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Virginia Parisi ci parla di “Le Carte Veline”

Virginia Parisi è entrata nella mia libreria con un romanzo che mi ha colpito per la ricchezza della trama e per i personaggi meravigliosi: “La leggenda di Ghelbes Tal”, un fantasy robusto e avvincente. L’ho seguita con interesse e le ho chiesto di collaborare con due articoli. Oggi leggete il primo di essi, nel quale Virginia traccia la genesi della Collana “Le Carte Veline” (Edizioni Domino), rievocando con brio la genesi di quella fortunata collaborazione.

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L’iter della collana e aneddoti sulla sua creazione

Durante l’estate del 2008, Monica (*) mi manda un file di una storia che ha scritto, si tratta di qualche capitolo, fra il seguito del suo giallo, in un momento in cui il suo Mike Summers le chiede di fare un po’ di vacanza anche lui. La storia è gradevole, simpatica i personaggi mi incantano e mi fanno sorridere. E non vedo l’ora di leggere il seguito. Il romanzo rimane in sospeso fino all’inizio dell’autunno quando l’idea di una nuova collana per Domino si fa strada.

E così, parlando del più e del meno, in una delle solite chiacchierate notturne, il pensiero di quella storia non finita e di una storia che anche io ho per le mani, nata in una pausa di riflessione, mette radici più profonde. Il pensiero di scrivere per dilettare noi stesse, quando altri personaggi sono in silenzio stampa, e di dilettare un pubblico che ha voglia di sorridere e di emozionarsi con storie brevi, seppur di qualità, è argomento così interessante che l’idea diventa sempre più tangibile.

Il nome. Il nome è un’idea di Monica. Storie leggere. Impalpabili come sogni. Materia sottile come le carte veline appunto.

La colonna sonora. L’iter dei romanzi è tutto sommato abbastanza veloce. Ci diamo una scadenza, dei limiti di pagine. Fra la stesura di un capitolo e l’altro, mentre i personaggi prendono vita, si slanciano in paradossali e impreviste acrobazie sotto i nostri occhi, come è nostra abitudine, ascoltiamo parecchia musica. Ed è così che nasce l’idea di inserire in fondo al libro, per ogni capitolo, il brano che è stato fonte di ispirazione o semplicemente che ha scortato le immagini nella nostra mente lungo il nostro percorso creativo. Esattamente come la colonna sonora di un film in un cinema. Una colonna sonora. Come quelle che si ascoltano su un i-pod in spiaggia e che fanno da sottofondo alla nostra estate.

Le copertine. E fra un rimpallo di revisione e l’altro nascono le idee per le copertine. Compresa quella di Confini che farà parte della collana Mosaici.

Non vogliamo rinunciare alla qualità. Non stiamo facendo il verso ad altre collane, più o meno famose. Stiamo creando qualcosa di nuovo, certo già sperimentato, ma nuovo per noi come autrici. Ci affidiamo alle capacità straordinarie del fotografo torinese Gepi Solarino, un mio ex collega che per moltissimi anni ha lavorato nel settore pubblicitario a livello nazionale. Dalle nostre idee lui dà materia ad alcune bozze fotografiche. Il risultato è un connubio brillante di professionalità e inventiva, c’è colore, c’è tridimensionalità, il messaggio è semplice, preciso.

Perché Carte Veline

Le Carte Veline nascono dunque con un intento molto semplice. Quello di creare un momento di evasione, di intrattenere in maniera semplice e piacevole il pubblico, di emozionarlo, di sollevarlo e trasportarlo al di fuori della realtà, di fornirgli qualche ora di relax.

L’amore per la narrazione, il fascino dell’intreccio, il potere della fantasia, la voce dei personaggi sono elementi imprescindibili per chi ama scrivere. E sono in qualche maniera imprinting con i quali si viene al mondo, si finisce per convivere o venire a patti. Il più delle volte rimane comunque un privilegio straordinario che ci rende vivi e ci permette di credere che nel corso della nostra vita finiremo col non annoiarci mai.

Amiamo raccontare storie e amiamo in egual misura leggerle. Senza distinzione fra generi letterari, senza volerci ingraziare il favore della critica, ma ricercando esclusivamente il fine ultimo di intrattenere noi stesse e i lettori.

Il piacere di una buona lettura, il ritrovarsi nel mezzo di una vicenda gradevole, con personaggi interessati e arguti, alle prese con le loro scelte, con la loro ironia e i loro più intimi sentimenti è un mezzo di evasione straordinario che rende unico un pomeriggio sulla spiaggia, un viaggio in treno, un’ora in qualche sala d’attesa, una sola serata nella tranquillità della nostra casa dopo una giornata di lavoro impegnativa.

L’idea di Carte Veline

L’ispirazione arriva sempre da più parti. Non ha un percorso che è possibile prevedere e il più delle volte è un flash infinitesimale. Così diventano fonte di ispirazione il cinema, una serie tv, le parole di una canzone, una colonna sonora, una chiacchierata con un’amica e quindi la stessa realtà che ci circonda. Perché non è detto che l’intrattenimento non possa contenere ed essere mezzo attraverso il quale trarre spunti di riflessione sulla quotidianità o sulla vita reale.

Carte Veline è sogno, piacevole a dirla tutta, di una sostanza impalpabile eppure tangibile perché i personaggi vivono attraverso le pagine di un libro e possono farci sorridere, farci emozionare, condurci con loro attraverso una realtà parallela che tutto sommato non si discosta poi così tanto dalla realtà.

Carte Veline è un mondo perfetto, di amori imperfetti, di sentimenti autentici, di battaglie vinte, di scommesse perse, di temperamenti audaci, di antiche tradizioni, di paillettes e lustrini, di red carpet e isole sperdute, di antichi siti celtici, di fascino e intelligenza, di pudore e sfacciataggine, di verità e menzogne, di luoghi comuni e copioni prestabiliti, di autentici legami familiari e solide amicizie.

* Monica Lombardi

Il prossimo articolo di Virginia Parisi ci presenterà la genesi del suo ultimo romanzo “Il Centro del Dipinto”.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. Virginia
    5 giugno 2015 at 18:58 — Rispondi

    Babette non l’avevo visto!!!!! Che fantastica esperienza! Ci siamo divertite moltissimo. È stato un percorso che ricordo con grandissimo piacere. Il lavoro di squadra in un mondo cone quello della scrittura è davvero fondamentale. Come si cresce. Il confronto e l’aiuto reciproco sono preziosi e indispensabili. Grazie Babette!!!

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