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PREZZO: euro 2,99 (ebook).
Nell’alta società di Londra si mormora che sia più bello di
Dorian Gray e più cinico di suo zio, Lord Henry Wotton. E, in effetti,
Sebastian Fane, conte di Darlington, potrebbe dare lezioni di dissolutezza a
chiunque.
Durante la sua vita è sempre stato abituato a prendere ciò
che vuole: infrange cuori maschili e femminili senza scrupolo alcuno,
consumando le passioni con la medesima noncuranza che riserva alle sue
sigarette. Ma il corso del suo destino è destinato a mutare quando, in una
sordida taverna di Whitechapel, si troverà a incrociare le armi per difendere
un giovane sconosciuto.
Raven Armitage è bello e sfuggente, con un accento francese
e una voce melodiosa che rendono impossibile non cedere alle sue incantevoli
menzogne. Per la prima volta nell’esistenza di Sebastian, sarà qualcun altro a
imporre le regole del gioco, accendendo in lui una passione che minaccia di
travolgerlo senza possibilità di scampo.
Nella Londra di fine Ottocento, divisa tra la tradizione
della nobiltà e l’avvento del futuro, ha così inizio un’indagine pericolosa,
una caccia all’uomo tra il lusso delle sale da ballo e lo squallore delle
fumerie d’oppio, una lotta senza quartiere contro un nemico che si nutre della
magia più oscura e che schiera ai suoi ordini un esercito di morti per arrivare
a insidiare anche la vita di Sua Maestà la Regina…
Per leggere i primi due capitoli della famosa serie “Black Friars” andate qui:

Incantevoli, giovanissimi, Sebastian e Raven sono il sogno
ad occhi aperti di qualsiasi creatura umana. La loro bellezza è pari alla
capacità di seduzione: immensa, inconcepibile, una dannazione dolcissima. Si muovono
nei salotti aristocratici e nelle bettole di Whitechapel come angeli
incorruttibili. Un’aura di sensualità straziante permea l’intera vicenda. Non aspettatevi
scene di sesso: bastano un bacio ed uno sfioramento di dita per darvi tutta la
sensualità che desiderate.
Virginia de Winter, nota al grande pubblico per la serie “Black
Friars”, ci consegna un romanzo affilato come un coltello, una storia cruenta e
bellissima, che ci lascia appagati al termine di una lettura che non ha
conosciuto soste.
Come ci scrive la stessa de Winter, il romanzo nasce dalla
lettura, compiuta cento volte, del romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”, di
Oscar Wilde. Ne assorbe l’atmosfera di decadente sensualità, l’aura di terrore,
alcuni personaggi. Lo mescola al gusto yaoi e slash assimilato nell’ambito
fanfiction, creando un gotico ambientato in epoca vittoriana.
La vicenda ed i personaggi meriterebbero un prosieguo. Ne
facciamo accorata richiesta all’autrice.
Quattro stelline.
Lasciamo la parola a Virginia de Winter, che ci parla dal
suo blog.
L’iniziale stesura… è stata abbastanza travagliata: dopo
cento pagine a un certo punto decisi che era scritto malissimo e che nonostante
lo amassi alla follia non avrei dovuto terminarlo. Lo cestinai, prendendomi
tutti gli insulti di Pamela Ruffo (trattasi di attacco della perniciosa
“sindrome dell’autore” decretò) e di Chiara Messina. Annamaria Mocciaro si
limitò a darmi affettuosamente della deficiente e a riesumare il file da quella
miniera di Moria che è la sua casella e-mail. Caro il mio backup vivente e
palermitano, se l’ho terminato è soprattutto grazie a te!
A pace fatta col cervello, ho trascorso così quattro beate
settimane a rileggere per la millesima volta “Il ritratto di Dorian
Gray” e a studiare le piantine della Londra dell’ultimo ventennio dell’Ottocento,
a sognare a occhi aperti sontuose dimore e squallide fumerie d’oppio,
divertendomi a trasformare i protagonisti in comparse e le comparse in
personaggi.
Sì perché è proprio dal Ritratto che prende le mosse il
romanzo che sto per presentarvi, come a ricalcare la carriera che più ho amato:
quella di fanwriter. Tanto per dire, uno dei due protagonisti, l’esasperante
Sebastian Fane, è un nipote di Lord Henry Wotton e il suo migliore amico Colin
Seymour lo punzecchia sempre dicendo che in giro si mormora che Dorian Gray sia
molto più bello di lui. Sebastian, che ci resta sempre male, di solito precisa
che Dorian Gray presto sarà troppo vecchio per competere con lui ma, come
avrete modo di notare, metà delle uscite di Sebastian inducono il suo prossimo
a volerlo sbattere contro una parete e lasciarlo lì appiccicato come un
manifesto.
Chi avrà modo di leggerlo forse si diletterà a scovare tutti
i personaggi minori del Ritratto nelle parti che hanno avuto la bontà di
recitare nella mia piccola storia: da Victoria, moglie di Lord Henry, a
Gwendolen sua sorella, passando per Alan Campbell e il duca di Berwick.
Mi sono divertita anche a inserire alcuni riferimenti alla
Londra di Oscar Wilde e spero che, chi conosce la storia e i costumi vittoriani
meglio di me, sarà indulgente davanti agli errori che sicuramente avrò
commesso.