lucrezia Borgia? Quale vita si nasconde dietro alla dottrina pedagogica di Maria Montessori? In questi ritratti dal 60 a.C. agli anni ’60 del Novecento, Daniela Musini ha voluto raccontare le vite fiammeggianti di trentatré donne emblematiche, le loro passioni temerarie, le scelte audaci, la fragilità e l’intensità delle loro anime, ma anche l’inarrendevolezza, il talento e la determinazione che le hanno connotate: un excursus avvincente e suggestivo attraverso la femminilità e lo scorrere del tempo. Donne forti e artefici del proprio destino, ai cui piedi si inchinava tutto il mondo, ma anche donne murate dentro al proprio personaggio e, di conseguenza, irrimediabilmente sole.
Da Messalina a Grazia Deledda, dalla regina Margherita di Savoia a Wanda Osiris, passando per colei che ispirò il Manzoni per la monaca di Monza, trentatré donne, diversissime tra loro ma accomunate dalla grandezza del proprio operato. Dal canto alla scienza, dal cinematografo alla guida di uno stato, ognuna di loro ha lasciato il segno nella nostra storia.

Il parere di Fernanda Romani: Molto interessante questo libro di brevi biografie di donne che, nei modi più diversi, hanno avuto un posto nella storia d’Italia. Oltre ai personaggi storici che ci si può aspettare, come la contessa di Castiglione o Maria Montessori, l’autrice ha scelto di inserire anche figure leggendarie come la papessa Giovanna oppure Imperia, la regina delle prostitute romane. La narrazione segue registri diversi a seconda della storia da raccontare e, oltre a usare la lingua italiana in maniera raffinata, ha una partecipazione emotiva molto coinvolgente. L’autrice si pone al fianco di ognuna delle donne che racconta e ne restituisce un ritratto pieno di forza e umanità.

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Piera Nascimbene consiglia I SETTE QUADRANTI DI AGATHA CHRISTIE (Netflix).

Sfondo rurale. I tre protagonisti. Titolo in rosso e bianco.

I sette quadranti di Agatha Christie (Agatha Christie’s Seven Dials) è una miniserie televisiva britannica ideata e scritta da Chris Chibnall e diretta da Chris Sweeney e pubblicata il 15 gennaio 2026 su Netflix. Basata sull’omonimo romanzo di Agatha Christie, ha come protagonisti Mia McKenna-Bruce, Martin Freeman e Helena Bonham Carter.

Il parere di Piera Nascimbene: Non ho letto il libro, quindi non posso fare un confronto, ma il film è a tratti un po’ noioso.
La storia viaggia su due binari che si incontrano alla fine: una scoperta scientifica e una società di persone che rappresentano i sette quadranti.
Dopo la morte del marito, Lady Catheram affitta la sua bellissima dimora ad alcuni ricconi. Alla festa intervengono anche giovani amici della figlia di lei, Lady Eileeen/Bundle e uno di questo, Gerry, è innamorato di lei (ricambiato). Lo scherzo degli amici di fargli trovare in camera 8 sveglie, porta alla scoperta del suo cadavere e delle sveglie che sono rimaste in sette.
Bundle non vuole lasciar correre questa morte e così inizia la sua indagine personale che finisce con la conoscenza di uno strano personaggio, Battle sovrintendente di Scotland Yard.
Finale movimentato e non proprio inaspettato.
Come ho già detto il film, in tre episodi, è a tratti lento, ma le scenografie e i costumi sono ben riusciti. A me è piaciuta molto la giovane attrice che interpreta Lady Eileen, che si muove con vivacità e tiene vivo l’interesse per la vicenda. Anche il sovrintendente, un buon Martin Freeman, che già conoscevo, non mi è dispiaciuto, con il suo humor inglese e una comportamento mai sopra le righe.
Purtroppo ho notato anche in questa miniserie, e non lo trovo corretto anche se chiaramente di richiamo, che si sia elogiata soprattutto Helena Bonham-Carter che in realtà si è vista in scene abbastanza marginali e che non ha certo mostrato tutta la sua bravura.
Tutto sommato i tre episodi sono vedibili ma forse meno riusciti di altri tratti dai gialli della Christie.

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Copertina: elaborazione Canva.