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Recensione: Un urlo che morde l’anima, di Anna Carbonara

Anna Carbonara, alla sua prima esperienza letteraria, parte come spesso accade, dalla sua vita. Ma da brava, attenta e discreta confidente, riesce ad arricchire il suo racconto con episodi a lei estranei, che sapientemente combinati, riescono a delineare una storia “specchio” nella quale ogni ragazza, donna, madre, amante può facilmente ritrovarsi.

Titolo: Un urlo che morde l’anima.
Autore: Anna Carbonara.
Genere: Narrativa italiana.
Casa editrice: Nuova Palomar.
Prezzo: 15,48 (cartaceo).

Un diario, un’autobiografia in sette capitoli. Si presenta così la storia della protagonista di questo romanzo dal titolo “Un urlo che morde l’anima” .

Lungo le coste della Puglia si svolgono le vicende che vedono protagonista Anna in tre fasi della sua vita, bambina-adolescente-adulta.

Anna narra in prima persona, parla di sé bambina e del rapporto spigoloso con i genitori (separati), soprattutto con il padre.

Anna adolescente e studentessa universitaria, alle prese con le prime cotte di gioventù.

E infine Anna adulta. Madre di due graziose bambine, è sposata con Luigi, una persona che ha fatto breccia nel suo cuore, ma che dopo le nozze il più delle volte tende a destabilizzarla.

Carbonara disegna il quadro perfetto di una donna, con le sue passioni e le sue insicurezze. Vediamo la protagonista sdoppiarsi, come se soffrisse di un disturbo bipolare: riesce a esercitare il ruolo di madre e quindi la vediamo come la colonna portante di una famiglia; ma è anche un’amante che non possiede quei freni inibitori che dovrebbero evitarle di cadere in avventure amorose inaspettate.

Anna difficilmente è carnefice, molto spesso è vittima: vive in uno stato di agitazione e smarrimento, fino ad avere attacchi di panico che le sconvolgono l’esistenza. Gioca a un tavolo dove ci sono più partite che corrispondono ai diversi tempi della sua età, e Anna Carbonara è abile nel descrivere questo passaggio continuo degli anni, avvalendosi anche di minuziose descrizioni e dialoghi  efficaci.

La protagonista diventa l’oggetto di tante relazioni amorose, dove l’innamoramento è però solo una scusa per spalancare le porte a un rapporto sessuale; ecco perché si deve confrontare con più uomini attraversando le fasi della sua vita e scoprire ciò che di reale c’è nell’amore.

Credo che, guardandosi allo specchio, ogni donna potrebbe ritrovarsi nel diario della protagonista, dovrebbe solo scegliere quale  Anna rappresentare.

Anna Carbonara è alla sua prima esperienza letteraria;  direi che si tratta di un esordio promettente e spero che la ritroveremo presto con un altro romanzo.

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