Recensioni

Un diavolo per capello, di Angela Cutrera

EDITORE: Emma Books (ottobre
2013).
PAGINE: 215.
PREZZO: euro 4,99 (ebook).
Si dice che il cane sia il miglior amico dell’uomo e
il parrucchiere quello della donna. In un salone di bellezza in uno dei
quartieri più caratteristici di Roma, Garbatella, tra una piega e un colore,
passano le storie, le illusioni e le speranze di due donne, Virginia, cliente
affezionata e copywriter con un divorzio alle spalle, e Venusia, frizzante e
sprovveduta sciampista.
La metodica routine di Virginia è sconvolta dall’irruzione
di Venusia, che la coinvolgerà in tutti i modi per realizzare il proprio sogno:
apparire in televisione. E Virginia imparerà a sue spese che ogni tanto la vita
è spettinata. Spettinata, ma sorprendente.
Una commedia che farà ridere e pensare, ambientata nel
luogo privilegiato delle confidenze e dei racconti femminili, panacea di tanti
piccoli dolori, elisir di fiducia e iniezione di positività.
 

Le recensioni su Amazon: chi
odia questo romanzo, chi lo ama. Non ci sono vie di mezzo. Io mi butto fra
quelli che hanno apprezzato la verve comica di Angela Cutrera. Certo si sorride
e non ci si sganascia: non essendoci un filo di volgarità nella vicenda e nel
linguaggio dell’autrice, posso capire come il romanzo non sia piaciuto a certi
palati “forti”.
Torniamo alla storia.
Ogni mercoledì e ogni sabato,
a meno che le calamità naturali obblighino i comuni mortali a rimanere
asserragliati a casa, Virginia va dal parrucchiere. Con lo stesso spirito con
cui si va dallo psicanalista: per stare bene con se stessi.
Fra uno shampoo ed una messa
in piega, Virginia si destreggia con il lavoro di copywriter, un gatto-padrone
e l’ex marito, con cui mantiene una strampalata pseudo-amicizia che non fa bene
a nessuno dei due.
Venusia (si chiama proprio
così e, da ex insegnante, ho visto una torma di Samantha-Samanta-Samantah,
Kevin, Genny, Gessika trascinarsi fra aule e corridoi delle scuole) ha sedici
anni. Non sa parlare, non sa recitare, non sa ballare, non sa cantare. Ovvio che
desideri spasmodicamente fare televisione. Svampita come solo una sedicenne può
permettersi di essere e gravata da un pesante accento di Latina, la nostra
ragazzetta chiede consigli a Virginia. Che, presa da raptus materno (?), li
elargisce. Diciamo la verità: spera solo di cavarsela dai piedi.
I consigli funzionano!
Venusia mette su Youtube le sue sconclusionate considerazioni (oggi mi
piacciono le parole lunghe) su una trasmissione che si chiama “Giulietta e
Romeo” e che richiama certe robe tremende che la TV ammannisce nel pomeriggio. I
filmati hanno successo, Venusia viene chiamata in trasmissione come
opinionista. Buca lo schermo!
Il resto non ve lo racconto. C’è
anche una storia d’amore con un certo Riccardo, giornalista free lance, che fa
girare la testa a Virginia (era ora, cara mia!).
Letto con piacere dalla prima
all’ultima pagina.
Quattro stelline.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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