La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell’alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle.
Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata “lo Splendore”.
Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l’approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una “zitella ficcanaso” che non ha la minima intenzione di affidare l’angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere.
Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate.
L’impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli.

TITOLO: Il Visconte che mi amava.
AUTRICE: Julia Quinn.
GENERE: Romance storico.
SERIE: Bridgerton, Secondo volume.
EDITORE: Mondadori.
PREZZO: euro 6,99 (eBook); euro 13,78 (cartaceo).

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Abbiamo lasciato la famiglia Bridgerton sollevata dopo il matrimonio tra Daphne, la quartogenita (facile capirlo: i figli della coppia Violet-Edmund sono in ordine alfabetico), con Simon Basset, duca di Hastings. Quello che una madre meno educata della viscontessa definirebbe “un colpo grosso”.

Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo ed ecco la bomba. No, nessun attentato dinamitardo (che, comunque, sconvolgerebbe di meno il Ton, alle prese con la Stagione): Anthony visconte Bridgerton cerca moglie. D’accordo, è “un fatto universalmente noto che uno scapolo provvisto di un cospicuo patrimonio non possa fare a meno di prendere moglie” (Jane Austen insegna), ma che quel libertino intenda di sua volontà inserire il nobile collo nel cappio matrimoniale fa sollevare più di un sopracciglio. A cominciare da quelli dei fratelli e delle sorelle Bridgerton. La madre la sa più lunga…

Naturalmente, la prescelta deve possedere alcune caratteristiche sulle quali Anthony non transige: nobili origini, bella presenza, cultura, modi affabili… Insomma, il classico bagaglio di quasi tutte le debuttanti appena affacciate da Almack’s.

Naturalmente, la scelta di Anthony cade su Edwina Sheffield, diciassettenne, che con “i suoi capelli color del burro e gli sconcertanti occhi di un azzurro trasparente” è stata ribattezzata da tutti gli scapoli di Londra “lo Splendore del 1814”.

Unico problema: la tenera fanciulla ha fatto sapere alla cerchia di conoscenti (e la voce si è sparsa ovunque), che non si sposerà mai se la sorella maggiore, Kate, non avrà preventivamente dato il suo benestare allo spasimante. State già sorridendo, vero? Per Anthony sarà uno scherzo: lo charme (oggi diremmo “carisma”) di cui una generosa Natura lo ha abbondantemente provvisto, farà cadere ai suoi piedi anche quella quasi-zitella (Kate ha compiuto la scandalosa età di vent’anni ed è sul punto di diventare una delle wallflowers che nessun uomo nota più alle riunioni della buona società).

Questa quasi-zitella, in realtà, ha un carattere che solletica la valanga di testosterone che alberga nel nobile visconte, il quale si chiede per una buona parte della storia come mai lui sia attratto da quei capelli castani, da quegli occhi idem, da una fanciulla insomma di cui la temibile Lady Whistledown ha scritto “il colore giallo fa sembrare la bruna Miss Sheffield un narciso bruciacchiato”. Eppure…

Sapete già come andrà a finire. Trovo consolante scoprire già a pagina 5 (10, se l’autrice è diabolica) come andrà a finire e mi meraviglia sempre trovare qualche lettrice che si lamenta del cliché rispettato e del lieto fine obbligatorio. Mi verrebbe voglia di scrollarla (con garbo, s’intende) e dirle “È UN ROMANCE!”. Le maiuscole sono fortemente volute.

Julia Quinn costruisce una vicenda piacevole e due protagonisti nei quali immedesimarsi. La Storia con la S maiuscola rimane in disparte, sullo sfondo (siamo nel 1814 e non sono tempi facili), e fa capolino solo quanto serve per delineare quella deliziosa ambientazione che noi conosciamo come epoca regency.

Stelline come se piovesse.

… e di libri… e di fratelli e sorelle…

Violet Ledger  (1766) – Edmund, visconte Bridgerton (1764 – 1803)
Il duca e io Daphne  (1792) Simon Basset, duca di Hastings
Il visconte che mi amava Anthony (1784) Kate Sheffield
La proposta di un gentiluomo Benedict (1786) Sophie Beckett
Un uomo da conquistare Colin (1791) Penelope Featherington
A Sir Phillip con amore Eloisa (1796) Phillip Crane
Amare un libertino Francesca (1797) Michael Stirling
Tutto in un bacio Hyacinth (1803) Gareth St Clair
Il vero amore esiste Gregory (1801) Lucinda Abernathy