ANNA LETY: La mossa della cernia, di Valeria Corciolani.
Oggi vi consiglio un romanzo ripubblicato di recente, ovvero “La mossa della cernia”, di Valeria Corciolani – che tra l’altro ha una copertina beeellisssima.
Quando l’ho visto in anteprima, una domanda m’è sorta spontanea: chi è il commissario Lanzi? (Facendo pure una figura barbina con Valeria…) Il commissario Lanzi compare in “Lacrime di coccodrillo”, che in effetti avevo letto a inizio anno. E quando poi ho iniziato a leggere questo nuovo romanzo e mi sono imbattuta in Guia e Lucia, mi sono detta “cavolo, loro erano da nominare, altro che il commissario!”. Le due amiche e colleghe di catering sono così uniche da restare impresse forse più del commissario che si trova a interagire con loro.
Questo romanzo si svolge intorno a una gara di pasticceria, con tanti complimenti a Valeria che con le sue parole riesce a far immaginare consistenza e sapore dei dolci di cui parla. E tra pasticcini, buffet ispirati a quadri del ‘600, un sospetto traffico di opere d’arte e una crisi matrimoniale, c’è parecchio con cui divertirsi.
Adorabile e consigliatissimo!
Un anziano pasticcere, affascinante e volitivo, due amiche ricche di inventiva e spirito d’osservazione, un commissario avvolto in colonne sonore, un granitico ispettore, un agente scelto che ingoia lacrime con pene d’amore e un libraio che non sopporta i crimini sul congiuntivo. Uno spettacolare concorso che coinvolge cuochi di tutte le nazionalità nella cornice di una cittadina ligure, luminosa e variabile come il cielo di primavera. Ma ecco che l’apparente tranquillità viene spezzata dall’ombra nera di una morte misteriosa. Le due amiche Guia e Lucia si trovano, loro malgrado, coinvolte in questo strano caso dai contorni esoterici, che pare sfuggire alle normali procedure investigative, in un crescendo di colpi di scena. Ma come sempre la realtà è mutevole e imprevedibile, capace di celare la soluzione dove meno te l’aspetti.
Tra false piste, illeciti convegni amorosi, mercato di opere d’arte e burrascose vicende familiari, Valeria Corciolani ci regala un altro giallo coinvolgente e ci riporta alle sue famose atmosfere, con alcuni dei personaggi già incontrati e amati in Lacrime di coccodrillo.
SIMONETTA MEZZERA: “Le verità spezzate” di Alessandro Robecchi.
Un romanzo che utilizzando una narrazione tra passato e presente parla di libertà. Di un romanziere del passato (Augusto De Angelis con il suo commissario De Vincenzi, giallista di cui non potrò esimermi dal leggere i romanzi) e di un anziano regista del presente che non si rassegna a scendere a compromessi nella ricerca della sua verità.
“E il problema vero, il problema di sempre e di tutti, pensa ora Manlio Parrini, non è che le verità si spezzano, ma che le verità non ci sono, non esistono, semplicemente. Sono fatte di una sostanza ambigua e molle, inconsistente. Le verità che conosciamo sono solo quelle che ammettiamo come tali, che noi decidiamo siano verità. Hanno il nostro timbro, la nostra approvazione.”
Il grande regista de “Le verità spezzate”, Manlio Parrini, ha deciso di tornare dietro la macchina da presa. Celebrato da pubblico e critica, all’apice del successo aveva abbandonato il cinema perché gli sembrava “un posto senza verità”. Ma ora, superati i settant’anni, ha in testa una storia speciale: un film su Augusto De Angelis, pioniere del giallo italiano negli anni Trenta. La morte violenta di Augusto De Angelis – un uomo libero senza libertà – è, per il Maestro Parrini, un caso irrisolto, che puzza di ingiustizia e ottusa censura fascista e che oggi più che mai deve essere raccontato. Ma proprio quando il regista ha trovato un produttore per il suo progetto e avviato la stesura della sceneggiatura insieme all’amica e complice Sara De Viesti, un altro giallo irrompe nella sua vita: l’omicidio dell’anziana vedova Bastoni, proprietaria della villa adiacente a casa sua. La stampa, avida di notizie, si getta sul caso e gli inquirenti si muovono tra mille ostacoli e condizionamenti, e anche Parrini si sente attratto da questo omicidio, che gli ricorda un delitto d’altri tempi, di quelli usciti dalla penna del suo Augusto De Angelis. Un giallo di ieri che contiene un giallo di oggi, legati a doppio filo da una riflessione sui condizionamenti che tutti subiamo, sui limiti delle nostre libertà, così spesso spezzate.


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