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The Queen e le fiabe

In uscita domani, CIRIBALÀ è una fiaba uscita dalla penna di Mariangela Camocardi, la Regina del romance italiano.

Lascio a The Queen il piacere di presentarvela.

Scrivere una fiaba è meno facile di quanto si potrebbe pensare. Ammetto di essermi divertita tanto nell’inventare i Noisiamoqui, i piccoli alieni che a causa di un guasto alla loro astronave, devono parcheggiarla sul nostro pianeta. Ammetto inoltre di portarmi ancora dietro una dipendenza da fiabe che  un’intera fanciullezza non ha potuto soddisfare. Le adoro e ho letto i grandi classici della letteratura infantile più volte, con una spiccata predilezione per Andersen, Perrault  e Collodi. Quando i miei figli erano bambini, è stata una gioia condividere con loro la scoperta dei magici mondi dell’immaginazione. Non vi dico poi che bella full immersion nella fantasia con il nipotino!

Gelsomino e Mannag

Gelsomina e Mannaggia

Lo spunto di Ciribalà nasce da alcuni sms scritti da ragazzini sotto i dieci anni che mi capitò di leggere: sembrano messaggi cifrati, anzi, dei geroglifici con tutte le K invece dei ch e le abbreviazioni per accorciare i tempi testo/invio al destinatario. Tutto questo è bastato per scatenare la mia creatività, che ha dato vita a una storia che fa sorridere, ma che spero possa anche far  riflettere sul patrimonio rappresentato dalla nostra  lingua. L’italiano sempre più spesso viene massacrato dallo scempio e dalla noncuranza a preservare ciò che ci identifica come popolo, e che andrebbe viceversa salvaguardato da tutti noi per raccontare alle future generazioni chi siamo stati, e soprattutto quale indelebile impronta abbiamo saputo dare all’Arte in generale, grazie alla genialità delle donne e degli uomini insigni che ci hanno preceduto.

Ringrazio Chiara Buccio per le meravigliose illustrazioni.

OoO

Succedono cose fantastiche a questo mondo. Esiste per esempio un luogo dove tutto è assolutamente magico, anche i suoi abitanti, chiamato Ciribalà. Pochi fortunati hanno potuto dare una sbirciata oltre il “Boscochenonsivede,” e quelli che ci sono riusciti sostengono di aver visto fate, gnomi, folletti, streghe e… e perfino i “Noisiamoqui”! Chi sono mai costoro, vi chiederete? Se volete conoscerli, dovete addentrarvi in questa avventura che coinvolge la tenera Gelsomina, scoprendo che nel Regno di Fiaba, oltre ai Fatati, ci sono anche degli strani esseri arrivati da una lontanissima Galassia situata ai confini della Via Lattea, tra cui “Mannaggia”, che, scommetto, vi faranno ridere di gusto con il loro buffo linguaggio da extraterresti. La prima fiaba di Mariangela Camocardi, la “regina” italiana del romance, con le illustrazioni di Chiara Buccio.

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51KjXXMi+CL._SX373_BO1,204,203,200_Delos Digital, Collana “I Coriandoli”
Euro 1,99 (E-Book).
http://www.amazon.it/Ciribal%C3%A0-I-coriandoli-Mariangela-Camocardi-ebook/dp/B01DQ8DUEA/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1459766211&sr=8-1&keywords=ciribal%C3%A0

 

 

 

 

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Euro 17,00 (copertina flessibile).
http://www.amazon.it/Ciribal%C3%A0-I-coriandoli-Mariangela-Camocardi-ebook/dp/B01DQ8DUEA/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1459766211&sr=8-1&keywords=ciribal%C3%A0

 

 

Il Booktrailer della fiaba

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 4 aprile 2016 at 13:18 — Rispondi

    Grazie Annamaria Babette. Mi auguro di far divertire tanti bambini con le disavventure di Gelsomina e Mannaggia. l’extraterrestre che ama Napoli e la pizza.

    • Babette Brown
      4 aprile 2016 at 14:34 — Rispondi

      Non occorre essere extraterrestri per amare Napoli e la pizza!

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