Per dieci lunghi anni di Mursili, fanciullo prodigioso e ultimo figlio di re Suppiluliuma, non si sono avute notizie.
Il suo rientro improvviso e inaspettato, se da un lato è motivo di gioia, dall’altro preoccupa non poco Liuma, il cui regno è alle soglie di un conflitto che potrebbe segnare una svolta importante per Hattusa.
Chi è diventato Mursili e quali sono le sue reali intenzioni?
Tra inganni, giochi di potere, matrimoni combinati e amori proibiti, si chiude l’ultimo volume della saga dedicata a re Suppiluliuma e alla sua famiglia.
Titolo: Mursili.
Autrice: Fleur du Mar.
Serie: Il leone di pietra, Volume III.
Genere: romance storico.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 2,99 (eBook); euro 12,00 (copertina flessibile); euro 18,00 (copertina rigida).
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Tutta la trilogia la trovate nella Pagina dell’Autrice: QUI.
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Con il ritorno a Hattusa dell’ultimo figlio di Liuma, si chiude (ahimè!) la saga del Leone di Pietra.
Chiusura che, in un certo senso, richiama l’apertura: anni addietro, la giovane Malnigal era stata offerta al Faraone e poi, richiamata a Babilonia, data in sposa a Liuma; e ora, il figlio del re Ittita andrà in Egitto chiamato colà dalla Grande Regina.
In questo lasso di tempo, tante cose sono accadute e i personaggi hanno subito una forte evoluzione. Ho preparato per voi una breve panoramica che comprende anche il primo e il secondo volume della saga.
Suppiluliuma, re degli Ittiti, stringe un’alleanza con Babilonia perché ha bisogno di alleati che guardino per lui i confini e che non lo attacchino quando i nemici arriveranno alle porte del regno quasi nascosto tra alte montagne.
Malnigal, dopo la terribile esperienza egiziana, sopporta a malapena l’imposizione del matrimonio e la partenza per Hatti, pur rimanendo affascinata dal re. Capisce la diversità nei costumi e negli usi tra il vecchio e il nuovo: in Babilonia c’era sfarzo, qui c’è rigore; là c’erano divertimento e libertà, qui ci sono sorveglianza e alte mura; a casa, lei era riscaldata dal sole, qui c’è una terra inospitale e buia.
Alla fine, Malnigal e Liuma, nella loro differenza, trovano ciò che entrambi non sapevano di volere: l’amore e la passione.
La vita a corte non è semplice, perché la prima moglie del re e i figli, alcuni dignitari e i nemici della dinastia, cercano in tutti i modi di minare il nuovo matrimonio del sovrano e la sua autorità. Con gli anni, Liuma si riavvicina ai figli e decide di concedere la propria fiducia al suo erede Arnuwanda mandandolo a Babilonia e lasciandolo a combattere da solo le sue battaglie. Malnigal si avvicina al figliastro più giovane, Mursili, perché ne capisce subito le potenzialità che potrebbero fare di lui un personaggio determinante per il regno.
Mursili, inviato a dieci anni nel regno di Lukka, rientra a Hatti insieme con Aryan, spia di Celik, prima sicario e poi intimo amico del giovane principe.
Purtroppo il soggiorno presso quel popolo nemico, ha causato un grave problema a Mursili: il mal di parola, cioè una specie di balbuzie e incapacità di dare voce a una frase corretta e comprensibile. Infatti sovente è Aryan che parla per lui.
Mentre i rapporti familiari sono ripristinati grazie all’intervento di Malnigal, che convince Liuma a parlare apertamente con il figlio minore, il giovane principe scopre l’amore in Gassulawiya ma anche di non poter vivere senza Aryan: «Io non sono intero senza Aryan, per amare con tutto il mio cuore ho bisogno di lui, perché lui è il mio cuore.»
Vi informo che la saga si completa con quattro novelle che completano qualche vuoto e spiegano perché le persone siano diventate così dure e apparentemente senza umanità.
La saga mi ha permesso di scoprire un popolo che è rimasto quasi in ombra nello studio della Storia, schiacciato, almeno nei ricordi scolastici, da Egiziani e Babilonesi.
L’autrice ha fatto un lavoro immenso con questa trilogia che vedrei volentieri come base per una produzione televisiva.
Non sempre una vicenda si vede durante la lettura, ma io questa l’ho vista: ho immaginato la città, le sue strade, le case quasi inglobate nelle alte montagne, i colori vivi, ma che mutano con il cambiare del tempo.
Ho visto la solitudine delle persone, anche quando queste sono insieme; la crudeltà nell’emarginare chi è diverso, la paura di non potersi fidare, la difficoltà di dimenticare le ferite interiori.
Liuma è un personaggio che ha dovuto crearsi uno scudo mentale perchè i tradimenti lo hanno segnato. Solo con Malnigal riesce ad abbassarlo e a mostrare il suo cuore.
Lei, d’altra parte, sebbene abbia sempre saputo di valere come merce di scambio negli intrighi politici, ha intuito che il marito, considerato inferiore e selvaggio rispetto al modo di vivere babilonese, avrebbe potuto darle la felicità che non sperava fosse alla sua portata.
Tutti i personaggi sono magistralmente descritti e approfonditi, ognuno con le proprie paure e i propri drammi, ma anche con la capacità di superarli in nome dell’amicizia e dell’amore.
Una trilogia (più quattro novelle) che consiglio caldamente.
Piera Nascimbene è una lettrice vorace e un’appassionata di serie televisive. Potete fare amicizia con lei cliccando QUI.
Copertina: immagine inviata da Piera Nascimbene e cover del libro recensito. Elaborazione: Canva.

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