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Diario veronese: la lunga marcia

Verona, sabato 30 marzo. Davanti al palazzo della Gran Guardia, stazionano camionette, soldati e carabinieri, uomini del servizio d’ordine del Forum. E giornalisti, tantissimi. Arrabbiati, perché la riunione si svolge a porte chiuse e la stampa è stata confinata in due piccoli locali, nei quali un paio di televisori trasmettono parti (quali?) dei vari panel.

Qualche cittadino staziona, sotto gli alberi, in attesa di Salvini (“Oh, non l’ho mai visto, quando arriva?”). A passo di marcia, cinque “fascisti” (auto definizione) fanno la passerella, al grido di “Salvini, uno di noi!”. Nessuno fiata, anche perché i tizi liberano dal guinzaglio due cani pitbull, che inducono un certo timore. Non si fanno mettere in piedi in testa alcune ragazze, che intonano il vecchio ma sempre valido invito “Fascisti, carogne, tornate nelle fogne”. I cinque proseguono la camminata intimidatoria e poi si mettono di vedetta appena fuori la piazza. Nessuno delle forze dell’ordine interviene, nemmeno per invitare a legare i cani. Più tardi, saprò che uno dei cinque si è esibito davanti a una agente di polizia, che lo ha allontanato.

In violenta crisi di astinenza (solo ogni tanto, un esponente del Forum si fa vedere all’esterno del palazzo), i giornalisti si precipitano sulla sottoscritta, che si è comodamente sistemata su una panchina e ha messo al collo un cartello: DOPO 50 ANNI MI TOCCA ANCORA LOTTARE PER GLI STESSI DIRITTI.

Per chiarire ulteriormente la posizione della signora anziana assisa al fresco, la stessa esibisce lo zainetto del Blog RosaPerCaso, di Roberta Marasco: DOVE C’E’ UNA DONNA CHE DIFENDE I SUOI SOGNI LI’ C’E’ UNA FEMMINISTA.

L’esca è succulenta e una decina di interviste è presto fatta, dalla RAI all’Huffington Post, alla Sette, alla Scuola di Giornalismo Walter Tobagi… e gli altri me li sono dimenticati.

Mentre la RAI si deve accontentare di un paio di battute, con la Sette si chiacchiera a lungo: la redazione di Piazza Pulita sta preparando la trasmissione di martedì sera ed è -ovviamente- alla ricerca di materiale. Faccio un po’ di pubblicità a Babette Brown Legge Per Voi… Chissà se taglieranno il pezzo?

Arrivano alcuni ragazzi e mi bersagliano di domande: “Perché vogliono affossare la 194?”, “Ma lei ha davvero partecipato al ‘68?” E sembra che si riferiscano al Paleolitico Superiore.

I cartelli vanno a ruba e il mio verrà fotografato almeno un centinaio di volte, nel corso della giornata.

Si sono fatte le 13. Saluto tutti e mi avvio con la nuova amica Michela (la prima a destra, nella foto) verso la Stazione di Verona Porta Nuova, da dove avrà inizio il corteo.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da qualche anno, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 1 Aprile 2019 at 14:46 — Rispondi

    Grande! Ma è davvero triste, però, ritrovarsi a lottare per gli stessi diritti dopo 50 anni, dopo che tanto si è fatto per averli, vederli minacciati così. Allo stesso tempo, fa capire quanto siano importanti.
    Grazie per esserci stata.

    • Babette Brown
      2 Aprile 2019 at 5:52 — Rispondi

      Grazie a te, Chiara, per questo appassionato commento.

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