Quando Catherine si risveglia dal coma, a seguito di un incidente, si ritrova a confrontarsi con una realtà che non riconosce più. Nei cinque mesi di incoscienza, infatti, ha vissuto una vita completamente diversa e, soprattutto, aveva al suo fianco un uomo splendido, Michel, giovane e promettente chef. Nonostante tutti le dicano che deve essersi trattato di un sogno, Catherine è certa che fosse tutto vero, perché i suoi ricordi sono troppo vividi e corredati di emozioni troppo forti per essere solo frutto della sua fantasia. Insieme all’amica del cuore Colette decide quindi di mettersi alla ricerca di Michel in tutti i ristoranti del Quartier Latin, rammentando che, nella sua “vita immaginata”, l’uomo lavorava in un locale in quella zona di Parigi. Le ricerche risultano infruttuose e Catherine decide quindi di lasciar perdere, mettendosi d’impegno per ricostruire la propria vita pesantemente segnata dall’incidente. Uno strano caso del destino, però, le mette tra le mani un volantino pubblicitario che annuncia l’inaugurazione del bistrot Le Chat Gourmand. Cathy non ha dubbi: la fotografia sul volantino ritrae il ristorante che ha visto durante il coma, quello in cu lavora Michel.
La ragazza decide di partecipare all’evento, determinata a trovare l’uomo dei suoi sogni e avere finalmente la splendida vita che desidera.
Il 18 dicembre la sua vita potrebbe cambiare. O forse è già cambiata, ma lei ancora non lo sa.

Titolo: Ali di Farfalla
Autrice: Antonella Arietano.
Genere: Romance, Paranormal (light).
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 4,99 (eBook) – euro 10,20 (cartaceo)

Riprendere una vita rimasta sospesa per mesi non è facile, se poi ci si sveglia convinti di aver perso il meglio che ci potesse capitare è devastante. Eppure Cathy, la protagonista, non è riuscita a trasmettermi nulla di tutto questo. La scelta di usare il POV in prima persona non ravviva la narrazione che – pur stilisticamente perfetta – resta monocorde, con la costante sensazione che la protagonista stia raccontando la sua storia come se avesse davanti un diario da riempire in bella grafia. La sensazione si rafforza quando ci ritroviamo i piccoli (a volte anche troppo) intermezzi di altri personaggi, perché sembrano messi lì un po’ a forza per spiegare o narrare segmenti paralleli alla storia principale, col risultato finale di non aggiungere qualcosa di importante alla vicenda.
E se la prima metà del libro ancora riesce ad avanzare facendo sopravvivere un briciolo di curiosità per la vena paranormale, nella seconda metà la svolta romantica della protagonista – capace di passare da ‘siamo solo amici’ a ‘ti amo’ sfidando qualunque record di velocità della letteratura romantica – cancella ogni speranza di non cadere nel clichè.

Tiepido. È l’unica sensazione che mi è rimasta alla fine di questa storia ed è un peccato perché le premesse per farne qualcosa di davvero avvincente c’erano tutte. Invece si resta con il freno a mano tirato, illusi e invogliati a proseguire solo dalla meravigliosa padronanza della lingua (ce ne fossero di autrici capaci di scrivere in un italiano così fluido e corretto) che però resta imbalsamata nella sua perfezione e forse proprio per questo non riesce a trasmettere quelle emozioni che arrivano fino in fondo all’anima, quasi l’autrice temesse di alzare troppo la voce e disturbare.

4 stelle (1 tutta allo stile).

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