Porterei IL PICCOLO PRINCIPE, di Antoine de Saint-Exupéry.
Non perché sia un libro lungo, né perché offra soluzioni pratiche per sopravvivere su un’isola deserta. Anzi, da questo punto di vista sarebbe una scelta poco razionale. Ma è uno di quei libri che cambiano leggermente ogni volta che li rileggi.
Su un’isola deserta avrei tempo. Tempo per fermarmi su una frase, su un dialogo, su una domanda apparentemente semplice. E Il piccolo principe è pieno di domande che accompagnano una persona per tutta la vita: che cosa conta davvero? Che cosa significa voler bene a qualcuno? Quanto siamo responsabili delle persone, degli animali e delle cose che amiamo?
Inoltre è un libro che riesce a fare una cosa rara: parlare contemporaneamente al bambino che siamo stati e all’adulto che siamo diventati. Quando ci si sente soli, smarriti o semplicemente lontani dal rumore del mondo, quelle pagine ricordano che l’essenziale non è sempre visibile a prima vista.
E poi c’è un motivo che su un’isola deserta avrebbe un valore speciale: il protagonista attraversa il deserto e incontra la solitudine, ma non ne viene schiacciato. Trasforma l’isolamento in occasione di incontro, di scoperta e di meraviglia. È una lezione che non invecchia mai.
Insomma, se dovessi restare sola con un libro, vorrei che fosse uno di quelli capaci di farmi compagnia per anni senza esaurire ciò che hanno da dire. Il piccolo principe appartiene a questa rara categoria. 📖🌹🦊
Credo che la volpe sarebbe d’accordo con me.