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News: L’attico di vetro, di Laura Caldwell

Un vecchio palazzo del centro, di una qualsiasi città in Italia, viene ristrutturato, acquistato, venduto, acquisendo prestigio e la facciata più bella dell’intero corso.
Ian Alberici, giovane e facoltoso avvocato, di ricca e nobile famiglia, affascinante, intelligente, pieno di qualità, sposato con un’attrice televisiva dalla carriera in ascesa, è il nuovo proprietario dello stabile. La sua vita perfetta gli si stringe addosso, e lui sente di non farcela più, da quando un evento terribile ha sconvolto per sempre l’esistenza degli Alberici.
Stella Salieri, laureanda in veterinaria, già lavoratrice nell’ambulatorio a pianterreno del palazzo, vive nel seminterrato, in un monolocale che niente ha a che vedere con l’attico eccelso nel quale risiede la sorella di Ian. La sua vita è precaria, piena di confusione e di vita.
Destinati a non incrociarsi mai, i loro destini convergono, si ingarbugliano, e non ci sarà più modo di districare la matassa.

“Alberici si accorse del suo sguardo. Se l’avesse frainteso tutto sarebbe stato più semplice. Gli avrebbe offerto il caffè, si sarebbe tenuta a distanza di sicurezza, e dopo venti minuti di chiacchiere spicce l’avrebbe salutato, relegandolo nel limbo delle cose che non erano successe. Ma Alberici non fraintese.
Le parve di vedere nei suoi occhi la domanda, inespressa per entrambi: sta succedendo?”

Dall’attico al seminterrato, e poi dal seminterrato all’attico, Ian e Stella hanno bisogno di sfuggire alla condanna delle rispettive esistenze, e allo stesso tempo di ritrovare quello che avevano perso.
Forse, anche se è nato come una squallida storia clandestina, l’amore può rimediare all’ingiustizia.
Ma c’è qualcosa che Stella nasconde a Ian: qualcosa che ha a che fare con l’attico, dal quale lei è fuggita anni prima, e a cui non può ritornare senza che Ian corra un terribile pericolo…

La Pagina Facebook dell’autrice, con anteprime e promozioni.

Potete prenotare il romanzo QUI. L’uscita è prevista per il 30 giugno 2018.

Dietro le quinte…

L’attico di vetro in origine non era un attico di vetro. Il suo titolo era ‘Tre piani’.
Perché era un palazzo di tre piani quello che mi ha fatto immaginare la storia di Ian e Stella: un bellissimo palazzo del centro, con una facciata tutta cornicioni e grondaie lavorate, portici ad archi, corti e cortili interni, tettoie e spioventi. Lo sapete anche voi.
Vedevo le vetrine del pianterreno, sotto i portici, e poi i balconi sopra, con i gerani alle finestre e qualche scorcio di interni, salotti eleganti o studi in noce, che facevano capire che tipo di vita si conducesse in quegli appartamenti. Il terzo piano, poi, era tutto un terrazzamento bellissimo, arioso, con vetrate ampie e nascoste da tendaggi credo di velluto. Impossibile non immaginare il lusso, lassù.
Infine, il seminterrato. C’erano i cortili interni, quasi nascosti dai vasi delle siepi, alcuni con negozietti, altri… chissà. Non si capiva. Chi ci viveva? Cosa faceva? Di sicuro non erano le stesse persone che risiedevano nell’attico, dietro quelle vetrate oscurate con il velluto…
Così ho cominciato a immaginare.
A immaginare le persone che salivano e scendevano, che lavoravano in quei locali e che ci vivevano, oppure che si recavano in visita ad amici e parenti. Sfratti, traslochi, storie familiari e segreti celati dietro un sorriso impersonale e una cravatta Regimental. Le ragazze che facevano jogging e quelle con la piega perfetta, tailleur e bustina da grandi eventi. C’era tutto, in quel palazzo.
C’erano Ian e Stella.
Così, in quel palazzo, è iniziata la loro storia che, come tutte le storie, ha finito per diventare qualcosa di completamente diverso da quello che credevo. Pensavo che avrei scritto una specie di Orgoglio e Pregiudizio in chiave moderna e ironica.
I personaggi, invece, mi hanno guardata, hanno detto “non hai capito niente, qui dentro ci viviamo noi, non tu. Stai al tuo posto e lasciaci fare.”
Non avevo alternative.
Ma mi sono vendicata, oh se mi sono vendicata. Per essere felici dovranno lottare. Molto.

L’Autrice…

Laura Caldwell è Laura MacLem, ma Laura MacLem non è Laura Caldwell.
Le due identità riescono a convivere solo separate, perché una scrive fantasy, fantascienza e horror, mentre l’altra è una romantica sognatrice che immagine storie appassionate e avventurose. Incompatibili, si sono separate per evitare che i lettori facciano confusione e soprattutto perché altrimenti il conflitto avrebbe fatto perdere alla Laura originaria (chiunque essa sia) ogni residuo di salute mentale.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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