Un irresistibile Regency romance ad alta tensione basato sull’intrigante trope del mistaken identity (scambio d’identità) e sulla passione epistolare, dove un doppio inganno trasforma un carteggio segreto in un delizioso gioco del destino.
A trent’anni, Emily Woodward è un’intelligente “zitella” che, per sfuggire alla noia, inizia a scambiare lettere d’amore firmandosi con il nome della giovane nipote. Ma dall’altra parte si cela un altro inganno: a scriverle non è il Marchese di Edgerton, bensì suo zio. Quando il vero e inflessibile marchese Max Bawden scopre la compromettente promessa di matrimonio, parte furioso per smascherare la presunta cacciatrice di dote. Ma l’incontro ravvicinato con Emily farà vacillare tutte le sue certezze… Cosa succederà quando il gelido marchese scoprirà che la donna che lo sta facendo impazzire di desiderio non è la fanciulla del ritratto, ma la mente brillante dietro ogni singola, appassionata lettera?

“Ombre Rosa” è una collana e insieme un viaggio alla riscoperta di un’intera generazione di scrittrici italiane che, tra gli anni Settanta e gli anni Duemila, hanno posto le basi del romanzo rosa italiano contemporaneo. In un’era in cui finalmente si colgono i primi segnali di un processo di legittimazione di un genere letterario svalutato in passato da forti pregiudizi di genere, lo scopo della collana è quello di volgere indietro lo sguardo all’opera di quelle protagoniste nell’ombra che, sole, hanno reso possibile arrivare fino a questo punto, ridando vita alle loro più belle storie d’amore.

Titolo: Amore, scrivimi.
Autrice: Roberta Ciuffi.
Genere: Romance storico (Regency).
Serie: Gli amori dei Bawden, volume primo.
Editore: SAGA Egmont.
Prezzo: euro 3,99 (eBook). Euro 6,87 (audiolibro).
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Una fanciulla con un delicato abito viola è ferma su un vialetto di fronte a una classica magione di campagna. Intorno, un giardino curato.

È curioso — e anche un po’ ingiusto — che questo romanzo abbia ricevuto su Amazon soltanto due valutazioni, entrambe da tre stelle e prive di qualsiasi commento. Perché Roberta Ciuffi scrive bene e si muove nell’epoca Regency con una sicurezza che non lascia spazio a tentennamenti.

Primo volume della serie Gli amori dei Bawden, il romanzo parte da due espedienti classici del romance storico: lo scambio d’identità e il carteggio amoroso. Emily Woodward, trent’anni e l’etichetta ormai definitiva di “zitella”, cerca una via di fuga dalla noia scrivendo lettere appassionate sotto il nome della giovane nipote. Ciò che ignora è che anche il suo corrispondente sta mentendo: dietro il nome del marchese di Edgerton si nasconde infatti lo zio dell’uomo.
Il doppio inganno potrebbe facilmente trasformarsi in un meccanismo artificioso; invece diventa il motore di una commedia degli equivoci ben costruita, vivace e sostenuta da una deliziosa ironia. La promessa di matrimonio che nasce dal carteggio porta sulla scena Max Bawden, il vero marchese: inflessibile, furibondo e convinto di dover smascherare una giovane cacciatrice di dote. Naturalmente, quasi nulla è come sembra.

Il punto di forza del romanzo è Emily. Non è una fanciulla ingenua al suo primo ballo, ma una donna intelligente, consapevole di essere considerata ormai fuori mercato e ancora capace di desiderare, sognare e ribellarsi alla vita immobile che gli altri hanno scelto per lei. Le lettere le permettono di mostrare ciò che la società non vede: la sua mente brillante, la sua sensibilità e una passionalità tutt’altro che spenta.
Anche Max funziona bene. La sua rigidità non è soltanto una posa utile a preparare il prevedibile disgelo sentimentale: è parte di un carattere coerente, nutrito di orgoglio, senso del dovere e diffidenza. L’attrazione per Emily lo costringe a fare i conti non solo con un equivoco, ma soprattutto con i propri pregiudizi. Ed è proprio questo scontro fra ciò che crede di sapere e ciò che prova a creare la tensione migliore.

La ricostruzione dell’epoca è solida e naturale. Roberta Ciuffi conosce il Regency e non sente il bisogno di esibirlo attraverso spiegazioni scolastiche o dettagli inseriti a forza: ambientazione, convenzioni sociali e limiti imposti alle donne emergono dalla storia e dai comportamenti dei personaggi. Il risultato è un romanzo storico credibile, scorrevole e piacevolmente classico, senza personaggi contemporanei semplicemente travestiti con abiti d’epoca.
Il carteggio aggiunge fascino alla vicenda perché pone una domanda tutt’altro che banale: di chi ci innamoriamo davvero? Del volto, del nome, del ruolo sociale oppure della persona che si rivela attraverso le parole? Emily e Max devono attraversare la menzogna per riconoscere una verità che, paradossalmente, era già contenuta nelle lettere.

La collana Ombre Rosa di SAGA Egmont nasce per riportare alla luce le autrici italiane che, tra gli anni Settanta e i Duemila, hanno contribuito a costruire il romanzo rosa contemporaneo. Un’operazione importante, soprattutto per un genere a lungo svalutato da pregiudizi non soltanto letterari, ma anche — e forse soprattutto — di genere. Questo romanzo dimostra quanto sia utile tornare a leggere quelle voci: non come reperti nostalgici, ma come storie ancora capaci di divertire, coinvolgere e parlare alle lettrici di oggi.

In conclusione, un Regency ben scritto, ironico e sensuale, fondato su un equivoco condotto con intelligenza. Altro che tre stelline silenziose: Emily Woodward e Roberta Ciuffi meritano decisamente più attenzione.