RubricheTaffetà, darling

Vittoria Corella ha letto “Lovecraft’s Innsmouth”

Titolo: LOVECRAFT’S INNSMOUTH
Autore: Claudio Vergnani
Genere: Horror.
Pagine: 395.
Editore: Dunwich Edizioni

 

http://www.amazon.it/Lovecrafts-Innsmouth-Romanzo-Claudio-Vergnani-ebook/dp/B016J7YQMA/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1455104682&sr=8-1&keywords=lovecraft%27s+innsmouth

… si trattava semplicemente di accompagnare il professor Franco Brandellini (questo il nome del cliente) per una settimana in una cittadina per turisti sulle coste del Massachusetts, dove era stata ricostruita a uso e consumo dei gonzi (questa invece la spiegazione di Vergy) la Innsmouth del racconto “The Shadow Over Innsmouth” di H.P. Lovecraft. Il nome della struttura era, nella sua grande originalità, “Lovecraft’s Innsmouth”.

«Insomma», spiegò Vergy, «hanno costruito questa specie di Disneyland che rispecchia pari pari la città del racconto. Catapecchie cadenti, vicoli, l’albergo schifoso, la chiesa dell’ordine di quel… come si chiamava quello stronzo con le squame con il quale i cittadini stringono il solito patto blasfemo?»
Ritornai con la memoria ai tempi del liceo. «Dagon, direi. Lo aveva contattato un capitano del posto che era stato in non so quale località esotica e lì aveva saputo di questa creatura che, al prezzo modico di qualche sacrificio umano, avrebbe garantito pesce, oro e figa per tutti gli anni a venire.»
«Giusto, una cosa così. Aspetta, questa ti piacerà: per le strade girano anche delle comparse truccate come gli abitanti del racconto. Dei rachitici che camminano arrancando, puzzano di pesce e al posto della faccia hanno un mascherone da merluzzo. Bene, ora tu non ci crederai, ma sembra che esistano molti appassionati di questa spazzatura e il nostro professore è uno di loro. E vuole fare un salto a godersi cotanta bellezza. Tu e io lo dobbiamo accompagnare e proteggere. Da cosa, non saprei.»
«Sembra un compito abbordabile.»
«Già. Il guaio è che dicevano così anche dello sbarco in Normandia.»

DALLA PREFAZIONE DI FRANCO PEZZINI
“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di Disneyland lovecraftiana sulle coste del Massachusetts: una Innsmouth farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualco­sa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le cer­tezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”

Claudio Vergnani ha il dono del dialogo.
Scambi frizzanti e dissacranti che farebbero invidia al Joss Whedon di The Avengers. Giuro. Avete riso con Hulk che stende a mazzate Thor? Qui è meglio.
Lovecraft’s Innsmouth è un tributo a Lovecraft, certo, ma Lovecraft prende delle belle botte da Claudio e Vergy, che non gli perdonano la verbosità e il costante “Innominabile orrore, l’inconcepibile follia, ahhh, l’orrore indicibile” di cui sono infarciti i suoi (almeno per me) pesanti scritti. Ora, prendete due Mercenari, un po’ Bruce Willis, un po’ Stallone, un po’ filosofi e affidategli una missione: accompagnare un sedicente professore nel misterioso parco tematico ispirato a Lovecraft. Un momento: due mercenari in stile Expendables in un parco divertimenti? Che diavolo succede? Ecco, esatto. Che Diavolo? Che Dio? Che Grande Antico?
Claudio e Vergy sono figure impagabili nel loro disincanto, nella loro costante demolizione del mito. Grandi Antichi, mostri ancestrali? OK, ma loro il culo, loro, da lì lo vogliono portar fuori. INTEGRO. Nessuno, dico, NESSUNO fa pelo e contropelo a Claudio e Vergy.
Allora, è un horror o un comico? Non lo so. È la brillantezza di dialoghi scintillanti e scoppiettanti, è l’orrore dell’essere presi per la collottola da uomini pesce e portati a sfracellarsi dentro caverne marine solo per divertimento. La comicità non si sposa con l’orrore? Ho riso, ma signori miei, quelle nuotate forzate al limite dello scoppio dei polmoni, quelle caverne oscure dove farsi staccare la carne dalle ossa non si possono dimenticare. Vergy e Claudio sono due angeli e due dannati, due eroi e due che vogliono salvarsi la pelle, sono antieroi che dicono “no” quando chiunque altro chinerebbe il capo annuendo e piagnucolando. Lettura fortemente consigliata.

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E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

4 Commenti

  1. claudio vergnani
    10 febbraio 2016 at 13:38 — Rispondi

    Mille grazie 🙂

    • Babette Brown
      11 febbraio 2016 at 9:53 — Rispondi

      Caro Claudio, la recensione di Vittoria ha spinto parecchie persone a leggere il tuo romanzo. Io lo farò presto.

  2. 10 febbraio 2016 at 13:54 — Rispondi

    grazie Claudio Vergnani. Mi hai fatto grande compagnia in un momento difficile, davvero. Aspettavo la sera per andare da Vergy e sentirmi al sicuro. Grazie.

    • Babette Brown
      11 febbraio 2016 at 9:53 — Rispondi

      Quando un libro ti trasporta “altrove”. Talvolta ne abbiamo bisogno…

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