Il termine “giapponismo” venne coniato in Francia e voleva indicare un passione nata, in Europa, a metà ‘800. Il Giappone, il misterioso Impero del Sol Levante, si era aperto al mondo e il suo fascino aveva travolto l’intera Europa, influenzando l’arte e il gusto estetico. Molti pittori, oggi famosi, si ispirarono ad aspetti tipici delle stampe giapponesi per produrre opere dal sapore esotico.
La mostra “Giapponismo, venti d’Oriente nell’arte europea 1860-1915”, che ha appena chiuso i battenti a Rovigo, nello spazio espositivo di Palazzo Roverella, ha certamente contribuito a darci un’idea di quanto sia stata importante questa passione ottocentesca.

Vincent Van Gogh: Gli ulivi Montmajour, 1888, Tournay, Museo di Belle Arti
Gli organizzatori hanno presentato la mostra con queste parole: “Nel 1853, il Giappone riapre le sue porte al resto del mondo. Misterioso e diverso, è stato subito amore e ha contagiato l’arte in tutta Europa.
A Palazzo Roverella, un percorso di grande fascino ed eleganza, che attraverso le opere di grandi artisti europei come Van Gogh, Gauguin, De Nittis, Degas e Bonnard, ti porterà alla scoperta di un’arte nuova nata dai capolavori, dalle suggestioni e dalle innovazioni che il Sol Levante ha saputo regalare alla cultura occidentale.
Ti innamorerai anche tu del Giappone?”
La risposta è, ovviamente, sì.
Commenti recenti