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Eventi: Maria Masella presenta il nuovo “Mariani”

In occasione dell’uscita, abbiamo chiesto all’Autrice di parlarci di “Mariani e le parole taciute“, 19° volume della Serie.

Da mesi il commissario Mariani aspetta inutilmente l’arrivo dell’ispettore Iachino che gli aveva detto di aver bisogno di parlargli in confidenza. Perché il discorso, anche se riservato, non può essere affrontato per telefono? E perché l’ispettore non arriva? Carrara non è lontana da Genova. Ma la vita privata deve essere accantonata, perché c’è un caso. L’omicidio di Viola Caffarena non fa notizia, perché la vittima non era una persona importante e, pur avendo una quarantina d’anni, viveva come se fosse stata molto più anziana. È questo a incuriosire il commissario e a spingerlo a ricostruirne la vita tassello dopo tassello. Mentre è impegnato con il caso Caffarena, Mariani è testimone di un suicidio. La vittima era persona ben imparentata e il commissario viene incaricato di fare chiarezza prima che i media azzardino ipotesi dannose per il buon nome della famiglia.

E sono arrivata al diciannovesimo romanzo Mariani; sì, includo nel calcolo anche Testimone che è una raccolta di racconti, ma non buttati a caso in un contenitore.
Come i precedenti, anche MARIANI E LE PAROLE TACIUTE, è una storia autoconclusiva con richiami alle precedenti (e anticipi sulle future?); è ambientata quasi del tutto a Genova e mette in scena i  coprotagonisti abituali.

Un po’ di “dietro le quinte”? So che esiste un termine inglese, ma sono incerta sull’ortografia, quindi uso la lingua che conosco e pure mi piace.

Cominciamo dalla fine: l’oggetto libro. La cover non è quella che avevo in mente, ma è molto meglio, perfetta per la storia.
Devo spiegare qualcosa ai foresti. In foto c’è De Ferrari, mai sentito un genovese dire “piazza De Ferrari”, che per noi è più di una piazza, è la PIAZZA. È frontiera fra i vicoli e la città ottocentesca, è dove si va a festeggiare la propria squadra con bagno nella fontana-catino. È dove si è manifestato contro il governo Tambroni, dove si concludevano le grandi manifestazioni sindacali degli anni Settanta. Dove sono state ricordate le vittime del crollo del 14 agosto di quest’anno. Affacciano sulla piazza i luoghi del Potere: il Ducale, il Palazzo della Borsa (in foto è quello con la facciata curva), il Palazzo della regione (era la Navigazione Italia), il Carlo Felice, l’Accademia Ligustica con i portici. Fine inserto per foresti.

Perché questa immagine è significativa? In ogni storia c’è un punto preciso in cui tutto assume una prospettiva nuova. In LE PAROLE TACIUTE accade qui, con Antonio in un bar sotto i Portici dell’Accademia. Vede quello che vedete nella cover.
Ma c’è un altro motivo, molto più complicato da spiegare senza raccontare la storia. Ammeto di essere anche un po’ preoccupata sapendo che alcune lettrici (non faccio nomi) hanno una cultura classica molto superiore alla mia. Quando aprirete il volume o scorrerete l’ebook, troverete alcuni versi dell’Edipo Re, nella traduzione di Quasimodo.

Torniamo indietro. “Mariani e il peso della colpa” [QUI la nostra recensione] affrontava il tema del destino e usava come traccia un notissimo affresco di Masaccio, “Il tributo di Pietro”. “Mariani e le parole taciute” riprende il medesimo tema, da un punto di vista diverso, e usa come traccia un testo di valore e importanza eccezionali. Un testo che amo, che ho letto molte volte, che ho visto e rivisto rappresentato. Un testo che mi aveva tolto dagli impicci. Mi era stato chiesto quale fosse il miglior noir. È la solita domanda imbarazzante. Un lampo: avevo indicato “Edipo Re”. Sì, quello di Sofocle. Che è davvero un noir perfetto. (Se la padrona di casa lo riterrà opportuno, un giorno lo analizzerò come noir.) [N.D.R. Certo che sì]
La storia è nota, ma attiro la vostra attenzione su un dettaglio: dove Edipo incrocia Laio? In un palazzo? In un tempio? No, a un crocevia. Crocevia è immagine figurata per scelta da compiere? Probabile. In questo Mariani 19, le vie, i luoghi hanno un’importanza ancora superiore al solito e i percorsi di Antonio sono descritti in modo, temo, maniacale.  Non Google, ma che di quelle vie conosce odori e suoni.
I luoghi: Centro Storico (zona Stradone Sant’Agostino), i Corsi e Nervi. Nervi è la delegazione più a Levante. Andando ancora verso Bogliasco ci sono residence e ville, nella via principale (budello stretto e trafficato) ci sono anche negozi chic. Ma a Nervi c’è un cimitero, ci sono depositi e fabbrichette… Via del commercio, zona popolare poco lontana dalle ville. Mi serviva un posto così. C’è anche un po’ di Toscana, zone che conosco… E so che vorrete spararmi.
Avevo promesso poche righe. Ma vorrei darvi un pezzetto spassoso, spero.

Mondo schifo, ognuno con la sua etichetta per sistemarci in una corretta scala d’importanza. Guardo verso la finestra: è aperta. Sfilo una sigaretta dal pacchetto e la accendo. Chiudo gli occhi mentre aspiro la prima boccata.
Sento un colpo di tosse. Avevo dimenticato la Petri. Riapro gli occhi. Inizio il gesto di spegnere la sigaretta.
– No, commissario, non mi dà noia. È che c’è un altro motivo.
Si è interrotta, la guardo interrogativo.
– Dovrebbe andare lei, commissario, anche per un altro motivo. – Tossicchia. – Lei è un uomo.
– Essere un uomo non rende i miei interrogatori più proficui, ispettore.
Arrossisce. Il rossore della Petri è raro e spiazzante. – Sono tutte donne. Le commesse e le clienti. E lei è un uomo attraente. Insomma, si capisce che alle donne piace.
E mi cade la sigaretta di mano rischiando di bruciacchiare i fogli che ho davanti. Sì, non ho mai avuto problemi con le donne, se si esclude Francesca quando mi aveva cacciato dal suo letto e da casa. Ma no, non sono un divo. Sono normale e non più tanto giovane. Ho cicatrici sparse e una gamba che duole quando cambia il tempo, un giorno sì e l’altro pure.

Maria Masella è stata spesso ospite del Blog

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 25 ottobre 2018 at 12:28 — Rispondi

    Grazie!
    marri

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