La tua assenza racconta l’incontro tra uno psicoterapeuta e un giovane segnato da una storia familiare difficile, un ragazzo che continua ad aspettare qualcuno che forse non tornerà mai.
Attraverso sedute, silenzi e attese, prende forma un legame umano che va oltre la terapia e diventa una riflessione sul bisogno di essere visti, riconosciuti e ricordati.
Ispirato all’esperienza clinica dell’autore, il romanzo unisce narrazione e sensibilità psicologica senza rinunciare all’intensità emotiva. È una storia sull’assenza, ma soprattutto sulla presenza che continua a vivere dentro di noi.
Titolo: La tua assenza.
Autore: Donato Saulle.
Genere: narrativa contemporanea.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 12,80 (copertina flessibile).
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Ci sono assenze che, con il tempo, diventano più ingombranti delle presenze. Occupano uno spazio nei pensieri, condizionano le attese, modificano il modo in cui guardiamo noi stessi e gli altri. È intorno a questo paradosso che Donato Saulle costruisce La tua assenza, un romanzo intimista che porta inevitabilmente con sé l’esperienza professionale dell’autore, psicologo e psicoterapeuta.
Al centro della storia c’è l’incontro fra uno psicologo e un giovane segnato da una situazione familiare difficile. Il ragazzo aspetta qualcuno. Continua ad aspettarlo anche quando la ragione suggerirebbe che quell’attesa potrebbe non avere mai una conclusione.
Può sembrare il punto di partenza per un romanzo costruito sul trauma, sulla sua analisi e sulla successiva elaborazione. Saulle, però, sceglie una strada meno schematica. Sono le sedute, certo, ma soprattutto i silenzi, le esitazioni e ciò che rimane sospeso fra una parola e l’altra a costruire progressivamente il rapporto tra i due protagonisti.
Ed è proprio qui che La tua assenza trova la sua parte più interessante: il terapeuta non è soltanto colui che osserva e interpreta. Nell’incontro con l’altro, anche chi ascolta viene inevitabilmente toccato. Il confine professionale rimane importante, ma dietro il ruolo esiste una persona, e ogni relazione autentica lascia qualcosa in entrambe le direzioni.
L’esperienza clinica di Saulle si avverte, ma fortunatamente il romanzo non assume il tono di un manuale di psicologia travestito da narrativa. I temi psicologici emergono attraverso i personaggi e il loro rapporto, rendendo accessibili questioni tutt’altro che semplici: l’abbandono, il bisogno di riconoscimento, la paura di essere dimenticati, la necessità quasi primaria che qualcuno possa testimoniare la nostra esistenza.
Perché forse è proprio questo uno dei nuclei più dolorosi del libro: non desideriamo soltanto essere amati. Abbiamo bisogno di essere visti. Di sapere che, almeno per qualcuno, siamo esistiti davvero e abbiamo lasciato una traccia.
Il titolo acquista così progressivamente un significato più ampio. L’assenza non coincide necessariamente con il vuoto. Chi non c’è più — o chi non c’è mai stato abbastanza — può continuare ad abitare la nostra vita, nel bene e nel male. E talvolta sono proprio queste presenze invisibili a determinare ciò che diventiamo.
Saulle affronta un argomento emotivamente insidioso senza cercare continuamente la commozione del lettore. Ed è una scelta che ho apprezzato: una storia simile avrebbe potuto facilmente indulgere nel sentimentalismo. Invece l’emozione nasce soprattutto dall’attesa e dalle cose non dette.
La tua assenza non è quindi un romanzo da leggere aspettandosi grandi colpi di scena. Il suo movimento è soprattutto interiore. Chiede al lettore attenzione e disponibilità a fermarsi sui piccoli cambiamenti, sui gesti e sulle parole che acquistano peso proprio perché arrivano dopo un silenzio.
È una lettura delicata, malinconica e profondamente umana, che lascia dietro di sé una domanda difficile da liquidare una volta chiuso il libro: quanto di noi è stato costruito dalle persone che abbiamo avuto accanto e quanto, invece, da quelle che abbiamo continuato ad aspettare?
Forse La tua assenza parla proprio di questo. Di chi manca, certamente. Ma ancora di più di chi resta.

Cara Babette, grazie di cuore per questa lettura così attenta e così vera. Ha colto esattamente quello che speravo arrivasse: che anche chi ascolta, in una relazione di cura, non resta indifferente. Grazie sinceramente per il tempo e la cura che ha messo in questa recensione.