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Trilogia de “La Stratega”: presentazione

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Trilogia di Giovanna Barbieri e non avete mai avuto il coraggio di chiedere. Faccio il verso a Woody Allen… mentre lascio la parola all’autrice.

Ciao a tutti,

come sapete, amo la Storia e suoi misteri. Quello che forse non sapete è il motivo del mio amore. Durante l’infanzia, ho iniziato dapprima a leggere i classici romanzi per bambini, ma verso i nove anni mio padre mi ha regalato “Sinouhé l’egiziano”. È stato subito amore e da allora non ho più smesso di leggere romanzi storici e di guerra.

P. S. Nonostante i tentativi paterni di farmi apprezzare Dickens… niente da fare, ancora oggi cado in depressione con Oliver Twist.

Una sera, era il lontano 2009, stavo leggendo un saggio di Castagnetti sulla castellizzazione in Valpolicella, e mi è venuta l’idea di ambientare un romanzo nella mia terra. Non solo uno storico, ma un viaggio nel tempo. Non avevo mai scritto nulla di eclatante sino a quel momento e la genesi è stata piuttosto lunga e difficoltosa (non so quante volte ho variato delle parti). I seguiti li ho scritti l’anno seguente, dopo aver letto un altro saggio, “Downfall of the crusader Kingdom by W.B. The History Press”. Anche questi due romanzi sono stati rimaneggiati, variati, riscritti diverse volte prima di arrivare alla stesura finale. Ho cartelle su cartelle di revisioni sudate.

Nella trilogia, ci sono tre coppie: Alice, la donna del futuro che all’improvviso si ritrova nel XII secolo; Lorenzo Aligari, il monaco-guerriero ospitaliere costretto a ritornare a Gerusalemme, costituiscono la prima; poi incontriamo la contessina Chiara Aligari, giovane sorella di Lorenzo, forzata a sposare un vecchio nobile, ma che sospira per l’arciere Luigi; e l’ancella Angelica innamorata da sempre di Matteo il costruttore, vedovo e padre di due figli. Amo le storie d’amore sofferte, difficili, combattute: a mio avviso sono quelle che si ricordano di più. Quindi nella trilogia troverete sì grandi battaglie del passato, ma anche scene romantiche e alcune piccanti. Nel terzo volume, farete la conoscenza di Isabella, la figlia di Lorenzo e Alice, innamorata del giovane rabbino Abraham. Il loro è un amore proibito, i cristiani infatti odiano gli ebrei. Troverete anche Martina, l’attraente figlia di Chiara e Luigi, che dapprima accetta di sposare un ricco nobile di Gerusalemme, ma alla fine cederà alla passione per un cavaliere poulain squattrinato.

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La stratega, Anno Domini 1164

“La stratega, anno domini 1164”, seconda versione de “1164, l’assedio di Rivoli”. Romanzo storico-fantastico. Dopo un forte temporale Alice, una giovane donna del XXI secolo, si ritrova nel 1163, in un bosco della bellissima Valpolicella. Cos’è accaduto? Chi l’ha inviata nel 1163 durante la lotta degli anti-imperiali contro l’imperatore Federico il Barbarossa e perché? É stata una casualità o un disegno divino? Ferita e confusa, Alice viene soccorsa da una famiglia di contadini semi-liberi, che la conduce all’abbazia del Sacro Cuore di Arbizzano, dove viene curata dalle gentili monache e apprende l’uso delle erbe medicinali. Una volta guarita e portata nel castello di Fumane, dovrà decidere come agire: lottare per ritornare nella sua epoca oppure, per fuggire alle ingiuste accuse di stregoneria, partecipare all’assedio di Rivoli del 1165 a fianco del cavalier Lorenzo Aligari del quale s’innamora perdutamente.

Il sole di Gerusalemme, A. D. 1165-1170

Le antiche vie romane, che portano alla città santa, sono irte di pericoli. Tra naufragi, imboscate della setta degli Assassini, carestie e malattie riusciranno Alice, Lorenzo, Chiara, Luigi, Angelica e Matteo con i rispettivi bimbi a raggiungere sani e salvi Gerusalemme? Cosa ne sarà della relazione amorosa tra Alice, la donna del futuro e Lorenzo, il monaco ospitaliere in una terra che promette ricchezze, ma anche pericolosa come nessuna?

Il ritorno, A. D. 1170-1180

Durante le numerose e sanguinose battaglie tra Salah Ad-Din e Baldovino IV, Alice è accusata di operare il Male. Terrorizzata di essere perseguitata e imprigionata, decide di fuggire da Gerusalemme convincendo Lorenzo, Isabella, Chiara, Martina a seguirla verso la valle Provinianensis. Cosa ne sarà della combattuta relazione tra la figlia Isabella e il giovane rabbino Abraham? E Martina riuscirà a persuadere Bérnard de Grenier a scappare con lei?

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In occasione dell’uscita del secondo e del terzo volume della Trilogia de La Stratega, Giovanna Barbieri regala ai lettori qualche estratto.

Il sole di Gerusalemme: AD 1165 -1170, vol. 2.

Quella sera Chiara attese che Martina e gli altri dormissero, poi s’infilò nel giaciglio di Luigi che l’aspettava sveglio. Non lo toccava da diverse settimane e l’amore fu dolce, lento e passionale. Non si preoccupò di poter concepire un altro figlio, ben presto si sarebbero maritati. Inoltre lo desiderava più di qualsiasi altro uomo. Di sicuro più del grasso e vecchio duca di San Pietro in Cariano, che il padre l’aveva costretta a sposare. Un’ora più tardi, quando i loro respiri si quietarono, iniziarono a parlare del futuro.
«Dobbiamo confidare a vostro fratello di noi due e Martina» sussurrò Luigi nella notte. «Lui pensa che vi siate unita al pellegrinaggio con lo scopo di trovare un ricco marito a Gerusalemme. Non sospetta di noi.»
«Non temere, gli rivelerò tutto alla prima occasione. Cosa faremo una volta giunti a Gerusalemme?»
«Ho imparato a combattere a Rivoli. Non credo che faticherò a trovare un signore che mi assoldi.»
«Quindi non vuoi iniziare un’attività commerciale con me?» domandò lei preoccupata.
L’inverno era stato interminabile e l’angoscia per la sorte dell’amato arciere l’aveva sfiancata. Se l’uomo fosse morto in battaglia, oltre a perdere l’amore della sua vita, lei e Martina sarebbero morte di fame in qualche isolato villaggio.  L’impotente duca di San Pietro in Cariano l’avrebbe ripudiata una volta giunto al suo castello: Martina non poteva essere sua. Inoltre anche il conte di Fumane non l’avrebbe riaccolta a casa, una volta saputo con chi aveva generato Martina.

Il Ritorno: AD 1170-1180. Vol. 3.

«Siete voi dunque quella giovane donna della quale mi ha parlato Tommà di Lusignano» disse fissandola malizioso.
Martina civettò un po’ piegando un poco la testa di lato. Così facendo i boccoli dorati spuntarono dallo scialle orientale che stava indossando per proteggere la chioma dalla sabbia. Con attenzione si tolse dal capo il tessuto e i folti riccioli ricaddero liberi sulle spalle. Il giovane trattenne il fiato e lei segretamente ne gioì. I suoi capelli facevano speso quell’effetto alla gente.
«Voi chi siete, se posso permettermi?» domandò.
«Sono Bérnard de Grenier, mio padre era Ugo di Cesarea» si presentò lui porgendole una mano. «Tommà mi ha pregato di cercarvi e di condurvi da lui.»
L’uomo la scortò all’interno della villa. Martina granò gli occhi, tutto aveva un’aria orientale: il profumo delle stanze, i grandi tappeti di lana, i damaschi delle tende e infine i cuscini di piume. Tommà era mollemente seduto su alcuni di questi guanciali e stava sorseggiando del tè. Lei e Bérnard si avvicinarono e Tommà si alzò venendo loro incontro. Lei sapeva che il giovane nobile aveva superato da poco la ventina, ma ne dimostrava molti meno: era esile, pallido e con movenze un po’ femminee. Un giorno sua madre l’aveva informata riguardo l’età di Tommà, consigliandole di non rifiutare il suo corteggiamento.
«Martina, ormai hai quindici anni e dobbiamo pensare al tuo futuro, non sono molti i giovani nobili che desiderano stringere un legame con te e Tommà di Lusingano è un bravo ragazzo, ricco e di nobili natali.»
Perché no? ricordò mentre Tommà le sorrideva. Solo perché lo trovo diverso e non ha mai tentato di baciarmi?
«Venite, parliamo un po’» suggerì Tommà invitandoli a sedersi sui cuscini.
Una giovinetta portò loro del tè spruzzato di limone e dei dolcetti; a lei piaceva molto il gusto acidulo della bevanda e si servì con educazione. Sua madre le aveva insegnato come comportarsi in presenza di uomini. Poi Bérnard iniziò a parlare di politica e di battaglie con Tommà.
È un cavaliere. La mia prima supposizione era corretta quindi, pensò Martina che aveva notato subito sia il colorito bronzeo, dato dal sole del deserto, sia le spalle massicce.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. Marilena
    23 settembre 2016 at 8:21 — Rispondi

    Bravissima Giovanna! Mi ripropongo di leggerti al più presto!

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