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Emiliana De Vico al Women’s Fiction Festival: digitale meno male

Ecco un tavolo molto importante, pieno zeppo di editori che utilizzano, chi in via esclusiva chi no, il digitale. Gli editori presenti sono: Francesca Colletti Harper Colllins, Flo Nicoll Harper Collins UK, Maria Paola Romeo Emma Books, Alessandra Tavella Amazon Publishing.

Alessandra Tavella

Tutti concordano che con il digitale le case editrici hanno potuto essere più vicine ai lettori, capirne i desideri in relazione all’andamento delle vendite, selezionare opere e autori che vanno per la maggiore. Eppure, nonostante la flessibilità di un mercato sempre in divenire, la pubblicazione digitale non è la casa per tutte le storie. C’è ancora bisogno del mercato cartaceo perché ci sono romanzi che solo in quel modo possono arrivare al lettore. Comunque, se c’è una bella voce in giro su Amazon e su altre piattaforme, loro sono capaci di individuarla tra tante e selezionarla.

Emma Books, che ha festeggiato il sesto compleanno in occasione del WFF, sostiene che il digitale ha dato spazio a quelle storie rosa che in un certo periodo non trovavano più collocazione nel mercato classico, ma che il lettore chiedeva a gran voce. La nascita di questa casa editrice coincide proprio con la volontà di accogliere la domanda inascoltata delle lettrici portando storie tipicamente femminili.

Maria Paola Romeo

Anche Harper Collins trova molte autrici attingendo al mercato virtuale che, oltre ad essere una buona palestra dove sperimentarsi, è un ottimo trampolino di lancio.

Flo Nicoll

Perché questo occhio attento al digitale? Il mercato va studiato e analizzato e il digitale offre numeri in tempo reale, cosa che il mercato delle librerie non può dare. In questo modo si possono anche anticipare le richieste, capire dove il lettore si sta soffermando e proporre in anteprima delle risposte. Ogni editor racconta che con il digitale ha potuto osare di più prendendo sulle proprie spalle dei rischi che con il cartaceo non si può assolutamente fare. Ebook uguale a: maggiore apertura nella sperimentazione, maggiore possibilità di proporre cose diverse, tempistica senza limite.

Alessandra Tavella di Amazon Publishing cerca di sfatare il falso concetto secondo cui fare un ebook costi meno del libro in carta e inchiostro. Ci sono spese invariate di editing, correzione bozze, copertina e marketing. Ciò che manca è tutta la filiera della stampa, dei librai e delle librerie.

Altro elemento positivo che tutte segnalano: la vita di un ebook. Praticamente infinita. Ovvio, si parla sempre di prodotti di qualità. Un editore non piazzerebbe mai un romanzo scritto male.

Si ventila per la prima volta la possibilità che un autore possa pubblicare per più case editrici. Negli anni passati, c’era una netta lontananza naturale tra “competitor”, però sembra che le case editrici abbiano scoperto l’effetto “alone” che la vendita positiva di un libro ottiene anche sugli altri prodotti dello scrittore.

La chicca finale: il digitale ha un mercato per ogni tipologia narrativa. Non è la casa per tutte le storie ma lo è per tutti i generi e sottogeneri.

Forza con il self di qualità.

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

4 Commenti

  1. Lidia Calvano
    27 ottobre 2017 at 16:03 — Rispondi

    Grazie, sempre molto interessante cogliere i pareri degli addetti ai lavori!

    • Babette Brown
      27 ottobre 2017 at 16:20 — Rispondi

      Emiliana ha scelto i panel più interessanti per il suo reportage.

  2. Ledra
    27 ottobre 2017 at 18:06 — Rispondi

    Grazie Emiliana che condividi con noi le tue scoperte 🙂

  3. Emiliana De Vico
    27 ottobre 2017 at 19:56 — Rispondi

    Grazie a voi che mi avete dato spazio.

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