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Tra barchette di carta e canti delle sirene: intervista a Carlo Frilli

Liguri, gente ruvida ma schietta. E parlare con Carlo Frilli non è diverso: chiama le cose con il loro nome, piacciano o non piacciano. Lo fa anche nelle risposte che mi ha dato in questo nostro colloquio, che precede di poco un evento eccezionale: la prima rassegna dedicata per intero ad autori di una sua collana, in scena a Bologna il 14 aprile al Teatro del Navile, luogo già caro a Lucio Dalla per tanti motivi. Ho evitato di porgli domande di cui tutti sanno già le risposte, a volte ‘punzecchiandolo’ su argomenti spinosi, ma lui non ha fatto una piega, proprio come mi aspettavo.

 1)   Carlo, farsi rispettare da tutti nel mondo dell’editoria italiana è un’impresa che non riesce a chiunque. È una scelta precisa o una regola universale? E perché non tutti ci riescono allo stesso modo?

Farsi rispettare non vale solo nel mondo dell’editoria. Quello che la Fratelli Frilli Editori cerca di fare è di rispettare tutti e spera semplicemente di ricevere indietro lo stesso rispetto. Spesso si viene ripagati con la stessa moneta, altre volte, purtroppo, no.

2)   Dalla Liguria, avete poi ‘colonizzato’ prima Milano e parte della Toscana. Ora coprite l’Italia, da Torino alla Sicilia, con un marchio di fabbrica che si è dimostrato vincente: la forte caratterizzazione ambientale delle storie che pubblicate. Che non sono solo ‘cartoline’, ma cultura e società, finanche cibi e vini locali. Come avete avuto questa idea?

L’idea è stata di mio padre Marco, che oltre ad essere il fondatore della casa editrice è da sempre un vulcanico stratega. Con i suoi oltre trent’anni di attività in ambito editoriale, con trascorsi da Mondadori e Laterza, ha affinato un’innata sensibilità con conseguenti felici intuizioni. La nostra collana dei Noir è nata da un’attenta analisi di ciò che nelle librerie italiane avrebbe potuto essere un genere apprezzato. Le indagini ambientate nelle riconoscibili strade delle nostre città hanno sin da subito incontrato i gusti e i favori dei lettori. Oggi i nostri romanzi giallo-noir non parlano più soltanto il dialetto genovese e ligure ma si sono spinti e in molti casi affermati nelle regioni più vicine, come Lombardia e Piemonte, sino alla più lontana Sicilia.

3)   Come siete riusciti, tu e tuo padre, a mantenere un’unità d’intenti così rigorosa, e per tanti anni? Non avete mai litigato, che so, per un autore o un manoscritto? Racconta…

Ci si è dati un’identità che fortunatamente collima con quelli che sono i nostri rispettivi ideali di casa editrice. Possono esserci pareri discordanti e spesso ci troviamo a discuterne, ma mai siamo giunti a litigare riuscendo sempre a trovare una linea d’intesa comune.

4)   La vostra collana Noir ha qualità invidiabili: carta riciclata, copertina cartonata, ottimi autori (e diritti pagati: non è scontato!), a prezzi concorrenziali: dai 9,90 Euro a un massimo di 11,90. Come ci riesce un editore italiano medio, oggi?

Non è semplice per un piccolo-medio editore riuscire a stare sul mercato con buoni prezzi e buona qualità. L’editoria vive da oramai diversi anni una profonda crisi. Una crisi che arriva ben prima di quella economica internazionale. A essere in discussione è la cultura italiana: tanti editori, tanti titoli, forse troppi, stampati… ma paradossalmente pochi lettori rispetto alle medie mondiali. C’è qualche problema alla base della nostra società e fare gli editori oggi sembra quasi un’impresa persa in partenza. Sarà che a noi piacciono le sfide, sarà che siamo un po’ pazzi o sarà semplicemente che abbiamo una profonda passione per questo mestiere. Se affonderà la nave, faremo barchette di carta per stare a galla!

5)   Avete iniziato pubblicando anche saggistica, ma oggi siete conosciuti soprattutto per la collana giallo-noir. Scelta o coincidenze?

Negli anni abbiamo dovuto fare delle scelte. Sino al 2010 pubblicavamo quasi cento titoli novità all’anno tra saggistica, storia e narrativa. Oggi siamo a poco più di cinquanta novità all’anno, prevalentemente di narrativa giallo-noir. Abbiamo affrontato la crisi cercando di concentrare le nostre forze su ciò che meglio ci riusciva, o forse semplicemente su ciò che effettivamente ha da sempre rappresentato per noi un vero e proprio punto di forza. I numeri fortunatamente danno ragione della scelta fatta. Non disdegnamo comunque di editare titoli di saggistica e manualistica. Di recente abbiamo due titoli che vanno per la maggiore (due ristampe all’attivo) che sono “BUCHENWALD”, una testimonianza storica di Gilberto Salmoni, e un titolo di manualistica dal titolo “NOI CI CURIAMO CON L’OMEOPATIA”.

6)   Come si resiste alla tentazione di seguire il mercato? Voi, per esempio, non pubblicate il genere romance o quello erotico.

Non lo si segue e si rimane coerenti con ciò che ci distingue dal “gregge”. Senza offesa per nessuno, ognuno ha la propria politica editoriale e lungi da me pensare di essere il più bravo o il più puro. Non è neppure da escludere che un domani la Fratelli Frilli Editori non si voglia andare ad occupare anche di romance, fantasy o altro, ma per il momento non ne sentiamo affatto il bisogno.

7)   Molti autori sono saliti alla ribalta tramite voi. Qualcuno di loro ha poi scelto altre offerte, altri hanno fatto voto di lealtà a Frilli: quali sono state le ragioni per una scelta e per l’altra?

Gli autori che sono saliti alla ribalta hanno il merito di essere dei buoni autori; noi abbiamo avuto il merito di saperli individuare, pubblicare e promuovere con tutte le nostre forze. Non so se ci sono autori che abbiano realmente fatto voto di lealtà, so che di fronte a offerte ghiotte come quelle proposte dai grandi editori è difficile dire di no. Non parlo solo di offerte economiche, si tratta sempre di passare a essere pubblicati da editori come Mondadori, Garzanti o Rizzoli che messi a confronto con la formichina Frilli sono dei giganti Godzilla! Possiamo biasimare le scelte di alcuni autori? Quello che eventualmente possiamo contestare ad alcuni sono la poca riconoscenza o la corta memoria, oltre che i modi poco da signori o signore di taluni autori che, al canto delle sirene, scordano le buone maniere.

8)   Un elemento che mi ha colpito, e di cui ti parlai dopo avere conosciuto parecchi tuoi autori, è il loro spessore umano: un buon autore è, dunque, anche una ‘buona persona’? E il fattore umano incide sulla vostra scelta degli autori?

Non è un’equazione precisa quella che corre tra buon autore e buona persona. In linea di massima sembrerebbe così, ma esiste sempre l’eccezione. Devo riconoscere che con tutti i nostri autori abbiamo un ottimo rapporto di stima e reciproco rispetto. Con una buona parte di loro posso tranquillamente affermare che oramai  esiste una vera amicizia, ma non è mai accaduto che soltanto per una simpatia,  o un’amicizia, venisse fatta una scelta editoriale.

9)   Il 14 aprile, al teatro del Navile di Bologna, andrà in scena una rassegna unica nel suo genere, almeno finora: un evento dedicato ai tuoi autori. Saranno presenti molti di loro, provenienti da Milano a Siracusa. Perché a Bologna e non a Genova, la vostra casa?

“UN EDITORE IN NOIR” è il primo giorno dedicato alla Fratelli Frilli Editori. Nasce da un’idea tua e di Giusy Giuliani. Siete ambedue lettori Frilli e appassionati del genere. Bologna è la vostra città, e noi della Frilli siamo ben contenti e onorati di ricevere così tanti apprezzamenti in una città lontana, geograficamente e caratterialmente, dalla mia Genova. È stata una vera sorpresa quando mi è stato proposto di collaborare a questo evento, non dico fossi scettico, ma all’inizio di certo non sapevo se l’impresa avrebbe incontrato realmente i gusti dei lettori. Oggi, alla luce dell’entusiasmo raccolto da Bologna non appena comunicato ufficialmente l’evento, sono sicuro che in molti saranno incuriositi e parteciperanno a questa prima edizione che si preannuncia ricca di scrittori Frilli e ospiti d’eccezione.

10) Te la senti di fare una promessa ai lettori affezionati di Frilli?

Migliorarsi e crescere continuando a trovare ottime proposte da offrire ai nostri lettori.

11)  Penitenza se non dovessi mantenerla?

Migliorarsi e crescere continuando a trovare ottime proposte da offrire ai nostri lettori.

OoO

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http://www.frillieditori.com/

 

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3 Commenti

  1. 29 marzo 2016 at 17:52 — Rispondi

    Prenoto un posto sulla barchetta di carta, in caso di naufragio nella nave ammiraglia, non si sa mai! In ogni caso so nuotare e poi Carlo è un ottimo marinaio d’acqua dolce. MT

  2. 29 marzo 2016 at 18:24 — Rispondi

    Mi permetto di aggiungere un commento. La donna ripresa di schiena potrei essere io! La libreria si trova a Sanpierdarena dove sono nata e ho vissuto fino al 1971. Quando ero ragazzina era la mitica Gaggiolo. la vedevo ogni giorno e il mio sogno era che in vetrina ci fosse un libro MIO. Grazie a Marco Frilli il mio sogno è stato esaudito. Perché Marco? Quando nell’estate del 2001 ho portato il mio primo dattiloscritto in casa editrice (zona Quinto e a metà strada fra casa mia e lo stabilimento balneare), c’era lui! Dopo dieci minuti eravamo al tu e alla prima di tante fumose chiacchierate insieme. Un meraviglioso editore che non mi ha mai chiesto sinossi…Ma soltanto di scriverne un altro. Quando passo da Feltrinelli e vedo che ha tirato fuori il mio morte a domicilio (numero sei della collana) ho un groppo dentro a distanza di 14 anni. Sì, il mio primo mariani ha 14 anni!

  3. Babette Brown
    4 aprile 2016 at 15:14 — Rispondi

    Che dire? Io vado in brodo di giuggiole, quando leggo questi “amarcord”!

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