In Italia, la Festa del Gatto si celebra il 17 febbraio dal 1990, grazie a un’iniziativa lanciata dalla rivista Tuttogatto. Non è una data scelta a caso: febbraio è il mese dell’Acquario, segno libero, indipendente, anticonformista… insomma, decisamente felino. E il numero 17? Da noi è considerato “sfortunato”, ma per il gatto è simbolo di rinascita (si dice abbia sette vite… e qualcuno sospetta anche qualche credito extra).
Il gatto: padrone di casa (anche quando la casa è tua)
Chi vive con un gatto sa una verità fondamentale:
non sei tu che possiedi un gatto.
È il gatto che ha deciso di possederti.
Tu paghi il mutuo, certo. Ma lui decide:
dove puoi sederti (non sulla sua poltrona),
quando puoi alzarti (non se sta dormendo sulle tue gambe),
se è il momento di lavorare (di solito no, perché la tastiera è occupata).
Il gatto non abbaia, non chiede. Osserva. Giudica. Concede.
Una lezione di dignità felina
Il cane ti ama anche se sei in pigiama alle tre del pomeriggio.
Il gatto ti ama nonostante tu sia in pigiama alle tre del pomeriggio.
E se ti guarda dall’alto della libreria con quell’aria da antico faraone, sappi che non è arroganza: è coerenza storica. Nell’Antico Egitto era venerato. Non ha mai davvero superato quella fase.
17 febbraio: cosa si fa?
Si potrebbe:
viziarlo con un gioco nuovo,
comprargli un tiragraffi (che ignorerà per usare il divano),
riempirgli la ciotola con qualche crocchetta “special edition”,
oppure, gesto estremo, lasciargli il cuscino migliore del letto.
Ma la verità è che per lui il 17 febbraio è identico al 16 e al 18.
È sempre la sua festa.
Una verità che non ammette repliche.
Il gatto è un maestro di equilibrio:
indipendente ma capace di affetto,
elegante ma improvvisamente comico,
silenzioso ma capace di far cadere un vaso alle tre di notte con precisione chirurgica.
E poi c’è quel momento in cui si acciambella sulle tue ginocchia. Fa le fusa. Ti sceglie.
E lì capisci che tutta quella fierezza era solo la cornice di una creatura capace di una tenerezza che non ha bisogno di rumore.
Il 17 febbraio festeggiamo i gatti, sì.
Ma in fondo festeggiamo anche noi: la nostra pazienza, la nostra dedizione, il nostro divano sacrificato sull’altare delle unghie affilate.
E diciamolo: senza di loro la casa sarebbe più ordinata.
Ma infinitamente meno viva.
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