Nel Paleolitico Superiore — vale a dire quando ero bambina — ottobre significava soprattutto una cosa: cominciava la scuola.
Non il 10 settembre, quando fuori era ancora piena estate e l’idea di rinchiudere dei bambini in un’aula sarebbe sembrata una crudeltà. La scuola iniziava il primo ottobre: grembiule, colletto bianco, cartella (zaino? Solo se andavi in montagna) pronta e quaderni immacolati, destinati a perdere la loro innocenza nel giro di pochi giorni.
Ottobre era il mese del ritorno alla disciplina. Le mattine diventavano fresche, le giornate si accorciavano e le vacanze, lunghissime come soltanto quelle dell’infanzia sanno essere, finivano davvero. C’era odore di carta nuova, di matite temperate e, probabilmente, anche un po’ di inchiostro: quello vero, capace di macchiare dita, grembiule e… reputazione.

Oggi la scuola comincia a settembre e, quando arriva ottobre, studenti e insegnanti hanno già perso buona parte dell’entusiasmo iniziale. I quaderni non sono più immacolati, qualche penna è scomparsa e la sveglia del mattino è tornata a essere una nemica dichiarata.
Per tutti gli altri, invece, ottobre è diventato il mese in cui si prende atto che l’estate è finita. Si rimettono le scarpe chiuse, si cerca una giacca che non si vede dalla primavera e si affronta l’antico dilemma: chiamo adesso il tecnico della caldaia, o aspetto novembre?
È anche il mese delle castagne, delle zucche, delle prime tisane calde e dei divani che tornano a esercitare un’attrazione irresistibile. Le librerie si riempiono di novità, le serie televisive reclamano attenzione e noi ricominciamo a prometterci che, questa volta, organizzeremo meglio le giornate.
Naturalmente non lo faremo.

Ottobre, però, conserva qualcosa del suo antico significato. Non è più l’inizio ufficiale della scuola, ma continua ad avere l’aria di un nuovo principio: più discreto di gennaio, meno enfatico di settembre. Un mese che non pretende grandi propositi. Ci invita soltanto a rientrare, rimettere ordine e trovare un posto caldo per leggere.
Possibilmente con una tazza di tè accanto e nessuna interrogazione prevista.
Adoro il mese di ottobre. Adesso che non vado più a scuola.

Copertina creata con l’assistenza di ChatGPT.