Ci sono libri che arrivano in libreria accompagnati da un tale rumore che mi viene voglia di controllare se, insieme alla copertina, abbiano anche una banda musicale… Zum… Zum… Pa… Pa… Se ne parla prima dell’uscita, si moltiplicano le interviste, compaiono ovunque. Quando finalmente li vedo sullo scaffale, ho l’impressione di conoscerli già. Di averli letti, quasi.
È il caso di Canto del cigno. Diana, mia sorella, di Charles Spencer. Il nome di Diana basta ad attirare l’attenzione; il fatto che a raccontarla sia suo fratello fa il resto. Il libro costa 25 euro: una cifra che, almeno a me, suggerisce di leggere la quarta di copertina con particolare concentrazione.
Non ho nulla contro i libri molto pubblicizzati. Uno può essere ovunque e meritare comunque di essere letto. Il punto è un altro: quanto del mio desiderio di comprarlo nasce dalla curiosità, e quanto dalla sensazione che, se non lo leggo subito, sarò l’unica a non sapere di cosa parlano tutti?

Nel frattempo, a pochi centimetri sullo stesso scaffale, può esserci un romanzo bellissimo che aspetta pazientemente qualcuno disposto a prenderlo in mano. Non ha un cognome celebre in copertina, non è al centro di una conversazione nazionale e forse il suo editore non dispone neppure di una banda musicale. Deve cavarsela con ciò che ha: una storia, una voce, qualche lettore che lo consigli a un altro lettore.
Trovarlo richiede un po’ di lavoro. Devo curiosare nelle librerie, ascoltare consigli senza obbedire a tutti, leggere qualche pagina invece di fidarmi soltanto delle fascette bugiardissime. A volte, torno a casa con un libro mediocre. Altre volte, scopro una storia che sembra scritta proprio per me, e mi viene voglia di fermare i passanti per informarli. Con moderazione, naturalmente: i passanti potrebbero avere fretta.

Anche seguire la corrente, però, può essere piacevole. Leggere il libro di cui tutti discutono mi dà qualcosa da condividere, magari perfino il gusto di dissentire. Purché, alla fine, il giudizio sia mio. La pubblicità può farmi aprire un libro; non dovrebbe dirmi che cosa pensarne dopo l’ultima pagina.

E voi come scegliete? Vi lasciate tentare dal libro del momento, oppure vi piace andare a caccia di quelli meno visibili? Se avete fiutato una meraviglia che merita più lettori, segnalatela: qui i cani da tartufo sono i benvenuti.

Copertina creata con l’assistenza di ChatGPT.

Alla discussione hanno partecipato Giovanna Barbieri, Fernanda Romani, Eward C. Bröwa, Elizabeth Rose, Tiziana Lia.