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Presentazione di un libro – la mia esperienza (2), di Amneris Di Cesare

Innanzitutto, uno scrittore emergente deve organizzare delle presentazioni del libro in varie città, diverse da quella dove risiede. Scoprirà ben presto che è cosa tutt’altro che facile. Ma ovviamente, l’autore emergente tenterà di iniziare dalla via più facile: la città in cui risiede. Per lo meno, giocando in casa, le cose dovrebbero essere (sulla carta) più semplici. Sottolineo ed evidenzio in grassetto perché non è così sistematico come potrebbe sembrare e vale la pena di essere messo in evidenza.

Internet è vero, dà una gran mano all’autore, permettendogli di fare una sorta di elenco delle librerie indipendenti e di catena disponibili nelle varie città; molte librerie hanno un sito web, con tanto di indirizzo email e numero di telefono da raggiungere, e questo permette una maggiore libertà di movimento, ma per raggiungere una libreria, bisogna prima di tutto presentarsi. E per farlo bisogna aver già pronto un breve, succinto curriculum letterario che illustri le caratteristiche professionali e umane dell’autore, incuriosendo l’interlocutore, più un breve comunicato stampa che presenti il libro e la storia.

È vero, può bastare la quarta di copertina sia per la trama che per il curriculum dell’autore, ma scriversene uno maggiormente personalizzato è forse più opportuno: investire su se stessi significa anche presentarsi al meglio. E si può fare soltanto evidenziando le caratteristiche proprie più salienti. Una volta impostata la mail in modo da essere accattivante e immediatamente riconoscibile, l’autore emergente inizierà a spedire a tutte le librerie, fiducioso di ricevere risposta solerte e assolutamente entusiastica, in quanto “presentazione” dovrebbe essere sinonimo di vendita e di pubblicità per la libreria interessata. Niente di più sbagliato!

È tanto se una o due di queste librerie risponderà alla mail dicendosi impossibilitata, per calendario già pieno, fino alla notte dei tempi. Allora il solerte autore emergente inizierà a contattare telefonicamente le suddette, pregando, implorando di trovare un buco nel calendario per il proprio libro. E si sentirà richiedere informazioni sensibili e significative quali: il distributore di zona, il numero di persone “acquirenti” che prevede di riuscire a portare, la credibilità e capacità personale di diffondere l’evento a mezzo stampa. Questi alcuni dei requisiti più importanti, ma anche il materiale pubblicitario che metterà a disposizione, gli attori e i relatori di fama che illustreranno e animeranno l’evento saranno argomenti di discussione tra gli interlocutori.

Ottenuta la data della presentazione, l’evento dovrà essere divulgato, promosso, gridato ai quattro venti. A parte scaricare tutta la rubrica personale del proprio cellulare alla ricerca del vecchio compagno di scuola delle elementari a cui far sapere che hai scritto un libro e che assolutamente lo vuoi rivedere in libreria in nome dei bei vecchi tempi, e il gruppo di amiche della canasta del giovedì pomeriggio della mamma o della nonna, come far arrivare il messaggio che il tuo libro viene presentato il giorno tal dei tali, all’ora ics? I social network sono la manna dal cielo: un evento su Facebook e fai sapere al mondo intero che esisti e che stai per presentare il successo editoriale dell’anno.

Ovviamente avrai chiesto al tuo editore – che in tutto questo tempo è stato impegnato a fare altro, magari a leggere e a scovare nuovi talenti incompresi perché si deve andare avanti e non ci si può mai fermare – un’elaborazione grafica della locandina dell’evento, che metterai orgoglioso come foto di copertina dell’evento stesso. E spedirai l’invito a tutti i contatti che hai su Facebook, anche quelli che vivono a Honolulu, e con i quali magari scambi capre e mucche o aranceti su Farmville, ma che importa? Hai visto mai che a Honolulu venga voglia di leggere il tuo libro? E controllerai con attenzione spasmodica ogni “parteciperà” e “non parteciperà” all’evento che ti verrà notificato. Ora, ci sono quelli che scriveranno “partecipo” e poi commenteranno “con il cuore e con la mente”, ma questo ti servirà a gratificarti ugualmente, hai dei cari amici che ti stimano e che vogliono farti sapere quanto attraverso queste delicatezze. E quelli che invece scrivono “partecipo” e poi non si faranno invece vivi? Perché lo fanno? Lo scrittore-emergente  se lo chiederà molto spesso, ma non riuscirà a trovare una risposta plausibile: del resto lo ha fatto più volte anche lui, senza sapere (e il più delle volte neppure chiedendosi) il perché.

(*) Un consiglio allo scrittore che deve trovare indirizzi di librerie disposte a ospitare la propria presentazione:

·       Guida alle librerie indipendenti di Bologna.

·       Guida alle librerie indipendenti di Milano.

·       Guida alle librerie indipendenti di Roma.

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Amneris Di Cesare

Amneris Di Cesare

2 Commenti

  1. 2 marzo 2018 at 0:34 — Rispondi

    Per la mia esperienza le librerie della mia città – Roma – e tutta la città in genere è talmente inflazionata di eventi letterari (io stessa sono invitata da vari amici e colleghi scrittori nello stesso giorno, alla medesima ora, in librerie e location in varie zone, opposte e lontanissime l’una dall’altra) che ho deciso di puntare alla provincia. Nei paesi e nelle cittadine che non siano grandi capoluoghi di provincia, la vita scorre meno frenetica, si legge di più e un autore che presenta un libro nella libreria locale diventa un evento da non perdere (sempre se ben pubblicizzato da social, dai giornali locali e dalla libreria stessa) a cui la gente non vuole mancare.
    A Como, dove non conoscevo nessuno, nella magnifica libreria Ubik, ho fatto il pienone di persone che hanno acquistato tutte il mio libro, più che a Roma. Stessa cosa nei dintorni di Roma, piccole cittadine verso sud e verso nord.
    Altra cosa da non sottovalutare è che le librerie ormai prendono il 40% del prezzo di copertina, pertanto all’autore, che poveraccio si è sbattuto come un polipo sugli scogli per racimolare amici, parenti e cugini di terzo grado, nonché i suddetti compagni delle elementari e magari ha allestito anche un aperitivo a sue spese, non resta che la soddisfazione di aver firmato qualche dedica dei pochi generosi che hanno messo mano al portafoglio.
    Oltre alle librerie si può provare con le biblioteche, le associazioni culturali, i salotti letterari, in una galleria d’arte che in quella settimana espone – che so – opere di donne e presentare lì il vostro libro che parla alle donne, si può organizzare una presentazione del proprio libro in un locale carino e in linea magari con il mood del libro, che offrirà un aperitivo o anche una cena a un prezzo “speciale” per coloro che interverranno. Il ristorantino trendy non disdegnerà la cosa pur di aumentare i suoi clienti, a maggior ragione se ha aperto da poco e deve farsi conoscere e la formula “Cena con l’autore” è sempre valida.
    Altro escamotage è creare un piccolo show, coinvolgendo più persone nell’evento, quindi avvalendosi dell’amica attrice che può interpretare brani del vostro libro, della danzatrice o dell’amico cantante o musicista che intramezzerà la vostra presentazione con stacchetti danzati o musicali ben congegnati, sempre in linea con l’argomento. (Un libro sull’Argentina? Musiche di tango. Oppure una storia ambientata a New Orleans? Dell’ottimo blues). Gli artisti coinvolti porteranno a loro volta fidanzati, mogli amici e parenti che “fanno pubblico” e arricchiscono la platea. Insomma ragazze…è una fatica bestiale! Però è anche tanto divertente!

    • Amneris Di Cesare
      8 marzo 2018 at 7:18 — Rispondi

      Grazie per la tua testimonianza. Se me lo permetti, vorrei poterla aggiungere alle esperienze che di altri nostri colleghi! adc

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