Chi scrive mette molto più di una storia sulla pagina.
Qui proviamo a scoprire cosa c’è prima, durante e dopo un libro: abitudini, metodo, dubbi e sogni futuri.
Benvenuti dietro le quinte.
Diamo il benvenuto a Lucia Guglielminetti (e non solo…), autrice della fortunata Saga dedicata al vampiro olandese Raistan Van Hoeck.
Cominciamo con qualcosa di leggero…
Presentati come se dovessi farlo a una lettrice che non ti conosce ancora, ma che stai per conquistare.
Qui siamo in tre, Babette. E non tre normali. Siamo io, Raistan Van Hoeck, vampiro, che sbuffa, e Greylord, il capo lycan, che non sbuffa ma mi guarda con quell’aria esasperata che riserva a Raistan quando gli bussa alla porta alle cinque del mattino. Giuro che non sono le cinque del mattino e non ho bussato. Non mi assumo responsabilità per quello che verrà detto o fatto durante questa intervista.
Io comunque sono Lucia Guglielminetti, ho iniziato a prestare ascolto a questi pazzi una quindicina d’anni fa e ho messo insieme un bel po’ di libri. Alcuni sono raggruppabili sotto la sigla RVH e sono disponibili su Amazon come Self; altri, come Il dio dalle lunghe dita, Versus e Acherontis, sono usciti con la CE Dark Zone. Poi ce ne sono un paio scritti a quattro mani con Federica Soprani, L’alchimia degli opposti 1 e 2 e sono usciti con Sàga edizioni. Il genere… be’, si parla di vampiri, strane creature che vivono negli armadi, ragazzine psicopatiche… non è roba tranquilla, insomma. Sì, va bene, sto zitta, lascio parlare anche voi. Ma tu non vuoi mai parlare nelle interviste… ah, non vuoi parlare neanche ora. Bene, ottima premessa. Vabbè, questa domanda ve la abbuono, tanto non siete interessanti. Tiè.
Piatto preferito?
Lucia: Eh. Sono più per il salato che per il dolce. Diciamo… pizza. Sono un’italiana semplice.
Raistan: Davvero devo rispondere?
Greylord: Costata di vampiro al sangue.
Segue raffinato scambio di gesti osceni tra due che, insieme, contano più o meno 1500 anni. Poveri noi.
Il libro che ti ha fatto ridere a crepapelle.
Lucia: oddio, in genere non leggo libri comici. Forse le avventure di James Herriott, veterinario inglese, alle prese con i suoi animali grandi e piccoli.
Raistan: Ma che domanda è? Ma che ne so! Io non rido mai a crepapelle.
Greylord: Perché siete cadaveri noiosi e privi di senso dell’umorismo. Io ce l’ho il libro che mi ha fatto ridere. Dracula. Soprattutto il finale.
Raistan: *gesto osceno a Greylord* Ho un film che mi diverte parecchio, posso dirlo? Frankenstein Junior. Con quello rido, sì.
Greylord: sì, quello è divertente!
Il film che ti ha fatto piangere senza ritegno.
Lucia: premetto: io ho la lacrima facile, quindi ho pianto anche con certi cartoni. Sono una continua fonte di imbarazzo e divertimento per i miei figli. Nella top 3 però metto Hachiko – mai più – Million dollar baby e… Up. Solo a pensarci ricomincio a belare.
Raistan: *si agita sulla sedia con aria infastidita* Non piango per i film. Non sono mica una donnetta. Diciamo però che non mi piacciono i film che prevedono la morte degli animali o la loro sofferenza. A meno che non siano bestiacce pelose e puzzolenti altre tre metri. *L’occhiata verso Greylord è inequivocabile e attira una nuova serie di gestacci. Devo richiamarli all’ordine*
Greylord: Nemmeno io piango per i film, ci mancherebbe, però mi tocca concordare con il mio pallido amico. Io sono leggenda… la scena del cane non mi è piaciuta, ecco. *Annuiscono entrambi con aria grave*
Cartoni animati: solo da bambina o ancora oggi?
*I due ridacchiano e scuotono la testa*
Lucia: Ancora oggi! Con tre figli, poi, ho fatto indigestione. Loro sono grandi, adesso, ma ci sono film che rivedo tuttora volentieri, come Ratatuille, Nemo o la saga de L’Era glaciale, più qualcuno più recente che mi sono vista per mia scelta, come Nimona o Dragon Trainer.
Raistan: Non è che proprio li guardo. Mi è capitato di vederne qualcuno, ecco. I tizi de L’era glaciale sono simpatici, sì.
Greylord: Non mi dispiacciono gli anime. *lancia un’occhiata a Raistan per cogliere la sua reazione, che è di compassata sorpresa*. Attack on Titan, Death Note… cose del genere.
Serie TV: sì o no? E quali non ti perdi?
Lucia: io adoro le serie TV, sono il mio passatempo preferito, ne ho viste tantissime e continuerò a vederle. Non amo il trend degli ultimi anni che prevede stagioni brevissime. Io, se mi appassiono, vedo anche otto stagioni con trenta episodi ciascuna, più ce n’è meglio è. Credo dipenda dalle crescenti difficoltà di attenzione della gente, rincoglionita dai cellulari e con la soglia di attenzione di una rana. Il commento che più mi fa andare in bestia è: lento. Ogni episodio, secondo questi geni della critica, dev’essere un fuoco d’artificio. Dai loro una puntata più riflessiva e vanno fuori di testa. Assurdo. E poi ci sono quelli con la puzza sotto il naso… Io non sono assolutamente snob. Mi diverto come una pazza con una serie un po’ trash come La casa di carta e mi appassiono a Breaking bad nello stesso modo. Comunque, la mia serie coccola è Sherlock.
Raistan: mi tocca concordare con lei. Le serie tv sono una bella invenzione dei tempi moderni, anche se continuo a preferire la lettura.
Greylord: Ah, non sapevo che sapessi leggere! *altri gesti osceni*. Sì, le serie sono ok, ma ci metto molto tempo a finirne una perché non ho la costanza.
Abbigliamento: il capo a cui non rinunceresti mai.
Lucia: jeans neri e anfibi.
Raistan: I miei stivali da motociclista.
Greylord: non ho un capo di abbigliamento preferito.
Raistan: Ma sì che ce l’hai! La pelliccia!
Che ve lo dico a fare?
Un piccolo lusso quotidiano che ti concedi senza sensi di colpa.
Lucia: Del tempo per me stessa.
Raistan: Faccio quello che voglio, quando voglio. Il termine ‘senso di colpa’ è stato bandito dal mio vocabolario secoli fa.
Greylord: Una bella bistecca al sangue alta tre dita.
Se vincessi una cifra enorme alla lotteria, cosa cambierebbe davvero nella tua vita?
Lucia: Tanto. Potrei smettere di lavorare, comprarmi una supervilla al mare e assicurare la tranquillità economica ai miei figli. Comprerei anche zone occupate da boschi e foreste per preservare la natura e farei costruire tanti rifugi per gli animali. Invece me tocca lavorà.
Raistan: I soldi non sono un problema. Vado bene così.
Greylord: Idem.
Lucia: Adesso siete liberi. Tornate alle vostre cose e fate i bravi.
*Scappano come lepri*
Adesso facciamo sul serio…
Che genere scrivi? E perché proprio quello?
Dark fantasy, Urban, Horror. Perché mi viene così.
Come scrivi: penna e quaderno o tecnologia senza pietà?
Tecnologia. La penna e il quaderno mi servono nella fase preliminare, quando prendo appunti sulle nuove idee.
Quando scrivi: allodola o civetta?
D’estate, visto che non lavoro, mi piace scrivere al mattino presto. Nel resto dell’anno sono per forza civetta.
Sei sempre emotivamente coinvolta in quello che racconti, oppure mantieni un certo distacco?
Coinvolta! Rido, piango, mi faccio venire mal di stomaco.
Scaletta ferrea o caos creativo?
Con la saga di Raistan era un completo affidarmi a lui. Negli ultimi anni un minimo di pianificazione mi serve, ma tanto i personaggi fanno sempre di testa loro e non li imprigionerei mai in una scaletta ferrea.
Tagli senza pietà o ti affezioni alle tue pagine?
Taglio poco. Gli editor con cui ho lavorato però non hanno mai ritenuto di dover tagliare chissà che, quindi forse faccio bene.
Quanto riscrivi prima di sentirti soddisfatta?
Limo, perfeziono, correggo, rileggo molte volte, ma non riscrivo quasi mai.
Ti è mai capitato che un personaggio prendesse una direzione imprevista?
Ahahahhahaahah hai presente i tipi loschi di prima? Ti sembra gente a cui si può dire cosa fare?
Dietro le quinte
Dopo la prima stesura, come lavori sul testo? Ti affidi a professionisti (beta reader, editor, grafico/a…) oppure fai tutto da sola?
Dipende se è un libro che deve uscire con CE o Self. Nel primo caso, mi affido agli editor e ai grafici della CE, più la mia beta reader di fiducia; nel secondo caso, Beta e artista preferita per le cover, la mitica Kittrose che non mi delude mai. Non ho la presunzione di poter fare tutto da sola e una voce esterna è indispensabile.
Parliamo di promozione
Usi i social per far conoscere i tuoi libri? Quali preferisci e perché?
Sono molto pigra nella promozione, ahimè, e non sono neanche molto brava con i social. Uso Facebook, che tuttavia sta diventando sempre più inutile e mostra solo i contenuti che vuole lui, e Instagram, ma potrei fare molto di più.
La promozione ti diverte o la vivi come un peso necessario?
Non mi diverte per niente. A parte le interviste di Babette.
Qual è l’errore più grande che hai fatto (o che hai evitato) nel promuoverti?
Non mi sono promossa abbastanza, però almeno non ho appestato Messenger con patetiche richieste di attenzione e non ho spammato i libri a caso nei gruppi di lettori.
Hai una newsletter? Un sito web? Li gestisci da sola o ti fai aiutare?
Non ho una NL. Avrei un sito, ma non lo aggiorno da tanto. Sono veramente pessima.
E ora guardiamo avanti…
Cosa bolle in pentola?
C’è una storia che ho in mente e vede come protagonisti proprio Raistan e Greylord, con un’avventura tutta loro, ma è un periodo difficile e non so quando mi ci metterò.
C’è un progetto che sogni da tempo, ma che non hai ancora avuto il coraggio di scrivere?
Mi piacerebbe scrivere la ghost story più spaventosa di sempre.
I libri di Lucia Guglielminetti potete trovarli nella sua Pagina Amazon, facendo clic qui. Vi presentiamo il primo volume della Saga RVH: ASCESA ALLE TENEBRE.

Se stai leggendo qui, vuol dire che sei in cerca di qualcosa fuori dall’ordinario. Io sono un vampiro, di quelli che non si fanno problemi a nutrirsi di sangue umano e che bruciano al sole. Raramente sono gentile, ma forse farò un’eccezione per te. E allora vieni con me, avventato lettore, voglio raccontarti la mia storia. Voglio che tu viva insieme a me il momento in cui sono morto, lasciando una moglie che trascuravo ormai da tempo e una donna che mi ha dato un tetto sotto cui dormire e l’affetto di una madre.
Sospetti che fossi un uomo terribile in vita? È solo perché ancora non sai cosa ho fatto dopo la morte.
Lasciati condurre in un viaggio nel passato per conoscere ciò che ha trasformato un ragazzino pallido e fragile in un vampiro vendicativo. Vieni a provare il dolore di una fiamma che brucia ma non consuma, vieni a sentirti vivo mentre uccidi tutti in una taverna, e vieni a scoprire che i mostri a volte non hanno le zanne, ma sono proprio come te. E seguimi anche nel presente, perché non mi sto divertendo per niente.
Sono Raistan Van Hoeck, conosciuto anche come l’Olandese. Ho più di trecento anni. E ho una storia da raccontarti.
Copertina: elaborazione Canva di due immagini (creazione ChatGPT di Babette Brown; foto di Lucia Guglielminetti, inviata dalla stessa).

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