The Burning Girls è una miniserie televisiva britannica ideata e scritta da Hans Rosenfeldt e diretta da Charles Martin e Kieron Hawkes. Basata sull’omonimo romanzo del 2021 di C. J. Tudor, ha debuttato il 19 ottobre 2023 su Paramount+. Vede come protagoniste Samantha Morton e Ruby Stokes (Wikipedia).

Per vedere dei film che mi interessavano, ho fatto l’abbonamento in promozione a Paramount. Ho visto un film che mi è piaciuto molto, The Whale, uno che mi è piaciuto abbastanza, Babylon, e uno di cui ho capito poco, Everything Everywhere All At once, e che secondo me poteva durare mezz’ora di meno senza che cambiasse granché. Ma l’ho visto perché adoro Michelle Yeoh.
Poi, per mettere a frutto l’abbonamento, ho iniziato le serie con The Burning Girls. Ora, non posso fare una sinossi perché mi ci vorrebbero due giorni. Posso dirvi che la storia mi ha intrigato fino all’ultima puntata, quando ho urlato: “NO! Ma che cavolo…”
Pertanto, mi limito a elencarvi tutte le persone che muoiono nel villaggio e chi vuole vedere la serie leggerà l’elenco a suo rischio e pericolo e non dica che non era stata avvertita. Quindi…

SPOILER SPOILER
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1500.
Due ragazzine vengono bruciate vive dai cattolici di Maria la Sanguinaria. I loro fantasmi continueranno a perseguitare il villaggio anche nel futuro, quando saranno tutti protestanti. Perché? Non si sa.

Tempo presente.
Un reverendo protestante, che ha messo incinta una ragazzina e sta operando un esorcismo su un’altra poveretta, stuprandola e torturandola, viene ucciso dal fratello minore di lei.
Questo fratello, già che c’è, uccide anche la madre ossessionata dalla religione, buttandola in un fosso. In seguito uccide: il marito reverendo manesco della sorella, un vagabondo a caso, un altro reverendo che non voleva dirgli dove stava la sorella, due coniugi che gli sono capitati sotto mano e… mi pare che basti, ma non sono sicura.
La sorella, diventata reverenda anche lei (No! Ma che cavolo… Ricordate?) ha aiutato a uccidere il reverendo stupratore, poi un ragazzo che si divertiva ad ammazzare i reverendi…
Questo ragazzo ha ucciso: la zia scrittrice (ah, che colpo al cuore!), una ex-fidanzata (colpevole di averlo lasciato) dando fuoco alla scuola in cui l’ha chiusa dentro, un altro reverendo (Che moria di reverendi, in questa storia!). Fa innamorare di sé la figlia della reverenda, che lo trova tanto carino anche dopo aver saputo la storia della ex, e cerca di ammazzare lei e la madre.
La ragazza bene del villaggio uccide l’amichetta della sorellina, così, perché le va, e partecipa all’uccisione del reverendo di cui sopra e cerca pure di uccidere reverenda e figlia in collaborazione con quell’adorabile ragazzo.
La moglie del curato (immagino sia un grado inferiore a reverendo) ha ucciso a suo tempo la ragazzina incinta del primo reverendo ucciso, perché gelosa e per salvare la sua reputazione.
Alla fine, la reverenda abbandona il colletto da reverenda (e suppongo la chiesa) in una tazza di caffè.
E io ho detto “Vabbè, ma aveva ragione Maria a bruciarvi tutti!”

Di Roberta Ciuffi vi ricordiamo UN CUORE NELLE TENEBRE (Leggereditore), un’incursione nel paranormal romance.

Vivono tra la gente comune, conducono una vita apparentemente normale, ma la notte è il loro regno, è di notte che si scatena la loro vera natura. Tutto intorno, l’Italia unita sta muovendo i primi passi, eppure, tra i vicoli di San Raffaele, in Friuli, sono i lykaon a reggere i fili del destino. Da secoli vivono in pace, a metà fra la ragione umana e l’istinto animale, ma ora qualcuno di loro ha lasciato che il sangue prenda il sopravvento, e che le pulsioni del lupo vengano alla luce, sconvolgendo un’armonia sottile. L’ombra dei boschi sta per dilagare, inesorabile, insidiosa, e solo uno di loro potrà ricucire il confine tra i due mondi. Starà a lui, accompagnato da una donna fragile e indifesa, che cela in sé la forza sconosciuta e dirompente di una regina delle tenebre, trovare la chiave che risolverà l’enigma, per difendere il suo popolo dai piani di chi da tempo trama alle loro spalle.
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