Miss Cecily Higgins, come ogni fanciulla che si rispetti, è alla ricerca di un marito. Dotata di un’intelligenza vivace e di un certo pragmatismo, si prepara alla stagione mondana con piglio scientifico, riempiendo pagine e pagine di quaderni con le strategie più sofisticate per affrontare la caccia all’uomo. Cecily è persino disposta ad accontentarsi, in fondo sa di non essere ricca e di non provenire da una famiglia importante: non c’è spazio per indugiare in fantasticherie romantiche. Sfortunatamente, la ragazza non ha fatto i conti con la sfacciataggine del duca di Wessex, il gentiluomo più ambito dell’alta società, che una sera la invita a danzare per scommessa. Nonostante l’impaccio, l’attrazione fra i due è palpabile, ma le gerarchie sociali non permettono altro, oltre a quel ballo. In compenso, l’innocuo gioco del duca si trasforma in un evento capace di mutare il destino della fanciulla. Un solo giro di valzer basta a fare di Miss Higgins una zitella. Quando lei e Wessex anni dopo si rincontrano, Cecily non è più la stessa, ha accantonato ogni velleità matrimoniale, i balli e gli abiti sfarzosi sono solo un ricordo. La ragazza di un tempo ha lasciato il posto a una giovane donna che ha scoperto le lusinghe dell’indipendenza e l’eccitazione della libertà. Due qualità irresistibili, sufficienti a far capitolare un duca. Ma come si fa a sedurre una dama che ha giurato di restare zitella?
Titolo: Una zitella d’oro.
Autrice: Rebecca Quasi.
Genere: Romance storico (1879-1887).
Serie: no.
Editore: Mondadori.
Prezzo: euro 10,99 (eBook); euro 19,00 (copertina flessibile).
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Ci sono due tipi di eroine nei romance storici.
Quelle che sognano il matrimonio.
E quelle che compilano tabelle Excel prima ancora che qualcuno inventi Excel.
Miss Cecily Higgins appartiene decisamente alla seconda categoria.
Mentre le sue coetanee sospirano dietro ai gentiluomini più eleganti della stagione londinese, Cecily affronta la ricerca del marito con l’approccio metodico di uno stratega militare. Appunti, osservazioni, piani d’azione: tutto viene annotato nei suoi quaderni con una precisione che farebbe impallidire qualsiasi organizzatore seriale.
Peccato che la vita abbia il pessimo vizio di ignorare i programmi.
E così basta un valzer con il duca di Wessex – il più ambito scapolo dell’alta società – per mandare all’aria ogni previsione.
Da quel momento Rebecca Quasi costruisce una storia che si sviluppa nell’arco di diversi anni, accompagnando il lettore dal 1879 al 1887 attraverso una vicenda fatta di occasioni mancate, cambiamenti personali e incontri che arrivano sempre nel momento meno opportuno.
L’ambientazione vittoriana è curata, credibile e ben documentata, senza mai trasformarsi in una lezione di storia travestita da romanzo. Gli usi sociali, le convenzioni e le differenze di classe contribuiscono a dare spessore alla vicenda e diventano parte integrante del conflitto tra i protagonisti.
Chi conosce Rebecca Quasi sa che le sue eroine non sono mai semplici damigelle in attesa del principe azzurro. Cecily non fa eccezione. È intelligente, determinata, testarda quanto basta e, soprattutto, possiede una mentalità sorprendentemente moderna. Certo, qualcuno potrebbe osservare che una giovane donna dell’Inghilterra vittoriana difficilmente avrebbe ragionato in certi termini. Ma questo è uno dei tratti distintivi dell’autrice: le sue protagoniste guardano sempre qualche passo più avanti rispetto al loro tempo. E, a essere sinceri, funziona.
Anche il linguaggio segue questa impostazione. I dialoghi hanno una freschezza molto contemporanea che potrebbe sembrare una scelta audace in un romance storico. In realtà non disturba affatto, perché contribuisce a rendere i personaggi immediatamente vicini al lettore.
Il duca di Wessex, dal canto suo, è esattamente il tipo di protagonista maschile che ci si aspetta da Rebecca Quasi: affascinante, intelligente e sufficientemente ostinato da complicarsi l’esistenza quando sarebbe molto più semplice arrendersi all’evidenza.
La componente romantica procede con eleganza. Niente fuochi d’artificio anatomici, niente trattati illustrati di fisiologia applicata. Le scene d’amore sono costruite soprattutto attraverso emozioni, desiderio, sguardi e tensione emotiva. In altre parole: più batticuore che ginecologia.
E va benissimo così.
Infine, una nota personale.
Vedere Rebecca Quasi approdare al Gotha dell’editoria italiana mi fa particolarmente piacere. Ho avuto la fortuna di incrociare il suo percorso quando muoveva i primi passi nel self-publishing e di lavorare sui suoi testi. Osservarne oggi la crescita professionale è una di quelle soddisfazioni che fanno sorridere.
Perciò, mentre leggevo le avventure di Cecily e del suo ostinatissimo duca, oltre a divertirmi mi sono ritrovata a pensare che certi successi non arrivano per caso.
Sono il risultato di talento, lavoro e tanta perseveranza.
Proprio come accade alle migliori eroine dei romance.


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