Non contenta di aver scritto qualcosa di ridicolo sul blocco creativo, eccomi alle prese con il grande duello fra disciplina e ispirazione. Anche stavolta, mi immedesimo in un’autrice (non lo sono e si capisce subito) alle prese con queste due bestie nere.
Nel mondo degli scrittori esistono due grandi tribù.

La prima si alza ogni mattina alle sette precise. Accende il computer alle sette e cinque. Scrive millecinquecento parole. Alle nove e trentadue beve il caffè. Alle nove e trentatré ricomincia.
Se un meteorite colpisce il giardino, lui annota: “Meteorite. Interessante. Lo esaminerò alle 12.30, dopo aver raggiunto il conteggio giornaliero.”

La seconda tribù aspetta l’ispirazione.
L’ispirazione, però, è una creatura delicatamente sadica.
Arriva alle due e diciassette di notte.
Mentre sei sotto la doccia.
Quando stai facendo la fila alla posta.
Oppure cinque minuti prima dell’appuntamento dal dentista.
Naturalmente, appena ti siedi davanti al computer, lei se ne va.

La disciplina è una signora severa
La Disciplina si presenta sempre impeccabile.
Capelli raccolti.
Tailleur grigio.
Occhiali.
Agenda in pelle.
Entra nello studio senza bussare.
«Sono le nove. Scrivi.»
«Ma oggi non mi sento creativo…»
«Non importa.»
«Non ho idee.»
«Scrivi lo stesso.»
«Potrei almeno lamentarmi?»
«Puoi farlo mentre scrivi.»
Non ride mai.
Credo abbia denunciato il senso dell’umorismo nel 1998.

L’ispirazione, invece…
L’Ispirazione è l’opposto.
Arriva vestita di piume, con una corona di margherite in testa e un ukulele sottobraccio.
Entra dalla finestra.
«Ho avuto un’idea meravigliosa!»
«Fantastico! Sediamoci a svilupparla.»
«No.»
«Come no?»
«Io ti do l’idea. Il resto arrangiati.»
E sparisce.
Dopo venti secondi non ricordi più nulla, a parte il fatto che sembrava un’idea geniale.

Ci sono stati giorni in cui ho deciso di essere disciplinata.
Ho preparato il tavolo.
Ho acceso il computer.
Ho sistemato la penna.
Ho allineato il quaderno.
Ho controllato che tutto fosse perfetto.
Dopo un’ora avevo una scrivania degna della copertina di una rivista di arredamento.
E una pagina bianca.
Altre volte ho aspettato l’ispirazione.
È arrivata.
Peccato che riguardasse un romanzo che non stavo scrivendo.

Alla fine credo di aver trovato il sistema perfetto.
Mi siedo comunque.
Se arriva l’ispirazione, benissimo.
Se non arriva, scrivo lo stesso.
Magari male.
Magari cancellerò metà del lavoro.
Ma almeno esiste qualcosa da correggere.
Perché c’è un piccolo dettaglio che nessuno dice abbastanza spesso: non si può migliorare una pagina inesistente.

Forse disciplina e ispirazione non sono nemiche.
Sono una vecchia coppia sposata.
La Disciplina apre la porta ogni mattina.
L’Ispirazione entra quando le pare.
E se trova qualcuno già al lavoro, ogni tanto decide perfino di fermarsi.
Se invece trova la casa vuota… fa un’alzata di spalle, lascia un’idea al gatto e se ne va.
Secondo me questo è proprio il punto: l’ispirazione è un’ospite capricciosa, ma la disciplina è quella che le lascia la luce accesa. E, nel dubbio, è meglio non affidare il proprio romanzo al gatto.

Testo e copertina creati con l’assistenza di ChatGPT.