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Emiliana De Vico al Women’s Fiction Festival: tradurre alla Disney

“Tradurre alla Disney” è il secondo panel di cui la nostra autrice ha scritto il resoconto. Che mai vorrà dire un titolo simile?

Matera offre mille spunti. Quest’anno, per i traduttori c’è un panel specifico con un relatore d’eccezione per competenza, verve e ironia. Mario Pennacchio, Step Language Service, ci parla dei traduttori e della traduzione dei prodotti della Walt Disney. La platea è incantata. L’agenzia che dirige il signor Pennacchio è privilegiata in quanto ha tradotto e continua a tradurre tanti film americani. La sua competenza è tale che ha formulato un manuale specifico a cui tutte le agenzie, oggi, fanno riferimento. Lo scopo è rendere sempre uguale e omogeneo il linguaggio che i personaggi Disney usano. Il suo manuale è piaciuto ed è stato più che approvato dal colosso americano.

Prima di tutto, ci informa del fatto che un film vincente non è quello che fa staccare più biglietti al botteghino, ma che vende in modo costante nei numeri e nel tempo i prodotti correlati al film: DVD, pupazzi, portachiavi, ecc. Elsa è uno di questi best seller.

Elementi importanti nel decalogo:

Il testo deve essere elegante e fluente come un fiume che scorre. Lo stile? Colloquiale. La Disney ha dato alla S.L.S. facoltà di togliere o aggiungere anche pezzi di frasi affinché il linguaggio abbia la massima scorrevolezza;

Coerenza e uniformità tra testo e immagini.

Localizzazione. Inserire elementi conosciuti nel proprio luogo di appartenenza togliendo tutto ciò che non fa parte di una cultura e che non renderebbe chiara la storia. In Italia Halloween è un quasi sconosciuto. Tutti i cartoni che ne parlavano erano poco chiari, fino a poco tempo fa. Anche i cibi vanno correlati al luogo.

Riferimenti alla sessualità: nel testo non ci devono essere riferimenti sessuali. Ci fa un esempio lampante. La Disney ha pubblicato  in tutto il mondo il suo ultimo prodotto cinematografico con il titolo di MOANA. Solo in Italia la pellicola si chiama OCEANIA. Per noi, il nome della protagonista fa ancora troppo riferimento ad altro tipo di genere.

Il termine morte non è traducibile. I personaggi Disney semplicemente non muoiono.

Tempo della narrazione: presente. È più semplice da gestire, a meno che la storia non inizi con il classico “C’era una volta…”.

Il tempo non permette al relatore di andare avanti con il suo brillante intervento, purtroppo.

Lunga vita ai traduttori e alla Walt Disney.

L’immagine di copertina è di Emiliana De Vico. Le due immagini dell’articolo sono state reperite nel web e sono di proprietà Disney.

La pagina-autore di Emiliana De Vico (Amazon)

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1 Commento

  1. Lidia Calvano
    23 ottobre 2017 at 16:34 — Rispondi

    Un mondo dove il lieto fine è obbligatorio, i cattivi non hanno mai la meglio, le traversie servono a cementare amori e amicizie, e soprattutto gli eroi e le eroine sono bellissimi e con numerosi superpoteri che li rendono unici. Mi ricorda qualche altro genere… 😀

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