Pensieri sparsi

Trattini, virgolette, o caporali?

«In italiano si usano solo le caporali!» Dice una.
“No, mio cugino,” controbatte un’altra, “mi ha detto che si usano le virgolette alte, ma poi non ho mica capito se il punto va dentro o fuori!”
– Io so che si possono usare i trattini lunghi, anche se sono démodé. – ribatte una terza.
Le guerre di religione su quale sia lo gnocco più gnocco della letteratura mondiale, in confronto, non sono niente. 
Io, dopo aver letto questo articolo, ho deciso che faccio un po’ come mi pare, l’importante è mantenere una coerenza. (Eugenia Franzoni, traduttrice).

Breve questionario del mercoledì: che tipo di punteggiatura usate per i dialoghi? I trattini, le virgolette, o le caporali? Gli intervistati hanno risposto così:

46 usano i caporali.
5 usano le virgolette alte.
4 usano i trattini.
24 hanno ribadito di adeguarsi ai modelli della Casa Editrice.

Poi, è arrivata Charlotte Lays e l’argomento serio/intellettuale/siamo accademicidellaCruscainpectore è andato a donnine di facili costumi.

«Soldato Trattini!»
– Dica, Caporale.-
«Mi aiuti a interpretare questa intercettazione.»
Il giovane prende il foglio e lo esamina con le sopracciglia aggrottate…

“Possibile attacco organico di massa -dissenteria- «nel campo profughi alla periferia sud di Baghdad» -più sono piccoli più infettano- «pericoloso come l’antrace» -è una situazione veramente critica- «dobbiamo dare l’allerta» -siamo veramente nella m…”

– Lo ha passato al reparto sicurezza, Caporale? –
«Chiamiamo il tenente Virgoletti.»
La donna risponde con un tono secco e autorevole.
«La chiamiamo in merito all’intercettazione di mercoledì 76 agosto 4567, ore 3.71. Non è stato specificato il livello di allerta, come può vedere dal documento che le ho inviato.»

Il respiro della donna è pesante e riempie il piccolo ufficio mentre i due soldati rimangono in attesa.
”Premettendo che devo ripassare le regole del dialogo scritto con il mio sottoposto e stare attenta a disattivare il microfono mentre lavoro alle intercettazioni” replica il tenente, “le posso assicurare, Caporale, che prendere un virus gastroenterico da un bambino di due anni è come essere colpiti da tutte le armi chimiche e biologiche di massa conosciute. Sei nell’allerta massima delle situazioni di M_R_A e la sostanza non cambia con la punteggiatura, purtroppo.”

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Charlotte
    5 dicembre 2016 at 17:20 — Rispondi

    Ogni volta che rileggo quello che scrivo il mercoledì mi domando cosa avessi assunto di così “buono” quel giorno! XD

    Grazie <3 Onorata 🙂

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