Recensioni

Wool:la Trilogia Silo # 1, di Hugh Howey

EDITORE: Fabbri (ottobre
2013).
PAGINE: 552.
PREZZO: euro 4,99 edizione
digitale.

Cosa
faresti se il mondo fuori fosse letale e l’aria che respiri potesse uccidere? Se
vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte
possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro
apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive
rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono
prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a
proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo
lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di
servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più
grande di tutti i tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla
morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A
sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del
reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a
sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le
cose e vuole vederci chiaro: com’è nato il silo? E chi ha interesse a
mantenervi l’ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto
di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi
abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.



Hugh Howey, americano, prima
di pubblicare i suoi libri ha lavorato come skipper, tecnico audio ed operaio. Ha
cominciato la Trilogia Silo nel 2011, autopubblicando prima un racconto di
cinquanta pagine e poi il primo volume “Wool” su Amazon. Grazie all’enorme
successo ottenuto, ha scritto gli altri libri della trilogia, “Shift” e “Dust”.
Le case editrici di diciotto Paesi si sono accapigliate per ottenere i diritti
per la pubblicazione. Ridley Scott ha acquistato i diritti cinematografici di “Wool”.

Confesso di avere
inframmezzato la lettura con qualche partita di Titanic, per darmi il tempo di
metabolizzare la vicenda, che ti prende alla gola e non ti lascia quasi
respirare. Ti immergi da subito nella storia di Juliette/Jules; le sei accanto
in ogni momento, soffri con lei, piangi con lei, cerchi spasmodicamente di
starle dietro in quell’affannosa ricerca della verità. Sei stremata, alla fine
di questo lungo percorso, dispiaciuta per aver concluso questa avventura.
Juliette è un personaggio
femminile che ho amato subito: ne ho ammirato il carattere forte e la tenacia,
camminando al suo fianco. Passo dopo passo, Juliette arriva alla sconvolgente
verità che si cela nelle leggi crudeli che regolano la vita degli abitanti del
Silo 18. Il suo è un cammino inframmezzato da ostacoli che appaiono
insormontabili, che la feriscono più volte, ma che non ne spengono il coraggio
e il desiderio di conoscere ciò che a lei, come a tutti gli abitanti del Silo
18, è stato tenuto sempre nascosto.
Splendidi i personaggi di
contorno, dei veri e propri miracoli di scrittura: li sentiamo reali, vicini;
le loro paure e i loro desideri diventano i nostri. Non importa che l’autore li
divida in “buoni” e “cattivi”: li capiamo e non li giudichiamo, perché tutti
sono spinti da ideali che possiamo comprendere e condividere.
Un romanzo affascinante che
ho letto con piacere, gustando l’impeccabile traduzione di G. Lupieri.
Il mio voto: cinque stelline! Non fatevelo scappare.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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