Recensioni

Un amore di fine secolo, di Viviana Giorgi

Titolo: “Un amore di fine
secolo”.
Autore: Viviana Giorgi.
Editore: Emma Books (Collana
Emma Books Vintage).
Prezzo: euro 4,99 (ebook).
La mia valutazione: quattro
stelline.

Un uomo non ha il diritto di essere tanto seducente, che sia un principe o un semplice… Questo pensa Camille Brontee, giovane inglese da poco sbarcata a New York, nell’attimo in cui il suo sguardo si posa per la prima volta sull’impetuoso e imprevedibile Frank Raleigh, scambiandolo per un facchino. E quando, poche sere dopo, lo incontra di nuovo in un palco del Metropolitan, affascinante nel suo impeccabile abito da sera nero, a pensare non riesce neppure, perché il respiro all’improvviso le si blocca in gola. Inizia così, nell’ottobre del 1898, l’avventura di Camille Brontee nel Nuovo Mondo, dove tutto è possibile, dove persino una donna può guadagnarsi un posto in un universo maschile come quello della redazione di un giornale. Nel suo consueto stile brillante e arguto, Viviana Giorgi ci racconta un’appassionata quanto tormentata storia d’amore ambientata, tra realtà e finzione, nella New York moderna e vibrante del mondo dell’editoria e della high society, ma anche dei conflitti sociali e delle prime rivendicazioni femminili. Non solo. C’è un altro personaggio che sgomita e spinge lungo tutto il romanzo per emergere: è il Novecento, il nuovo secolo, con le sue promesse e le sue speranze. L’AUTRICE Ex giornalista, milanese, amante dei bassotti e dei gatti rossi, Viviana Giorgi scrive per lo più commedie romantiche contemporanee, più speziate che sfumate, con eroine decise, ma un po’ imbranate e non certo sofisticate, ed eroi gloriosamente da sballo. Tra una romantic comedy e l’altra, ogni tanto si lascia tentare anche dal lato più sorridente e vivace del romance storico, suo primo indimenticato amore. Il lieto fine per Viviana Giorgi? Obbligatorio e altamente glicemico, sia che la sua eroina vesta in jeans o in stile impero. Perché, come ripete spesso: se si deve sognare, meglio farlo alla grande, no?
Ecco un’eroina che ci piace!
Camille, abbandonata al porto di New York dal fidanzato fedifrago, detto anche “bastardo americano”, non si
perde d’animo. Dopo qualche giorno, la troviamo confortevolmente sistemata a
casa di conoscenti e in prova come giornalista presso il quotidiano
super-prestigioso “Daily”. Che, guarda caso (Viviana Giorgi ti adoro!)
appartiene ad un uomo super-mega-alfa. Testosteronico quanto basta, affascinante,
spregiudicato, Frank Raleigh ha tutte le doti che amiamo in un protagonista di
storie d’amore. Che Camille caschi come una pera cotta fra le sue braccia è
motivo di consolazione per tutte quelle che, come me, l’amore ha un po’
dimenticato.
La nostra si fa strada in un
ambiente che più maschile non si può: siamo nel 1898 e una donna nella
redazione di un quotidiano è qualcosa di inaudito, a meno che non si occupi di
ricette di cucina. Camille comincia la sua carriera rispondendo alle lettere delle
lettrici (cucina, bon ton, cosa mi metto per la visita pomeridiana alla futura
suocera che, guarda caso, non ne vuole sapere di me, eccetera), poi comincia
con interviste di un certo spessore. Dimostrando a tutti, e a se stessa
(autostima, autostima!) di non essere solo una bella ragazza, ma di avere un
cervello di primissimo ordine. Anche se questo benedetto cervello le va in
pappa non appena mette l’occhio su Frank Raleigh. La comprendiamo, ma NON la
compatiamo. Semplice invidia.
Dal momento che c’è chi non
vede un maschio decente e chi, invece, abbonda in fatto di pantaloni al
seguito, a Camille non manca un adoratore di riserva. Ken Benton, erede di uno
dei più bei patrimoni della Grande Mela,  è un uomo adorabile (cara Camille, se proprio
non lo vuoi, io sarei più che disposta a prendermelo in casa. Grazie.) e cerca
in tutti i modi –leciti, NON è Frank Raleigh- di coronare il suo sogno d’amore.
Come andrà a finire? Lo intuiamo,
lo sappiamo… ma è così divertente seguire le vicisssitudini di questi bei
personaggi!
Intorno a loro, New York alle
soglie di un nuovo secolo. Una città che è l’altra protagonista di questa
storia d’amore e di emancipazione femminile.
Viviana Giorgi, con il suo
stile inimitabile, ci regala un’altra storia deliziosa.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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