A Mnar un giovane imperatore sta crescendo,
alla Rocca una principessa si destreggia tra umani e bestie,
ma è a sudovest che si cela un segreto
che potrebbe minare l’intero Impero.
Ancora una volta la Schiera dovrà rimettersi in marcia.

Per sette volte, dopo il giorno della Caduta, la ruota delle stagioni ha girato nell’impero di Mnar, e da allora molte cose sono cambiate.
Nella torre della Superba, l’Amato dai Protettori sta crescendo all’ombra di un nuovo Arbitro che governa in sua vece, ma persegue soprattutto la propria ambizione.
Nel Quadrante nordest una principessa infelice tiene la Rocca insieme ai suoi mariti e si destreggia tra umani e bestie, mentre gli altri superstiti dei Daven-Furus attendono al di là del mare, pronti ad accorrere se e quando l’Imperatore deciderà di cercare la propria vendetta.
Ma è dal Quadrante sudovest che arriva la vera minaccia, da un mondo di disperazione, dove la conoscenza è stata a lungo sottratta e custodita da un Ordine di monaci obbedienti e dai principi di Brinnigor, per celare un segreto che potrebbe minare l’intero impero.
E mentre Shobi-ti-Agrat è per tutti l’Abominio che deve essere fermato, la Schiera dovrà rimettersi in marcia e sollevare di nuovo gli scudi uncinati perché sono molti i beni preziosi da salvare.

Titolo: La traditrice del silenzio.
Autrice: Rebecca Moro.
Genere: Fantasy.
Serie: Saga dei Quadranti, volume secondo.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 16,00 (copertina flessibile); euro 20,80 (copertina rigida).
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Kadra Secondo, l’Amato, l’Imperatore, è crudele, ambizioso e mal sopporta il controllo di Lanvus Pangusi, Arbitro delle Case dei Quadranti. Giovane e affascinante, sta imparando a usare il suo potere, noncurante se ciò comporta uno sperpero di vite umane.
La principessa Sarissa, della Famiglia dei Principi Daven-Furus, sta crescendo Shobi-ti-Agrat, suo figlio, che molti -troppi- definiscono l’Abominio, e si destreggia fra i due sposi Ti-jak, una corte infida e nemici evanescenti.
Al di là del mare, lontano dalla terra natìa, si trova Raven, già primo figlio ed erede del Quadrante, ora Raven-ti-Jekret, nuova Guida militare degli Sciacalli.
Questo ricordiamo dalla lettura del primo volume, “Il principe degli Sciacalli”.

Adesso, è venuto il momento di conoscere i nuovi personaggi: monaci, guerrieri, cortigiani, spie. Uomini, donne e Bestie, come vengono chiamati i Ti-jak. Alcuni sono secondari, altri assumono un’importanza via via crescente. Tutti, però, sono tasselli fondamentali di un puzzle variopinto che Rebecca Moro ci apre davanti agli occhi in un crescendo di avvenimenti sempre più cadenzati e di colpi di scena che tengono il lettore incollato alla pagina.

Questo secondo volume è centrato soprattutto su pericolosi giochi di potere, che reclamano costantemente vittime, più o meno innocenti; su battaglie in cui l’inganno può più della forza e del coraggio; su protagonisti che racchiudono in sé buio e luce.

Il linguaggio è ricco, sontuoso, ci fa “vedere” questo mondo lontano. Lo assaporiamo. Sentiamo la sabbia sottile sulla pelle; respiriamo l’odore pungente della cenere; chiudiamo gli occhi al riverbero accecante. E li chiudiamo anche di fronte ad alcune scene che, per quanto narrate con penna sobria e senza compiacimenti, fanno tremare.

Il mio cuore è tutto dei Ti-jak, i mostruosi guerrieri di cui ammiriamo il coraggio, l’abnegazione, l’onore: pregi che fatico a trovare negli esseri umani, che perdono clamorosamente il confronto.

Come sempre, è sbalorditivo il lavoro di costruzione di questo universo fantasy. Immagino i file, le cartelle, le mappe… Adoro sentire gli autori che parlano del lavoro di ricerca, della creazione certosina di una civiltà, con i suoi usi e costumi, il linguaggio, la storia. L’onnipotenza e la responsabilità se la giocano a ogni pagina, davvero. E Rebecca Moro ne esce vincitrice.