Nel regno di Vaelen, essere maledetti significa essere condannati. E Lumian porta dentro di sé proprio ciò che il principe Kaelor è stato cresciuto per distruggere.
Dopo aver perso un fratello e altre persone care a causa del Tocco, Lumian non crede più nella misericordia della dea Velmira né nella missione della famiglia reale, incaricata di “purificare” chi viene colpito dalle maledizioni. Quando anche il suo corpo mostra il segno di qualcosa di oscuro, sa che essere scoperto potrebbe costargli la vita.
Il pericolo, però, ha il volto dell’uomo che anni prima lo ha salvato. Kaelor è il principe ereditario di Vaelen, un cacciatore devoto al proprio ruolo e prigioniero di una fede che gli impone di anteporre il dovere a qualsiasi sentimento. Tra lui e Lumian esiste da tempo qualcosa che nessuno dei due riesce davvero ad affrontare: uno è segnato da un passato di violenza e teme persino il contatto; l’altro si nega ogni possibilità di felicità per paura di perdere ancora qualcuno.
Quando una misteriosa maledizione lega i loro cuori e le loro vite, separarsi diventa impossibile. Costretti a viaggiare insieme attraverso un regno soffocato dalle maledizioni, Lumian e Kaelor dovranno confrontarsi non solo con ciò che provano, ma anche con crepe sempre più profonde nelle verità su cui Vaelen ha costruito la propria fede.
E quando ogni certezza comincerà a crollare, il loro legame sarà abbastanza forte da sopravvivere alla verità?

Titolo: La nebbia di corte.
Autrice: Sara Girau.
Genere: Romantasy. Romance male to male.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 16,15 (copertina flessibile).
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Sfondo Liberty molto scuro. Si vede un castello con sopra, molto grande, il titolo del romanzo.

La sofferenza è importante in questo romanzo.
Lumian è figlio di contadini e, da anni, la sua vita è spezzata dalla sofferenza e dalla paura.
Kaelor è il principe ereditario di Vaelen. Compie un dovere che gli strazia l’anima, ma lo fa per fede. Ha rinunciato ad amare perché non vuole più soffrire.
L’inizio del libro è sconvolgente, trasuda dolore, e i capitoli seguenti fanno stringere il cuore per la consapevolezza di quanto hanno sofferto questi due personaggi.
Un peso enorme grava sul regno di Vaelen ed è la religione. Solo i membri della famiglia reale possono “purificare” i Toccati dalla maledizione divina, ma purificarli significa ucciderli. Kaelor accetta stoicamente quel compito da assassino; Lumian odia quell’oppressione e ha smesso di avere fede.
All’interno di una situazione che crolla sempre di più e mette in luce intrighi malefici, il loro amore è tormento e salvezza. Si respingono, si cercano, si aggrappano l’un l’altro. Testardi, litigiosi e tenerissimi affrontano l’oscurità che incombe sul regno con la disperazione di chi vorrebbe avere un futuro, ma non osa sperare.

L’autrice ha messo in campo ottime idee e originalità: una storia romantica coinvolgente, un intrigo che presenta buoni colpi di scena, un villain ambiguo capace di sorprenderci. Purtroppo tutto questo non è sostenuto da un lessico adeguato al contesto.
Da appassionata di storia medioevale e di fantasy, quando leggo un romanzo di ambientazione pseudo-medioevale mi aspetto di “sentire” il Medioevo e questo non si ottiene soltanto con la presenza di oggetti, usanze e cenni sulla società. Un aspetto fondamentale è il registro della narrazione. La presenza di un fraseggio adeguato e di dialoghi appropriati rende più immersiva la lettura, ci avvolge e ci tiene ancorati alla storia.
La grande assenza, in questo romanzo, è il linguaggio adatto all’ambientazione scelta. La narrazione, a volte, appare forzata, indifferente alle suggestioni, estranea a quanto sta raccontando. Il problema diventa più accentuato nei dialoghi, dove il lessico usato ricorda più gli anni 2000 che il Medioevo. Nel momento in cui io sento personaggi pronunciare frasi come “farli fuori tutti”, “datevi una mossa”, “la fai facile, tu”, ecc. provo un senso di straniamento che influisce sull’intera lettura.
Questo è il motivo principale che mi ha impedito di immergermi nel romanzo e assaporarne le vicende. Un vero peccato che buone idee e una bella storia d’amore siano state turbate da scelte lessicali così inopportune.

Tra stelline e mezza.
Copia fornita dalla CE.

Copertina creata con l’assistenza di ChatGPT.

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