I draghi bramano il potere di Amuriil.
Anixentias il Rosso ha motivi diversi per volere la stessa cosa ma, sull’isola dove la più antica delle magie si nasconde, potrebbe trovare qualcosa di ancora più importante.
Gwandhriel è stato allevato per uccidere i draghi, ma non può fare a meno di ammirarli. Diventare il prigioniero di un drago rosso non era nei suoi piani, eppure potrebbe rivelarsi… più interessante di quanto avrebbe mai pensato.
Mentre un nemico comune è pronto a distruggere l’isola e tutti i suoi abitanti, un drago e un cacciatore di draghi dovranno tradire il proprio passato per salvare il futuro.

Titolo: Il legame di fuoco.
Autrici: Le peruggine.
Genere: Romance fantasy. Romance male to male.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 4,50 (eBook); euro 20,50 (copertina flessibile).
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Quattro stelline.
A parte i precedenti tolkeniani, questo è il primo romanzo che leggo con draghi che siano più che mostri pressoché invulnerabili (per fare un esempio, c’è un drago spaventoso nel terzo libro della serie di Morgan “Cosa resta degli eroi” e, di sicuro, non si fa il tifo per lui). “Il Legame di Fuoco” è un fantasy dove i draghi sono creature intelligenti, avide di ricchezze e di potere, arroganti e spietate. Al punto che gli elfi di una remota isola hanno pensato bene di privare uno di loro di un’esistenza normale per farne un drakvid, un cacciatore di draghi, segnato nel corpo e nell’anima dal conflitto tra il dovere di combattere contro creature spaventose e la capacità di scorgerne la letale bellezza. Un mistero si cela sull’isola, un santuario custodisce qualcosa di immensamente potente. Un drago rosso viene incaricato di trovare questo “qualcosa”. Lo scontro con l’elfo è impari, per l’elfo, e si traduce in un destino segnato: “Devastazione di fuoco” lo divorerà. O forse no? Il contesto ci conduce in un mondo variegato, abitato da elfi, draghi, nani, orchi e umani. La magia è ovunque: il drago rosso è, come tutti i suoi simili, un mutaforma. Il giovane elfo sa lanciare incantesimi. La piccola isola freme di un potere difficile da controllare. Le antiche iscrizioni recitano “puoi usarmi, ma non avermi”. Con la capacità descrittiva che hanno già espresso nella loro trilogia “La guerra dell’alba e del tramonto”, le autrici ci raccontano una storia che parla di avidità e di inganno, di lealtà e sacrificio, di un amore che nessuno avrebbe immaginato tra chi dovrebbe essere preda e chi invece carnefice. Molto belle le illustrazioni. Molto efficace l’ansia che cresce di pagina in pagina di fronte alla certezza che la magia dell’isola attirerà i draghi e renderà necessaria una battaglia che neanche Devastazione di fuoco, Anixentias, sarà in grado di sostenere. E gli ultimi capitoli si percorrono col cuore in gola perché come l’elfo Gwandhriel ormai abbiamo imparato ad amare il drago rosso e non possiamo immaginare che tanta meraviglia possa essere sottratta al mondo. Non avevo dubbi che, pur non avendo un debole per i draghi, avrei fatto un tifo da stadio fino all’ultima riga.

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Copertina creata con l’assistenza di ChatGPT.