Recensioni

Una scommessa per amore, di Jennifer Crusie

EDITORE: Leggereditore
(settembre 2011).
PAGINE: 400.
PREZZO: EURO 8,50 (copertina
flessibile, sconto di euro 1,50); EURO 1,99 (edizione kindle).
Minerva Dobbs ha un
piano per ogni evenienza, perfino per le nozze della sorella. La sua missione è
perdere i chili di troppo e trovare un accompagnatore che la faccia ben
figurare nel ruolo di damigella d’onore. Come se la rinuncia ai carboidrati non
fosse già abbastanza dolorosa, l’uomo che Min aveva accuratamente selezionato
per il matrimonio decide di mollarla a tre settimane dall’evento,
sguinzagliando poi sulle sue tracce il donnaiolo professionista Calvin
Morrisey. Per vincere una scommessa, l’affascinante sconosciuto dovrà
persuadere Min a concedersi a lui entro un mese. Ma quando lei viene a sapere
del complotto ordito ai suoi danni, decide di prendere le dovute distanze… Ma
la sua vita non finisce qui e dovrà presto vedersela con un ex infinitamente
geloso, uno psicoterapeuta testardo, un gatto estremamente astuto e la proposta
più pericolosa di quanto mai avesse potuto immaginare: il vero amore.

Dopo due mesi di flirt, quel deficiente di David pianta la
nostra Minerva perché lei ancora non si è decisa a “frequentare il suo letto” (trad. per le ragazze di oggi: non gliela dà)… 
Come incipit non è niente male e noi ragazze parteggiamo subito per Min che è
simpatica anche per quei chili di troppo che la madre taglia 40 odia e che la
fanno sembrare, invece, un succulento boccone per qualsiasi uomo (tranne David,
ma siccome lo disprezziamo da subito e gli auguriamo i peggiori tormenti, non
vale per la statistica amorosa).
Tutto bene, diremmo: essersi liberate di quel tizio non può
essere che una benedizione. E invece no! Min deve fare da damigella d’onore al
matrimonio della magrissima sorella (taccio per carità di patria sul vestito
orrendo che Min indosserà e che la farà assomigliare ad una balenottera) ma non
ha il cavaliere.
Aiutata da due amiche che vorremmo avere anche noi (uhm… su
Liza ho qualche perplessità, a dire il vero), si guarda attorno e… ci sarebbe
un uomo che le interessa, ma scopre subito che Calvin Morrisey, donnaiolo
professionista e bello da svenire, la corteggerà solo per vincere una scommessa
con quel viscidone di David. In palio, 10000 dollari, una bella sommetta.
La “Bestia” (non ho cambiato recensione, è sempre Cal) è
abituata a due mesi di passione con donne bellissime e magre, che lascia alla scadenza con molti auguri di buona fortuna
ed ogni bene. L’ultima malcapitata pascola per tutto il romanzo, cercando l’aiuto
di David per riconquistare la preda sfuggitale con guizzo felino al solo
sentire la parola “matrimonio”.
Min finge di stare al gioco, per garantirsi il cavaliere per
il matrimonio. Cal, fra un bacio ed una cenetta (quei piatti e quei bocconi
sono meglio descritti di una scena hot), si dimentica della scommessa e comincia
a guardare Min con occhi vogliosi prima, stregati ed innamorati poi. Delizioso,
a questo punto, il dialogo fra i due:
“Ti fidi di me?” disse
Cal, sorpreso e lusingato. “Credevo di essere una bestia”.
“Lo sei” disse Min. “Ma
di solito mi dici la verità. La maggior parte delle volte.”
Cal smise di mangiare.
“Tutte le volte. Non ti ho mai mentito.”
“Già” disse Min,
tagliando corto. “Allora, cosa dovrei fare riguardo ai chili di troppo?”
Cal poggiò la
forchetta. “Okay, ecco la verità. Non sarai mai magra. Sei una donna formosa. Hai
dei fianchi larghi, un corpo pieno e il seno abbondante. Sei…”
“In carne” disse Min,
con amarezza.
“Prosperosa” disse
Cal, osservando il movimento gentile del suo seno sotto la felpa.
“Abbondante” ringhiò
Min.
“Opulenta” disse Cal,
ricordando la sua mano su quelle curve morbide.
“Paffuta” disse Min.
“Morbida, formosa e
invitante. Ti avverto che mi sto eccitando” disse Cal, accusando un leggero
giramento di testa.
Un po’ alla volta, scopriamo che Cal ha alle spalle una
famiglia da brivido: “Non ti importa?” “Che
tua madre sia una strega, che tuo padre sia un bastardo e che tuo fratello sia
un idiota altezzoso? disse Min. “No, perché dovrebbe importarmi? Non sono la
mia famiglia. Che ora ho pesantemente rivalutato e per questo ti sono debitrice…”.

Secondo la povera-scaricata-psicologa-Cinthie è la famiglia la causa del
comportamento ti prendo-ti lascio di Cal e, speranzosa, afferma che Min farà la
fine di tutte le altre.
Naturalmente, NOI sappiamo invece che il lieto fine è dietro
l’angolo e che, fra numerosi spuntini  / colazioni
/ pranzi /cene raccontati con la perizia di una scrittrice di romanzi zozzetti,
un gatto che arriva da non si sa dove, amiche che si mettono in mezzo, amici
idem, avversarie/i in amore subdole/i, l’amore nasce, cresce e ingrassa in modo
sconsiderato.
Dialoghi scoppiettanti che ricordano certi film meravigliosi
con Cary Grant e Grace Kelly, Catherine Hepburn e Spencer Tracy, che voi
ragazze magari non conoscete per niente, ma che hanno indelebilmente marchiato
noi vecchie signore.
Personaggi di contorno deliziosi: Jennifer Crusie ha la mano
felice nel delinearli con poche parole, dandoli in pasto alle vicende
secondarie che ruotano intorno alla storia di Min e Cal.
Ho scoperto solo adesso questo libro uscito nel 2011 e non
ho saputo resistere alla tentazione di ricordarlo a tutte voi, amiche care.

Cinque stelline!

P. S. Min ama le scarpe e indossa modelli da urlo. Come potremmo non amarla?

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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