Arianna, figlia del crudele Minosse, sovrano di Creta, è stata da sempre considerata solo un oggetto senza volontà, una merce da vendere al miglior offerente, non ha mai avuto la possibilità di scegliere il proprio destino. Per questo, quando il bellissimo Teseo, giunto a rinegoziare i termini della sottomissione di Atene, sembra interessarsi a lei, gli propone di aiutarla a fuggire portando con sé la madre Pasifae e le sorelle minori, per salvarle dagli abusi paterni. Ma i due vengono scoperti e rinchiusi nel labirinto presidiato dal mostruoso minotauro. In questa vasta struttura sotterranea, ricca di passaggi segreti e piani nascosti, che si snoda sotto l’isola e che nessuno sa quanto davvero sia estesa, Teseo rivelerà la sua natura più brutale, mentre gli ostaggi ateniesi verranno decimati a poco a poco. Arianna potrà contare solo su sé stessa e sull’aiuto di altre donne coraggiose come lei per ottenere la libertà, fuori dal labirinto, di essere la persona che vuole essere davvero.
Titolo: La maledizione di Arianna.
Autrice: Sara A. Benatti.
Genere: retelling mito Teseo e il Minotauro.
Editore: Sperling & Kupfer.
Prezzo: euro 9,99 (eBook); euro 17,00 (copertina flessibile).
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La reggia del sovrano di Creta vive immersa in un atmosfera di angoscia. La vita stessa di Arianna, principessa che ha deciso di votarsi al servizio della dea Dictinna, è permeata di tale sentimento.
Seguendo i suoi passi veniamo a conoscenza del peso che incombe sull’intera isola. La tirannia di Minosse, sovrano che non rispetta niente e nessuno, non tiene in scacco solo i popoli sottomessi, ma anche l’intera isola e la stessa famiglia reale. Arianna ha provato a sfuggirgli diventando sacerdotessa, ma nessuno sfugge a Minosse. Però c’è un nobile ateniese, dai modi gentili e dallo sguardo deciso, che fa sorgere una speranza nel suo animo…
Così inizia la storia di Arianna, di Teseo e del Minotauro creata da Sara Benatti. Un retelling del mito che ci racconta una storia di falsità, di dolore e di ribellione.
L’autrice ha messo accanto ai due personaggi del mito, Arianna e Teseo, un altro protagonista, Dares, il servo del nobile greco, anche lui chiuso nel Labirinto. Una scelta forte e azzeccata, che allarga la prospettiva sull’animo infido del futuro presunto eroe. Un disegno ampio e ben congegnato che analizza in profondità il tema dell’inganno.
I protagonisti e i personaggi che, a mano a mano, si aggiungono alla storia portano dentro di sé ogni sfumatura del raggiro e della menzogna.
Quanto ferisce il tradimento?
Un tiranno che opprime il suo popolo e la propria famiglia non li sta forse tradendo? Eppure chi cerca la libertà deve mentire e mistificare per raggiungere il proprio scopo. Tutto è infedeltà, bugie, frode.
Ogni ferita è peggiore di quella precedente, ogni traguardo si affaccia sopra un nuovo abisso. Dunque, dove si trova la speranza?
Una lunga storia di dolore e di rinascita.
Arianna, principessa troppe volte tradita, è carne e sangue di ogni donna alla quale è stato detto che il suo destino è subire.
Cade, soffre, lotta, spera.
Quante volte è possibile farsi abbattere prima di trovare la forza e la ferocia necessaria per non essere più una vittima?
Una storia di ricerca e di conquista della libertà.
La tana del Minotauro è il luogo dove tutto accade. Ogni inganno raggiunge il suo apice, ogni violenza esplode nel modo peggiore, ogni speranza viene distrutta e ricostruita. Due terzi del romanzo sono ambientati nel Labirinto, luogo angoscioso per eccellenza, dove le vittime designate si affrontano, si osservano, scelgono alleati e nemici.
Una storia cupa, dove l’autrice, con il suo stile intenso ed evocativo, ci accompagna in un viaggio dell’anima. L’anima di donne e di uomini che hanno subito e inflitto violenza, che hanno creato leggende e ingannato gli amici, che hanno coltivato illusioni e ucciso desideri.
Un romanzo potente e sofferto.
Cinque stelline.
Copia acquistata.

I romanzi di Fernanda Romani potete trovarli qui. Vi segnaliamo l’ultimo pubblicato, LA TORRE CHE CANTA.
Tristan, studente universitario, è entusiasta dell’idea del suo amico Alexander Merlin, aspirante druido, di passare a Stonehenge la notte del solstizio di primavera per un esperimento magico.
L’incantesimo riesce: la Torre-che-canta è davanti ai loro occhi, splendida emanatrice di armonia.
Quando Tristan ci cade dentro, però, l’entusiasmo scema, lasciando il posto a un vago senso di inquietudine.
Uscito dalla torre, il giovane scopre con terrore che il mondo dov’è arrivato non è il suo.
O, forse, non lo è ancora.
Mentre si guarda attorno incontra Mador, abiti medievali e sorriso sensuale. Il nuovo venuto potrà aiutarlo a tornare a casa?
E… Un momento! Cosa ci fa lì un certo Merlin?
L’epoca di re Arthur non era una leggenda?

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