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Recensione: “Come una farfalla”, di Monica James

In un bosco romantico ai margini della città, Tori ha appena ricevuto un anello di fidanzamento quando viene aggredita da un uomo che tenta di derubarla e violentarla dopo aver messo fuori combattimento il compagno. Uno sconosciuto mette in fuga l’aggressore, ma non riesce a evitare che lei venga gravemente ferita. Tori fatica a riprendersi dal trauma e durante la convalescenza scopre che il fidanzato la tradisce. Decisa a cambiare drasticamente vita e fare affidamento solo su stessa, si trasferisce in un’altra città dove incontra un misterioso vicino dai nostalgici occhi azzurri, Jude, di cui diventa amica. La sincerità del loro rapporto porta con sé l’inevitabile attrazione e l’intesa che nasce fra i due non fa altro che accrescere il reciproco desiderio. Jude cerca in tutti i modi di allontanarla da sé, ma l’alchimia di questo legame è speciale e va oltre l’umana comprensione: è la forza di un sentimento che ha il potere di riscrivere la storia di due persone destinate ad amarsi e a cambiare il proprio passato per poter vivere il futuro insieme.

Titolo: Come una farfalla.
Autore: Monica James.
Genere: Paranormal Romance.
Editore: Corbaccio.
Prezzo: euro 6,99 (eBook); euro 14,36 (cartaceo).

3 stelle

Sono e resto perplessa. Se ho letto abbastanza in fretta tutta la prima parte del libro, considerandolo un romance “niente di che, ma scritto bene”, dal colpo di scena in poi ci ho messo una settimana sana per terminare il tutto. Battuta d’arresto, perplessità, (delusione??) e senso del surreale ai massimi livelli. Sono diventata una gran saltatrice di pagine, in compenso, e i riassunti mentali che mi sono fatta mi hanno resa molto fiera di me. Un po’ meno dell’autrice e la sua trama.
Ok il paranormale, e ci sta, mi sta bene, ma che sia “realistico”, della serie: potrebbe accadere. Il nodo centrale è stato reso in un modo che per venti minuti buoni, con lo sguardo perso nel vuoto, mi sono chiesta: “Ma stava sognando? Dai, sì… però no, però pare, però… oddio.”
E no, la protagonista non stava sognando.
O forse sì.
Attori non protagonisti abbandonati a loro stessi per buona parte del romanzo, tipo: “Ma che fine avrà fatto? Dove sarà? Starà bene? Sono preoccupata!”
La terza stellina è per la scrittura dell’autrice che salva la baracca, insieme a una buonissima traduzione. Per il resto… un romance normale, la prochaine fois?

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Federica D'Ascani

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