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Una luce nel buio, Laura Gay

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In poche righe, Laura Gay condensa una deliziosa storia d’amore. Guido è cieco, ma il suo cuore vede benissimo l’amore che brilla in Carolina.

Firenze, 1862

Guido deglutì e allungò una mano verso il viso della fanciulla. Non poteva vederla, ma percepì la sua confusione dal lieve tremore delle palpebre abbassate. Doveva essere bella, lo sentiva dall’odore: una lieve fragranza di fiori selvatici. Deliziosa.
Fece scorrere i polpastrelli sulla sua fronte aggrottata, sul nasino impertinente e poi sulle gote, fino a raggiungere le labbra. Quelle labbra che da giorni invadevano i suoi sogni e che erano leggermente dischiuse, come in attesa di un bacio.

«Non potete amarmi» disse, e parlò con la stessa calma che avrebbe usato in una conversazione futile, a un noioso ricevimento. Eppure il sangue gli pulsava dentro le orecchie e la sua voce sembrava provenire da molto lontano. «Sono solo un povero cieco, vi rovinereste la vita, al mio fianco.»
La sentì sospirare. «Siete uno sciocco testardo! Non potete impedirmi di amarvi. Al cuore non si comanda.»
La sua veemenza lo colse di sorpresa e lo intenerì allo stesso tempo. Ah, se solo fosse stato possibile sognare! Sentiva le labbra secche ed era pervaso da una smania febbrile che non aveva mai provato in vita sua. Desiderava follemente baciarla, perdersi nella sua dolcezza. Tutti i suoi muscoli erano tesi, ora, e il cuore gli batteva contro le costole.
Carolina appoggiò la fronte alla sua. Erano così vicini che percepiva il suo respiro sul viso.

«Vi prego, ascoltatemi. Vi chiedo soltanto di accettare il mio amore, non voglio altro da voi. Non mi interessa raggiungere la sicurezza economica col matrimonio, né ottenere un titolo nobiliare sposando il figlio di un duca. Desidero solo il vostro cuore.»
«Quello l’avete già.»
Lui cercò la sua mano e la strinse. Era calda e morbida fra le sue dita.
Carolina si fece più audace e posò le labbra sulle sue, facendolo trasalire. A quel punto non poteva più resisterle: emise un gemito, di gola, quasi un ringhio animalesco, e la baciò. Solo allora capì di non poter vivere senza di lei. Carolina era la sua luce nel buio, il faro che avrebbe guidato i suoi passi nei giorni a venire e, cielo, lui l’amava!

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Laura Gay nasce a Genova dove tuttora vive, insieme al marito e a un cagnolino. Ama i libri, il cinema, la musica e gli animali.
Scrive da quando era bambina perché solo attraverso la scrittura riesce a esprimere se stessa e a volare con la fantasia.
Ha pubblicato vari romanzi e racconti, sia di ambientazione storica che contemporanea.
Laura collabora con La mia biblioteca romantica, gestisce una rubrica di consigli di scrittura creativa sul blog di Insaziabili Letture ed è socia di EWWA (European Writing Women Association).
Attualmente è curatrice della collana di racconti erotici “Senza Sfumature” per conto di Delos Digital e il suo ultimo romanzo erotico presto verrà pubblicato dalla casa editrice Newton Compton.

Laura Gay è ben conosciuta ai lettori del nostro Blog. Potete trovarla su Amazon.

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E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

1 Commento

  1. Laura Gay
    3 settembre 2016 at 11:44 — Rispondi

    Grazie di aver ospitato il mio racconto nel blog. Spero con queste poche righe di trasmettere una piccola luce di speranza nei cuori delle vittime del terremoto. Un abbraccio a tutti coloro che leggeranno e che vorranno dare il loro contributo.

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