RECENSIONI? NO, GRAZIE. QUELLE SERIE NON SONO PIÙ DI MODA.

Chi mi conosce, lo sa: non ho peli sulla lingua e se la faccio partire, taglia come un rasoio.
Non mi risparmierò, quindi, nemmeno in questa “riflessione personale” diretta alle famose e anelate… recensioni.
Ma, fate attenzione, è un attacco strano.
E perché, mi chiederete voi?
Perché, vi rispondo, a questo punto dello sviluppo del mercato degli e-book, le recensioni, belle o brutte… non servono più a nulla se non a far pubblicare libri-spazzatura alle CE.

Mi è capitato, l’altro giorno, di vedere la pubblicità di un SP (sì, proprio quelli che ormai scrive anche la vicina di casa che parla solo dialetto… Ah, dimenticavo: li scrivo anch’io! Che sbadata!) e mi sono detta “io la conosco, l’autrice ed è un po’ che non leggo nulla di suo, è ormai affermata” (si dice così di quelle pubblicate dalle CE, vero? Insomma, pensiamo che abbiano ormai scalato la vetta e ricevuto la giusta ricompensa perché sono molto BRAVE, sono MERITEVOLI, giusto?).
Ma, poiché ultimamente leggo troppi libri che servirebbero solo come carta igienica, ho scaricato prima l’estratto gratuito, tanto per essere certa e…
SANTAMARIAMADREDELL’INCORONATA!
Mi sto ancora toccando perché credevo fosse uno scherzo.

Sembrava il mio primo libro (come vedete, mi metto in ballo anch’io), quello di tanti anni fa, un esordio CEAP (eh sì, io ci sono cascata…) di una povera disgraziata che non sapeva nemmeno dove stavano di casa le tecniche di scrittura (la grammatica e la sintassi, quelle almeno c’erano, meno male!)
Eppure, mi sono detta, dovrebbe conoscerle a menadito, certe cose; pubblica con una CE, quindi no, non può essere…
Eppure… Sfogliavo le pagine e mi pizzicavo perché non volevo credere.
Ma lasciamo stare e parliamo delle recensioni.

Questo obbrobrio aveva già (appena uscito) diverse recensioni da “cinema”.
Lettrici sbrodolanti miele che lanciavano da un sacco in rete brillantata, stelline come fossero luccicanti coriandoli, elogiando la meraviglia, la trama così profonda (allucinante: lei viene presentata come una cagnetta in calore), tutto un evolversi di complimenti che io stentavo a comprendere, come se stessero parlando una lingua a me del tutto sconosciuta.
Io, che pubblico per una CE, ma faccio editare sempre i miei lavori in modo scrupoloso prima di consegnare, per essere certa di ciò che metto in mano all’editore, che compio ricerche per non scrivere scemenze, che sto attenta pure alla virgola.
Io, che mi occupo di editing e ho fatto anche la consulente editoriale per una CE importante.
Io, che allora non ho mai capito un cavolo!

A molti lettori non importa niente di quanto tu sia corretta, di quanto impegno tu ci metta per fornire un buon prodotto. Questo, NOI lo facciamo perché ci teniamo a non fare brutte figure; perché al pubblico, alla maggior parte del pubblico che legge (questo devo dirlo: NON TUTTE SONO COSÌ), non importa se in una frase mancano tutte le virgole, se il PDV (questo grande sconosciuto) è inesistente, se la consecutio temporum è solo un’espressione latina, se la trama fa acqua da tutte le parti, se un erotico è talmente mal scritto da sembrare la parodia comica di due cani in calore, se il pathos è lo stesso che uso quando porto la spazzatura giù al cassonetto.

Signori, le recensioni NON SERVONO A NIENTE!
Ci sono libri che vengono scelti solo guardando il numero di recensioni a cinque stelline. Considerare degno di pubblicazione un obbrobrio letterario solo perché ha un gruppo di sostegno che gli ha scritto ottanta “smielate” e lo ha portato in alto nelle classifiche, non fa dell’autore un professionista; specialmente se poi il suo lavoro viene completamente riscritto da un editor per farne un testo minimamente degno di essere messo in vendita.

Apro subito una parentesi, doverosa: ci sono autrici che meritano TUTTE le recensioni a cinque stelle che hanno, sia ben chiaro.

Questa cosa, però, si vede proprio nell’auto pubblicazione, dove la CE non c’è più e dove il “talento” dell’autore è diretto… Dove si vede ciò che scrive senza l’appoggio di qualcuno del mestiere, di uno BRAVO che gli rifà tutto il lavoro.
Allora… Mi chiedo, a che serve? Quando torneremo a favorire chi davvero merita una chance? Credetemi, ne conosco diverse, autrici, che meriterebbero il posto di alcune che vengono pubblicate a scapito di altre che farebbero loro barba e capelli.

Detto tutto questo, mi siedo paziente, in attesa che questa apocalisse della scrittura passi, che le acque si calmino e che, finalmente, ci si accorga di chi merita e di chi invece dovrebbe lasciare perdere e dedicarsi ad altro.

OoO

SIMONA LIUBICICH

Simona Liubicich su Amazon