Chi conosce l’ora della propria morte ha già iniziato a morire. È sabato sera, a Berlino. Sono da poco passate le 22. In un silenzioso appartamento d’epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte; donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno. Finora nessuna chiamata ha mai riguardato una situazione di vero pericolo. Finora, appunto. Mentre guarda le ultime notizie in TV, Jules riceve una strana telefonata: all’altro capo della linea c’è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio. Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l’ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte. E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c’è un serial killer in libertà, noto come “il killer del calendario” per il suo modus operandi. Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra, un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto, e chi il topo? Dall’autore di thriller più amato della Germania, uno spaventoso viaggio nel cuore dell’oscurità più profonda, fatto di pagine tesissime cosparse di trappole e trabocchetti. Il lettore è avvisato: mantenere i nervi saldi sarà difficile.

Titolo: Portami a casa.
Autore: Sebastian Fitzek.
Genere: Thriller psicologico.
Editore: Fazi.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 17,58 (copertina flessibile).
Per acquistarlo: fate clic qui.

In un buio sabato sera berlinese Jules Tannberg intraprende una lunga telefonata in una linea dedicata alle donne che camminano da sole di notte; Klara, la donna dall’altro capo, è in reale pericolo e da che dovrà morire di lì a breve per mano del “killer del calendario”. Il resto è una lunga notte da incubo, un diabolico gioco del gatto con il topo, dove non si capisce mai chi sia il gatto, e chi il topo.
Un’idea, quella di Fitzek neanche male, sebbene l’esecuzione lasci diverse perplessità. Per citare alcuni esempi: le violenze descritte sono estreme e prive di un approfondimento psicologico, risultando di fatto gratuite, pretestuose e amatoriali nella realizzazione; molte scene e dialoghi (troppi) sono troncati per pura necessità di plot ma non hanno alcun senso da un punto di vista logico e non si svolgerebbero mai (ma proprio mai!) nella realtà per come sono descritti; in più, lo stesso intreccio è talmente forzato nel suo avvolgersi su se stesso da fare il giro e risultare a tratti comico. Ed è un peccato, perché la base della storia era molto interessante.
Ciò detto, questo libro mi porta a fare una riflessione su come venga percepito il thriller in centro Europa (perché in Italia, bisogna dirlo, siamo più bravi, e gli scandinavi, più su, son fortissimi). La mia sensazione, a questo punto, e capita ogni volta che leggo/guardo un roba del genere (vedi anche Thillez, la Foster ma anche la serie televisiva Dark…) è di ritrovarmi di fronte a un compitino di matematica, dove gli elementi fanno tutto quello che serve per far risolvere il problema, ma poi finisce lì. Senza nient’altro. Il risultato finale, dunque, sebbene sia accettabile da un punto di vista matematico/meccanico/di plot (come lo vogliate chiamare!), poi non è soddisfacente, almeno per quanto mi riguarda, per una storia dove gli elementi chiamati in causa sono esseri umani, e per questo estremamente più complessi dei semplici simulacri che vanno da A a B descritti in queste storie, e che servono semplicemente a far tornare tutti i giochini di trama (anche questi spesso tirati per i capelli).
E in fondo mi spiace, perché, almeno per me e per il mio background, libri del genere sono quanto di più lontano ci sia da un thriller psicologico (che, lo dice il nome, della psicologia e dell’umanità fa la sua essenza) e risultano di un grottesco incredibile.
Ve lo dico con sincerità: ho letto emergenti/indipendenti molto più bravi. Ma, oh, questi son i “maestri del thriller” che sbancano. Stacce, Gianno.
Portami a casa – Sebastian Fiztek
So, go home, Seb. You’re drunk!

I romanzi di Alessandro Giannotta li trovate su Amazon. Fate clic qui e date un’occhiata!

Copertina: elaborazione Canva di due immagini (ritratto fotografico di Alessandro Giannotta, di proprietà dello stesso; cover del romanzo recensito).