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Un rinfresco vittoriano: Federica Soprani e Vittoria Corella presentano “Victorian Solstice”

Diario di una giornata particolare. Federica&Vittoria (altri complici saranno man mano smascherati) si apprestano a offrire libri e pasticcini al pubblico parmense, affamato di libri e cupcakes.

6 giugno 2015.

Parma è stretta in una morsa di caldo afoso, come solo una città abituata a tassi sconcertanti di umidità può vantare. Un po’ meno di Jask in Iran, ma là non devi sfidare l’asfalto bollente per portare un carico di cupcakes e  sandwich al cetriolo in un centro storico che sembra la succursale di Atlanta nella prima stagione di The Walking Dead…
Sì, perché noi le presentazioni le facciamo così, offrendo un ricco rinfresco, rigorosamente vittoriano, ai nostri affezionati lettori. Ci sembra il minimo quando essi si mostrano disposti a sfidare il caldo e a immolare il sabato pomeriggio a noi. C’è da dire che forse sarebbe bastato il miraggio della nostra Londra nebbiosa e fredda per lasciarsi tentare, ma siamo scrittrici generose, ai limiti della filantropia, che volete farci?
La realizzazione di questo evento ha richiesto che Federica chiedesse un giorno di ferie dal lavoro. Infatti è stata lei l’artefice dei 90 cupcakes, realizzati con la lussuriosa piastra che Vittoria ha pensato bene di regalarle lo scorso Natale, inconsapevole di quello che avrebbe scatenato. Così, quando l’impagabile sodale la raggiunge la mattina dopo, Federica può già vantare un frigorifero pieno di dolcetti soffici guarniti con crema di burro rosa, crema al limone gialla, ganache al cioccolato, e un tripudio di lustrini, zuccherini, palline colorate e chi più ne ha. Alle due non resta che buttarsi sulla preparazione del buffet salato, sotto l’egida inflessibile di Monia, che le dirige in una catena di montaggio efficace e spietata nella realizzazione di sandwich al cetriolo, alle uova ed erba cipollina e di tartine alla spuma di salmone e aneto.
Così armate di tutto punto le nostre eroine vittoriane sfidano la canicola dirigendosi verso il luogo della presentazione, la libreria Ubik in Via Oberdan a Parma. La guida spericolata di Federica costringe a un certo punto Vittoria a improvvisarsi acrobata del Cirque du Soleil, a metà tra la giocoliera e la contorsionista, mentre cerca di tenere fermi i vassoi impilati gli uni sopra gli altri sul sedile posteriore per impedire che tutta la raffinata architettura culinaria vada a farsi benedire. Lo spettacolo di lei buttata di traverso tra i sedili anteriori e quelli posteriori lascerà un ricordo indelebile negli occhi e nel cuore dei fortunati parmensi che hanno avuto la fortuna di vederla.

Nonostante tutto riescono a raggiungere la mèta. La libreria è già gremita, molti volti amici che si accalcano ad accoglierle sulla porta chiedendo se possono aiutare a portare dentro vassoi e scatole, altri, sconosciuti, che osservano incuriositi. Per un po’ è tutto un darsi da fare a sistemare il tavolo del rinfresco (rigorosamente off limits fino alla fine della presentazione, con minaccia di amputazione di arti random a chi oserà contravvenire). Intanto continua ad arrivare gente, e la libreria, che in un primo tempo era sembrata grande, si restringe sempre di più. Spiccano tra tutti i ragazzi vestiti in abiti vittoriani, velluto nero e accessori desueti che contrastano con la freschezza degli abiti estivi degli altri ospiti.

Finalmente la presentazione ha inizio. Salvo, titolare della libreria, è bravissimo a mettere a loro agio le autrici, soprattutto Vittoria, che viene immediatamente tacciata di essere, delle due, quella ‘cattiva’. La cosa, nemmeno da dire, la mette subito di ottimo umore. Le domande sono argute, non banali, spaziano ampiamente sull’intera raccolta, esaminando il mondo di Victorian Solstice in tutti i suoi aspetti. Il pubblico segue, partecipa, ride apertamente a certe affermazioni, che non sono battute, ma l’atmosfera è così rilassata da tirare fuori il meglio del peggio a tutti. Memorabili alcune dichiarazioni di Vittoria riguardo alla bontà patetica di Jonas Marlowe e in generale alla sua difficoltà a creare personaggi dotati della benché minima empatia.
Le letture eseguite da Simonetta Checchia sono ascoltate in religioso silenzio.
Alla fine Salvo cede la parola al pubblico per nuove domande. La più ricorrente è: ma ci sarà un quinto episodio? Federica ne approfitta subito biecamente, mettendo Vittoria davanti a un inevitabile fatto compiuto: il popolo lo vuole! La sciagurata è costretta a lasciarsi strappare una mezza promessa che sì, si può fare. Inebetita dal caldo, confessa poi che lei e la compagna di merende stanno per pubblicare un romanzo steampunk, “Le infernali macchine del dottor Morse”, primo capitolo di una nuova serie, intitolata “Victorian Vigilante”. Tripudio fra gli astanti.
Finalmente tutti si dirigono al buffet, mentre le due autrici firmano i libri con dediche più o meno ispirate. Quella che si respira è un’aria di festa, sarà per il prosecco, sarà per i dolci, sarà perché tutti sembrano davvero felici di aver deciso di passare così il pomeriggio di quel sabato afoso.
Alla fine la gente non si decide ad andarsene. I gestori della libreria iniziano a mettere in ordine sedie e tavoli, mentre ancora si mangia, si chiacchiera, si ride. Solo quando iniziano a diventare apertamente ostili ci si sposta fuori, e ancora si indugia in strada, a rimandare un inevitabile commiato.
Alla fine le famigerate autrici tornano alla base, con i piedi distrutti dai tacchi, i vassoi vuoti, pochi libri rimasti, esauste, ma soddisfatte. Per presentazioni così vale ben la pena di perdere un giorno di lavoro, anche qualche notte di sonno.
I racconti di Federica Soprani e Vittoria Corella sono pubblicati da Lite Edition. Disponibili in formato ebook sui principali store on line. Per chi fosse interessato, oltre agli e-book dei singoli episodi disponibili ai link indicati di seguito, esiste una versione cartacea esclusiva che li raccoglie tutti e che può essere richiesta all’indirizzo [email protected]
Maggiori informazioni sul sito: www.victoriansolstice.it

Londra 1890: Babele, Gran Forno, Inferno e Paradiso. Capitale del Mondo Occidentale. Dai fasti di Buckingham Palace al Popolo degli Abissi, passando per il rutilante mondo della potente borghesia in ascesa. Delitti, intrighi, passioni, amore e morte. Il Crepuscolo di un’epoca, l’agonia del Lungo Ottocento che ha ormai perso la sua innocenza.
Episodio 1:  La Società degli Spiriti
Jericho è un Medium dei bei salotti. Jonas un investigatore che non crede nel paranormale. Quando Lord Kynaston viene trovato fatto a brandelli nel suo studio chiuso dall’interno, il Medium che parla con i morti e il poliziotto più scettico di Scotland Yard sono costretti a lavorare insieme loro malgrado. Dai bordelli per ricchi annoiati fino alla casa del vizio più pericolosa del West End, una detective story vittoriana oscura e sensuale.
Episodio 2: La Lega dei Gentiluomini Rossi
Scompaiono, uno dietro l’altro. Tutti giovani, bellissimi e con una caratteristica in comune. Se c’è una cosa che Jonas detesta sono i casi irrisolti. Se c’è una cosa che Jericho ama è aiutare Jonas a risolvere questi casi, e il viaggio da incubo parte dai quartieri bassi per salire su, fino a sfiorare la Corona D’Inghilterra. Ci sono cose che nessuno deve sapere e gente che va fatta tacere con le buone o con le cattive.
Episodio 3: I Figli del Pozzo di carne
Nella Londra Vittoriana Uomini Neri e Boogeymen esistono davvero. I Mostri sono veri e hanno fame. Vengono e portano via quelli che hanno più paura. Per sconfiggere i Mostri ci vuole coraggio, follia e un pizzico di disperazione. Una nuova avventura di Jericho e Jonas nella pancia della Londra più nera.
Episodio 4: I Fantasmi dei Natali passati
Come in ogni Vigilia di Natale Vittoriana che si rispetti, i fantasmi fanno visita ai vivi allo scoccare della mezzanotte. Ma nella Londra gotica e maledetta di Victorian Solstice gli spiriti si lasciano dietro i cadaveri di chi conta poco o niente. Per la J&J Investigations però tutti sono importanti. Tutti meritano giustizia. Per gli ‘innominabili’ di Londra, Jericho e Jonas sono disposti a guardare in faccia i loro vecchi fantasmi.

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