Sardegna, 1820.
È un brav’uomo, Tonio Delogu, un figlio solerte, cosciente dei suoi doveri: essere un buon esempio per il suo fratellino ed ereditare l’attività di famiglia. Ma nasconde un segreto, confessato solo sulla carta, in versi poetici che non può rivelare a nessuno.
E poi suo fratello Giacomo viene accoltellato da Beppe Pitzalis, l’uomo che ha sempre adorato da lontano, e sua madre chiama la disamistade. Tonio non ha scelta, vincolato dalle leggi dell’onore: deve trovare il fuggiasco e restituirgli il torto.
Non si capacita di cosa possa aver portato Beppe, noto per essere un amico leale e unu balenti, a quel gesto. Forse c’è qualcosa – o qualcuno? – che trama nell’ombra e ha causato quell’incidente. Forse c’è un modo per riportarlo indietro e stipulare una riparazione, salvandoli tutti da un bagno di sangue.

Titolo: Sangue e trame.
Autrice: Letizia Loi.
Genere: Racconto storico. Racconto male to male.
Editore: Self-Publishing.
Pagine: 70.
Prezzo: euro 1,99 (eBook); euro 8,00 (copertina flessibile).
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Sfondo: paesaggio aspro e brullo. In primo piano: due uomini in abiti regionali sardi, si sfiorano, occhi negli occhi.

Un racconto di sole settanta pagine, ma intenso e completo. L’ambientazione insolita è la prima nota interessante. La Sardegna del 1820, in pieno regno sabaudo, è una terra aspra, popolata da gente dura che vive secondo un codice d’onore fissato nei cuori e nelle menti con regole precise.
Tonio è il figlio maggiore di una famiglia di artigiani e, da tempo, “guarda” Beppe, poco più grande di lui e ammirato da tutti. Quando Beppe aggredisce suo fratello minore, e quasi lo uccide, la madre invoca la vendetta secondo il Codice Barbaricino.
Con l’anima distrutta, Tonio è costretto a cercare Beppe per fare ciò che detta l’onore, ma potrebbe esserci qualcos’altro…
Una storia di sentimenti che ci immerge profondamente nella vita dell’epoca, aiutati anche dall’uso di parole in lingua sarda, corredate di note a piè di pagina che non disturbano, ma danno profondità all’uso di vocaboli dal suono antico.
Nella società arcaica in cui vivono Tonio e Beppe le leggi dell’onore sono le uniche che contano. Una prigione dalla quale nessuno può fuggire, ma anche lo scudo che protegge chi si sottrae al potere sabaudo e vive alla macchia.
L’amore di un uomo verso un altro uomo non è ammesso, ma non si può sopprimere per sempre un sentimento così forte.
Letizia Loi conosce bene la sua Sardegna e il popolo sardo, con la sua storia e le sue tradizioni. Dipinge un piccolo affresco che ci parla di amore, vendetta, invidia, storie e tradizioni, e anche un pizzico di magia fa parte delle tradizioni sarde.
Troviamo la figura della bruxas, la strega, che sa preparare medicamenti, ma conosce anche la magia nera.
Uno sguardo nel passato che ci parla di giuramenti d’onore e di briganti, ma ci mostra anche come il potere dello Stato, in questo caso il Regno Sabaudo, venisse non solo percepito come estraneo e oppressivo, ma si comportasse anche come tale.
Letizia Loi, con la sua prosa attenta ed efficace, ci ha consegnato un frammento di quel vastissimo mosaico che è la Storia d’Italia, avvolto in un soffio d’amore.
Quattro stelline.
Copia acquistata.

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Copertina creata con l’assistenza di ChatGPT.