A.I. Cudil (Antonia Iolanda Cudil) pubblica romanzi d’amore dal 2012. Nel 2014 inizia a pubblicare con Giunti Editore la serie Six Senses. Tutta la serie è stata ripubblicata in self publishing alla fine del contratto con Giunti nel corso del 2024, compreso il quinto e ultimo romanzo “Solo il tuo sguardo”.
I romanzi della serie Provence, “Aspettavo solo te”, e “Sognavo solo te” escono in self publishing tra il 2017 e il 2019, è del 2019 anche il paranormal romance “Tattoo and Spirit”.
Nel 2020 pubblica il romanzo office romance autoconclusivo “Pretty Devil” e la serie romantic suspence “Pessimi Soggetti”.
Nel 2021 escono il romanzo MM romance “Fireworks” e la nuova edizione di “La sindrome di Rubens”, pubblicata da Triskell Edizioni. Nel 2022 “Rouge Club” e nel 2023 “La chiave del mio cuore” escono le nuove edizioni dei suoi primi romanzi. Nel 2024 pubblica la Collana Milos di PubMe pubblica “Jasmine”. Lo stesso anno in self pubblishing escono Dirty Angel MM e la commedia romantica “Il castello sulla collina”. Look After You esce nel maggio del 2025.
Fa parte dell’Associazione Scrittori FVG.
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Due righe per presentarti?
Ciao Babette e grazie per avermi permesso di scrivere questa intervista. Ciao a tutti, mi presento come A.I. Cudil (Antonia Iolanda Cudil), lo pseudonimo con cui firmo i miei romance, e che è l’anagramma del mio vero nome. Oggi “A.I.” richiama subito l’intelligenza artificiale, ma vi assicuro che dietro queste parole c’è una persona in carne e ossa! Certo se allora avessi messo la J ora sarebbe tutto più facile, ma Iolanda, con la I, era il nome di una mia carissima zia e non volevo cambiarlo, così ora mi ritrovo a dover affermare che i miei libri li ha scritti un’unica AI, cioè io, Antonia Iolanda.
Che dire di me? Abito in Veneto tra le colline del Prosecco, cioè tra Conegliano e Valdobbiadene, un posto che profuma di natura, storia, vino buono e dove non c’è la nebbia! Vivo con la mia famiglia e (in base al discorso per il quale i gatti non sono animali domestici, ma animali con domestici) servo una gatta viziata.
Fin da bambina, inventare storie è stato il mio passatempo preferito, una passione che mi ha accompagnato fino all’età adulta.

Che genere scrivi?
La scrittura è stato un viaggio che mi ha portata a sperimentare diversi generi, dal fantasy alla fantascienza, fino ad approdare al romance. Nel romance ho spaziato molto nei sottogeneri: mm, fantasy, suspence, office, commedia romantica in cui, devo dire la verità, mi trovo molto a mio agio.

Come scrivi? Penna e quaderno? Tecnologia a tutto spiano?
Schemi, idee, domande, molte domande, le scrivo a penna in un quaderno, ogni mio libro ha il suo quaderno, ma la stesura vera e propria avviene grazie al portatile, sono più veloce a digitare che a scrivere con una penna. Uso da un decennio Scrivener e mi trovo molto bene con questo word processor.

Quando scrivi? Sei un’allodola, o una civetta (non equivocare)?
Di natura sarei civetta, la mattina fatico parecchio per questo ho sempre studiato, scritto e lavorato di preferenza la sera. Però mi è capitato che idee, scene, dialoghi tra personaggi mi tormentassero di notte e abbia dovuto alzarmi all’alba per scriverli.

Coinvolta sempre in quello che scrivi, oppure distaccata?
Coinvolta fino al collo. Durante la prima stesura di solito sono molto presa e mi pare di vivere ogni scena insieme ai personaggi: se ridono, sorrido anche io; se soffrono, mi si stringe lo stomaco. Già con la seconda stesura cerco di distaccarmi per avere obiettività nel correggere o ampliare scene che non mi convincono.

Scaletta ferrea, o sturm und drang?
In realtà un mix, mi piace sapere dove arriverò prima di iniziare a scrivere, ma lungo il percorso a volte ho lasciato spazio ai personaggi di esprimersi. E quando lo fanno, spesso cambiando le carte in tavola, io li seguo. A volte va bene, altre volte ricomincio da capo. Quello che mi guida è la coerenza della psicologia dei personaggi lungo la loro evoluzione, se capisco che la scaletta aveva degli errori la cambio. Di tutti i romanzi che ho scritto sono un paio sono arrivati di getto, la maggior parte ha richiesto disciplina.

Metodica nella scrittura, oppure “quando-posso-non-so-se-posso”?
Cerco di essere metodica, almeno a livello mentale. Ho dei ritmi, delle fasi, dei momenti in cui mi impongo la scrittura. Poi nel mio preciso programma si infila la vita vera e il “quando-posso-non-so-se-posso” può prendere il sopravvento. Ma tendenzialmente cerco sempre di scrivere un po’ ogni giorno.

Pubblichi con una casa editrice (o più di una), oppure sei una self pura? O metà e metà?
Sono una scrittrice ibrida, ho sempre avuto un editore, o un contratto editoriale in essere, ma sono anche felice di essere stata una delle prime self e di essere un’autrice che pubblica in self. Mi piace avere la possibilità di poter scegliere come proporre le mie storie.

Quando pubblichi in self: Hai finito il tuo libro. Prosegui da sola, o ti rivolgi ad alcune figure (professionali o no), come beta reader, editor, grafico/a…
Ritengo che sia indispensabile affidarsi a dei professionisti. L’editor è fondamentale e ho avuto la fortuna di incontrare solo brave professioniste, sia in self che con i miei editori. Ho un paio di beta reader, ma è capitato che non mi sia confrontato con loro se non a editing finito, più per conferma che per indicazioni operative.

Quando pubblichi con una casa editrice: Ti servi di beta reader e di un/una editor, prima di mandare il testo alla casa editrice?
In genere no, ma dipende. Se sento che la storia ha bisogno di un secondo sguardo prima di arrivare in redazione, mi affido a una beta di fiducia o faccio un giro di editing autonomo più approfondito. Ma so che l’editor della CE farà comunque un lavoro certosino, quindi cerco di non sovrappormi troppo. Questo discorso vale per le case editrici con cui ho contratti in essere, se volessi arrivare a un editore con un romanzo che magari esuli dalla mia comfort zone probabilmente chiederei l’intervento di una editor.

I social: li usi per far conoscere e promuovere i tuoi libri? Se sì: quali sono i tuoi preferiti? Perché? Quali riscontri hai notato?
Credo che ormai sia imprescindibile sia per i self che per gli autori con casa editrice la promozione via social. Fosse solo la pubblicità delle presentazioni che fanno in librerai. Io mi sforzo di usare i social nonostante mi costi fatica e tempo. Instagram è il mio preferito, da poco mi sono affacciata su Tiktok, ma lo trovo molto impegnativo, ci sono content creator davvero bravi e non è facile emergere facendo contenuti come i miei che di fatto sono molto amatoriali. Facebook resta un luogo utile per i gruppi e per il contatto diretto con le lettrici, come accade in questo gruppo dove ci si confronta e si trattano temi relativa i libri e la scrittura. I riscontri? Alterni. Dal punto di vista umano molto positivi, permettono un dialogo diretto con i lettori e quando arrivano i messaggi di chi ha amato una mia storia sono felice di esserci.

Hai una newsletter? Se sì, ogni quanto invii un aggiornamento?
Sì, ho una newsletter a cui ci si iscrive dal mio sito o autorizzandomi a farlo. Di solito invio un’e-mail al mese, salvo non ci sia qualche mia nuova uscita allora posso arrivare a due-tre al mese.

Hai un sito web? Se sì: è home made, oppure ti sei rivolta a un/una professionista?
Home made, avevo chiesto aiuto a una professionista anni fa, ma mi ha rimbalzata, come si diceva allora, così ho provato da sola e ne è uscito un sito vetrina di cui sono abbastanza soddisfatta. Io e WordPress abbiamo un rapporto complicato e probabilmente dovrei chiedere aiuto a un professionista, ogni anno mi dico che devo rifare il sito prima o poi accadrà.

Progetti per il futuro?
Scrivere, ovviamente. È appena uscito Look After You una commedia romantica no spicy e adesso la sto promuovendo, vorrei continuare con questo genere di romance perché lo trovo allegro e nelle mie corde. In realtà ci sono nuovi romanzi in cantiere, una serie che sta per compiere cinque anni e a cui darò una nuova grafica, un romanzo iniziato per caso che sta prendendo forma. Credo che il mio progetto futuro più importante sarà divertirmi mentre scrivo e spero proprio di continuare a realizzarlo come ho fatto finora.