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Tutta colpa dello Yoga, dice Laura Schiavini

Simona Liubicich è donna di forti contraddizioni: il romance contemporaneo non è nelle sue corde, ma questo libro di Laura Schiavini l’ha premiato con cinque stelline!

Titolo: Tutta colpa dello Yoga.
Autrice: Laura Schiavini.
Genere: Romance contemporaneo.
Editore: Newton Compton.
Prezzo: euro 4,99 (ebook); 8,42 (cartaceo).
http://www.amazon.it/Tutta-colpa-dello-eNewton-Narrativa-ebook/dp/B010U3T192/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1455189227&sr=8-1&keywords=tutta+colpa+dello+yoga

Mimì ha trentadue anni, è laureata in psicologia ed è alla disperata ricerca di un lavoro. L’esame per un posto da psicologa non è andato come sperava, e deve adattarsi a fare “l’esattrice” con un contratto a termine di soli tre mesi in un’azienda che concede prestiti: un momento pessimo e senza grandi prospettive per il futuro. Così, per trovare un aiuto, spinta dalla sua amica Franca, che ha capito il periodo di crisi, si iscrive a un corso di yoga. Migliorare se stessa e recuperare l’equilibrio interiore che ora le manca: ecco cosa desidera. Ma galeotto sarà lo yoga… Ben presto infatti la semplice ammirazione per Swami, il suo maestro, si trasforma in qualcosa di ben poco spirituale… A complicare le cose entra in scena un altro uomo: Enrico, il suo capo, il classico tipo bello, griffato e molto, molto antipatico. L’antitesi di Mimì. Ma, come si sa, gli opposti si attraggono, e ben presto Mimì si troverà a dover scegliere: da una parte l’amore che pensa di provare per Swami e dall’altra la passione per Enrico…

Innanzitutto, così potete linciarmi subito, vi dirò che il romance contemporaneo non è tra le mie letture preferite, è solo una questione di de gustibus.

Dopo questa confessione, posso anche iniziare a parlare di questo GRAN BEL ROMANZO (sono contorta, eh?).

Ebbene sì, come tutti gli altri libri di Laura, mi è piaciuto davvero molto.

Laura Schiavini, ancora una volta, con questa sua opera, ci firma la conferma di essere un’ottima autrice: il suo stile, la sua ironia e la trama di un romanzo non scontato, ci catturano fino all’ultima pagina.

È una favola moderna, la sua, una storia ambientata ai giorni nostri con tutti i crismi e casini di un romanzo d’amore.

Mimì ha toccato la prima fatidica boa, quella dei trent’anni, è in possesso di una laurea in psicologia e, ahimé, vive ancora con i genitori a causa della crisi lavorativa, come molti di noi al giorno d’oggi, perseguitati dal miraggio di un incarico che non accenna a giungere. È una giovane disincantata, Mimì, anche scoraggiata poiché, nonostante tutti i tentativi perpetrati per cercare di far saltare fuori un impiego che le permetta di esser indipendente, nulla sembra in vista all’orizzonte. Così, per cercare di trovare un poco di conforto alla depressione, segue il consiglio della sua amica Franca e si iscrive… badate bene, a un corso di Yoga…

(potrei farlo anch’io, in effetti… forse mi servirebbe )

NIENTE SPOILER come al solito, ok?

Qui entra in gioco Swami, il maestro yoga… eh, sì, perché a Mimì la vita riserverà una svolta del tutto imprevista, come anche nel lavoro, che finalmente busserà alla porta, anche se non sarà proprio ciò che lei, con la sua laurea in psicologia, sperava di ottenere: un’azienda che si occupa di prestiti. Ma il destino le serba anche ben altro: un’altra persona, che lei non avrebbe mai nemmeno lontanamente previsto, entrerà  a sconvolgere la sua vita. Ovviamente, care lettrici, di uomo si parla, ma taccio sui particolari e vi incuriosisco, per farvi capire che Mimì dovrà cercare la sua strada, il suo cammino nella vita.

Ci riuscirà, secondo voi?

Mimì è una giovane donna come potrebbe essere ognuna di noi, una “normale” nella sua quotidianità, con i suoi problemi, i suoi pensieri e preoccupazioni. Qui non abbiamo eroine da cinema, ma solo una sit di vita, uno spaccato quotidiano. È bello, perché è facile pensare, mentre si legge,”questa potrei essere io”; questo è ciò che mi piace di Laura Schiavini, la sua capacità di rendere il protagonista umano e adatto alla nostra realtà.

Ma, attenzione… perché qui parte una caratteristica della nostra protagonista che è riuscita a catturare la mia totale attenzione. Mimì ha un “dono” speciale, una cosa davvero particolare e non vi dirò qual è per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate solo che Laura ha inserito una pennellata strana in questo romanzo ed è ciò che ha dato un pathos del tutto particolare alla storia, rendendola unica e… divertente.

Gli uomini nella vita di Mimì, come avrete capito dalle mie poche indicazioni, sono due: Swami, il maestro di Yoga ed Enrico, il nuovo datore di lavoro. Due persone completamente differenti per modo di pensare e agire, ma che ho apprezzato nella loro dissomiglianza.

Un’altra caratteristica che amo dei libri di Laura, sono le descrizioni degli ambienti: ti porta dentro il set, ti “mostra” cosa sta accadendo, ti ritrovi a girare con i protagonisti in zone che lei descrive con sapiente maestria. Trieste, luogo a me particolarmente caro (insomma, io in questo libro sono un po’ di parte…), città che lei conosce profondamente e che riesce a far conoscere anche a chi non ci è mai stato.

Un cammeo particolare lo riservo alla famiglia della protagonista, i suoi genitori. Sono personaggi marginali, secondari, ma non per questo trattati con superficialità perché sono riuscita a cogliere l’amore e il calore che Laura desiderava trasmettessero e mi hanno ricordato tanto il mio papà e la mia mamma.

Unico argomento di cui mi è un po’ difficile parlare è proprio quello trattato dalla nostra autrice: lo yoga, semplicemente perché non lo conosco e devo essere di nuovo sincera, non mi ha mai attirata in quanto ho bisogno di scaricare i nervi con discipline pesanti, tipo infilarmi i guantoni e prendere a pugni  e calci un sacco da combattimento, con le mie misere basi di savate.

Laura Schiavini si conferma ancora una volta una vincente: ha una scrittura che scorre veloce, non si inceppa, non ti fa tornare indietro per rileggere, mostra al lettore ciò che scrive con una resa perfetta e con flash back al momento giusto che aiutano a comprendere meglio alcuni passaggi della storia. Gli argomenti trattati, al di là dello yoga, sono l’amore, non solo per un partner, ma amore per la famiglia, il senso del focolare e dell’unità familiare, oltra alla disoccupazione, questo precariato che stringe il nostro Paese in una morsa, la psicologia che viene usata per portare aiuto alle persone in difficoltà.

Insomma, questo romanzo va letto con la consapevolezza di entrare in un mondo che non ci racconterà solo una storia d’amore, ma una fetta di vita vera, vissuta con cognizione, problemi, delusioni e felicità.

Mimì: una di noi.

OoO

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Soffro di insonnia, amo la luna, non amo il sole. Presuntuosa, credo sempre di avere ragione, spesso è proprio così. Riconosco i falsi, gli invidiosi, gli opportunisti e i leccapiedi con fiuto di un segugio. Non ho paura di esprimere ciò che penso e poco mi importa delle critiche, specialmente di chi per me non conta niente. Ho pochissimi amici, ma veri, quelli che non ti piantano un coltello nella schiena alla prima occasione ma sempre pronti a sostenerti. Amo il lusso in tutte le sue forme. Amo il freddo glaciale. Amo viaggiare, ho sempre una 48 ore pronta alla partenza. Amo il sushi, i ristoranti e gli hotel lussuosi. Odio la volgarità in tutte le sue forme, soprattutto non tollero le donne volgari (ma nemmeno gli uomini…) Vado in battaglia con la spada sguainata e non accetto sconfitte… Porto rancore ai torti subiti e non dimentico mai, aspettando la vendetta. Chi mi pesta un piede si aspetti il ritorno con gli interessi…

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Simona Liubicich

Simona Liubicich

Eccomi qui, come il prezzemolo sempre in mezzo!
Chi sono? Una pazza che passa la giornata a rincorrere la figlia tra lezioni di danza, stage, concorsi e nel tempo che le rimane, dopo aver sistemato tutto il resto (come Cenerentola, però senza il culo di essere principessa)... scrive!

2 Commenti

  1. Laura Schiavini
    2 marzo 2016 at 8:34 — Rispondi

    Grazie mille Simona per questa bellissima e lusinghiera recensione!

    • Babette Brown
      2 marzo 2016 at 12:22 — Rispondi

      … la Simona le cinque stelline le dà con moooolta parsimonia!

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