Mrs Bennet, ovvero l’ansia matrimoniale fatta persona.
Se Lydia Bennet è il risultato di una cattiva educazione, Mrs Bennet è la causa principale del problema. Jane Austen non le concede molte attenuanti.

Mrs Bennet è rumorosa, invadente, incapace di discrezione e dotata di un talento quasi soprannaturale per dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato.
Il suo unico progetto di vita è sistemare le cinque figlie con un buon matrimonio. Non un matrimonio felice, sia chiaro: un matrimonio conveniente.
Se poi il marito è sciocco, noioso o insopportabile… pazienza.
La sua ansia matrimoniale è talmente intensa che invade ogni conversazione, ogni visita, ogni incontro sociale. Quando appare un uomo non sposato nel raggio di cinque chilometri, Mrs Bennet entra in modalità cacciatrice.
Non osserva, non riflette, non aspetta.
Si lancia.
E naturalmente esagera. Sempre.
Jane Austen la descrive con una frase memorabile: “una donna di scarsa intelligenza, poca cultura e umore instabile”.
Tradotto: una signora che parla troppo, pensa poco e si agita moltissimo.

Ora, sarebbe comodo relegare Mrs Bennet nel mondo Regency.
Purtroppo, non è rimasta nel 1813.
Ne ho incontrate parecchie nella vita reale.
La più memorabile era la madre di una compagna di scuola.
Non ricordo più il nome della figlia — segno evidente che la madre occupava tutta la scena.
Chiamiamola la signora Carla.
La signora Carla aveva un’ossessione: trovare marito alla figlia.
Figlia: sedici anni.
Sedici.
Eppure, ogni volta che compariva un maschio nel raggio di due metri, la signora Carla lo esaminava con l’aria di chi sta valutando un appartamento.
Famiglia? Professione del padre? Prospettive economiche?
Il povero malcapitato magari stava solo cercando il bagno, ma per la signora Carla era già un potenziale genero.
Naturalmente parlava della figlia come se fosse un titolo quotato alla Borsa di Milano: “È molto carina”, “È molto dolce,” “È una brava ragazza”.
La figlia, nel frattempo, diventava sempre più rossa. E sempre più silenziosa.
Io venivo invitata solo perché mi trascinavo dietro due amici che frequentavano una costosa scuola privata. Con un “bottino” del genere, del quale non mi curavo più di tanto, ero sempre la benvenuta.

Col passare degli anni ho capito che le Mrs Bennet non spariscono. Si evolvono e cambiano strategia (un po’ come ChatGPT, insomma).
Oggi non parlano più del “buon partito”. Parlano di stabilità, carriera, sicurezza economica, futuro solido.
Il tono è più moderno, ma l’ansia è identica.
E il risultato spesso è lo stesso: figlie mortificate, conversazioni imbarazzanti e giovani uomini che scappano con la velocità di Baguette quando individua un biscotto.

Jane Austen lo aveva capito benissimo.
Mrs Bennet non è cattiva. È semplicemente dominata dalla paura sociale.
La paura di non sistemare le figlie, del giudizio altrui, di non aver fatto il proprio dovere.
Ma quando la paura prende il posto del buon senso… nasce un personaggio austeniano.
E anche questo tipo umano, purtroppo, non sembra in via di estinzione.

Quante Mrs Bennet avete incontrato nella vostra vita?

Copertina creata con ChatGPT.