Recensioni

Timido, di John Inman

“Ehm… sei sicuro di essere pronto per la vita di campagna, Tom? Voglio dire, sei cresciuto in città e…”
Giuro su Dio che risi di gusto, in un modo un po’ sguaiato, e non mi succede spesso. a nessun gay che si rispetti succede. “Non preoccuparti per me,” risposi “quanto vuoi che sia difficile vivere in una fattoria? Farò tutto quello che farai tu ed eseguirò tutti i tuoi ordini, quindi smettila di preoccuparti. inoltre, non rimarremo più di un paio di settimane, giusto? Andrà tutto bene. benissimo.”

Titolo: Timido (Shy).
Autore: John Inman.
Genere: Romanzo M/M.
Editore: Dreamspinner Press.
Traduzione: Claudia Milani.
Costo: euro 5,12 (e-book).
La mia valutazione:
quattro stelline.
Trovare l’uomo
giusto è già abbastanza difficile. Gettate nel calderone anche un chihuahua
incontinente, un amore non corrisposto, un caso piuttosto grave di ansia
sociale, un padre in fin di vita, un cinghiale carnivoro, e diventa quasi
impossibile. Tuttavia, le vie del Signore sono infinite, e quando Tom Morgan,
un mite bancario affetto da una timidezza debilitante, incontra Frank Wells,
appena arrivato dalla sua fattoria in Indiana e ancora più timido di lui, la
scintilla scocca all’istante. 

Ma proprio quando la storia tra i due sembra
decollare alla grande, Frank è costretto a tornare a casa per assistere il
padre malato di cancro e occuparsi della fattoria. Tom lo segue e tutt’a un
tratto si ritrova a dar da mangiare ai maiali, a mungere le mucche e a chiedersi
che fine abbia fatto la sua tranquilla vita cittadina. E tutti quei polli? Tom
detesta i polli. 
Tuttavia, con l’aiuto di Frank, Tom stringe i
denti e va avanti. Incredibile quello che due ragazzi innamorati riescono a
fare quando sono pazzi l’uno dell’altro! Neanche novecento polli possono
qualcosa contro il vero amore.

Panico! Doppio panico! Si salvi chi può!
Non solo la vita sociale di Tom Morgan in città è funestata
da una timidezza debilitante. Dovete vederlo quando il poverino, per amore di
Frank Wells, si trasferisce in campagna e si trova a fare il contadino. Tutti i
luoghi comuni sull’agricoltura si dipanano in un crescendo esilarante e triste
insieme. Almeno, i lettori si divertono, Tom molto meno. Ve l’assicuro.
Tom e Frank, due personaggi che ho amato da subito. Affetti
da una sindrome che li rende simili a gelatina quando hanno a che fare con i
loro simili, fioriscono in questo legame che si forma all’improvviso e che
cresce nel tempo. Nonostante tutte le difficoltà, nonostante i novecento polli,
animali subdoli e pericolosi.
Due personaggi da odiare li troviamo subito: Jerry, che ha
tradito e abbandonato Tom, salvo ripensarci quando ormai è troppo tardi. E
Stanley, il ********* fratello di Frank, egoista e stupido. Un connubio
infernale.
Bene, mi sono sfogata.
La storia, deliziosa, trova un supporto notevole nella
traduzione di Claudia Milani, ormai una delle mie beniamine. Quando compro un
libro di autore anglosassone e vedo che lei compare nella seconda pagina… bene,
so che mi troverò davanti a un testo ben scritto. Ho letto troppi libri
penalizzati da traduzioni scadenti e cerco di piazzare bene i miei soldi. 
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. 5 dicembre 2014 at 15:32 — Rispondi

    Sempre gentilissima. Grazie.
    Sono contenta che il libro ti sia piaciuto. Dietro la maschera della spensieratezza vengono affrontati temi importanti.

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